28 aprile 26
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
- Episodio 5: 17 marzo 26 – parte 1
- Episodio 6: 17 marzo 26 – parte 2
- Episodio 7: 24 marzo 26 – parte 1
- Episodio 8: 24 marzo 26 – parte 2
- Episodio 9: 31 marzo 26 – merletti
- Episodio 10: 7 aprile 26 – parte 1
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 2: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
- Episodio 5: 28 aprile 26
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Passo le giornate a sbuffare. Mi sembra quasi di avere la mente perennemente annebbiata, sensibile solo alla negatività. Sto bene solo quando mangio, mi metto al sole e mi sego. Che vita entusiasmante.
Io so qual è il mio principale nemico. Che per giorni non è successo nulla. Poi tutto insieme ho avuto tre sere di fila in cui stavano forse per sbloccarsi situazioni amorose che da mesi desideravo… e per tre volte di fila i miei hanno dato di matto perché mi volevano a casa.
Vivo in cattività, la mia catena invisibile è il cordone ombelicale mai reciso. Li avvelenerei, e se fallissi mi impiccherei col cordone.
Si lo so, martedì scorso non ho scritto nulla (non riesco ancora a smettere di sentirmi in colpa), ma purtroppo ho avuto i miei soliti problemini di salute (e d’umore). Mi sono assentato per questo. Non sono manco andato a lavoro. Ora sto meglio fisicamente. Addirittura sono stato trascinato allo stadio Maradona a vedere la partita del Napoli (e mi so sentito un fallito perché vedevo gente che con la loro passione guadagnano milioni) e al Teatro e tempio di Pietravairano (un teatro romano sulla cima d’un monte), uno spettacolo incredibile che mi ha davvero fatto stare bene (almeno finché non sono tornato con i piedi per terra).
In generale sto uno schifo, e per riprendermi psicologicamente da questi traumi continui mentali e fisici vi racconto di un hobby che sto sviluppando per non pensare. Anche perché non mi va di parlare di altro. Voglio solo riposarmi.
Comunque la tecnica è quella dell’acrylic pouring. L’ho visto in un video di Fraffrog. Praticamente prendi dei colori acrilici, li mescoli con colla vinilica e sapone (ci sono anche varianti più professionali che però non mi andava di comprare) e li versi a casaccio su una tela per creare degli effetti marmorei o simil acquatici. Sono abbastanza “malleabili”, cioè siccome ne usi una gran quantità e sono viscosi e non si asciugano subito, li puoi muovere inclinando la tela, o direttamente soffiandoci sopra. Tutto è fluido, ma i colori non si mischiano perdendo la loro identità o saturazione, e restano più o meno uguali. Inoltre per via del sapone si repellono e creano delle bollicine molto estetiche. È un processo veramente rilassante, quasi spirituale. Avrei dovuto farlo prima. Non ho hobby, solitamente o studicchio o sto nel letto, ma questo mi ha conquistato.
Eppure quest’hobby che doveva un po’ distrarmi mi ha dato a pensare. Non è difficile come tecnica, né per preparazione né per materiali, però non è facile comunque ottenere degli effetti esteticamente interessanti. Insomma, se ti prefiggi un certo risultato l’esecuzione non è sempre semplice. E quando i colori cadono in un modo troppo randomico e poco estetico, o metti troppo sapone e si creano dei buchi, c’è poco che si possa fare – o per lo meno io non ci sono riuscito. Alcune tele mi sono uscite bene, ma molte altre, seppur mi siano uscite, sono meno interessanti. Troppo caotiche. Ecco qua… volevo riposarmi ma mi ritrovo di nuovo a fare filosofeggiamenti del cazzo… Il fatto è che non ho potuto non vederci un parallelismo con la vita.
Cioè, gli eventi che ti succedono e il modo in cui rispondi o come esegui le tue azioni nella quotidianità, insomma come vivi, sono un po’ come tutti i colori che vengono buttati sulla tela. La tua storia che letteralmente s’imprime. E l’effetto finale è imprevedibile, o comunque poco arginabile, e puoi solo provare a fare ciò che puoi con quel che ottieni. Hai un po’ di margine, ma la colla fa seccare tutto molto velocemente, e l’effetto che vuoi non è garantito.
Quindi certe parti magari so pure fighe e ti piacciono, ma altre sono confuse, poco estetiche, con dei buchi che fanno vedere la trama della tela sotto. Ma che vuoi farci? In qualche modo le devi accettare, o rivedere nel contesto più ampio della tela, perché se provi a migliorarle a cose fatte (e ci ho provato), rischi di rovinare tutto e di dover direttamente buttare il lavoro, con le parti mal riuscite ma anche con quelle buone. Lavorarci troppo è un continuo snaturare. La vera arte è sapere quando fermarsi insomma. Trovare un equilibrio. E per farlo forse devi lasciare andare alcune cose. Accettarle. Come nella vita.
Poi ci sono persone che hanno la tela perfetta in tutto? Mah, opinabile. La vita degli altri come i quadri è soggetta a interpretazioni e gusti personali. Sembra scontato, ma alla fine il quadro deve piacere all’artista prima di tutto. Ma ovviamente, come mi sembra di capire, l’artista raramente apprezza ciò che fa. Quindi amen, ecco la vita. Imparare a viverla vuol dire arrendersi a certe cose, anche se non ci piacciono affatto. Perché lei è più forte, non puoi combattere la sua volontà. Così come non puoi combattere quella della morte.
Vabbè, vi lascio le tele qua, giusto per.
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 2: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
- Episodio 5: 28 aprile 26
Nella prosecuzione di questa storia, dove il protagonista appare molto spesso come una caricatura, raccontando e descrivendo se stesso con molta ironia e qualche eccesso volutamente poco credibile o divagando con riflessioni filosofiche e considerazioni sull’ arte, continuo a incuriosirmi e non posso fare a meno di continuare a leggerti.
Ti ringrazio M. Luisa, la cosa divertente è che il personaggio poco credibile sono io ahahahah cioè è un vero diario, non un escamotage tipo Ultime lettere di Jacopo Ortis. Semplicemente, tra lo psicologo (idea sua) e le mie paturnie mentali, ogni martedì cerco di sfogare quello che non riesco a sfogare nella vita o che semplicemente vivo, o comunque provo a riordinare le idee. E, per quanto vorrei non fosse così, la mia vita è veramente caricaturale…
Volevo pubblicare ieri ma mi dava errore… Mercoledì mi lagno due settimane dopo dall’ultimo martedì, non mi smentisco mai sulla mia capacità di mantenere un impegno…