4 agosto 26
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
- Episodio 5: 10 marzo 26 – Pippe su anima e fuoco
- Episodio 6: 17 marzo 26 – parte 1
- Episodio 7: 17 marzo 26 – parte 2
- Episodio 8: 24 marzo 26 – parte 1
- Episodio 9: 24 marzo 26 – parte 2
- Episodio 10: 31 marzo 26 – Merletti
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 1
- Episodio 2: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 5: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
- Episodio 6: 28 aprile 26
- Episodio 7: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 1
- Episodio 8: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 2
- Episodio 9: 19 maggio 26
- Episodio 10: 26 maggio 26
- Episodio 1: 4 agosto 26
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Mh, mettiamo un po’ di ordine.
Nella mia vita dico, ma immagino anche per dare una risposta alle vostre domande, immagino? (Che manie di protagonismo, come se qualcuno se ne fottesse del fatto che non abbia scritto per mesi).
Sono stati luuunghi mesi. Quel Ruggiero non so quanto esista ancora. In realtà penso che sia degenerato. Decomposto e ricomposto peggio di prima.
Credevo di sbocciare nell’esplodere della crescita umana e della consapevolezza. Esplodere in meglio verso l’esterno alimentato dall’ira e dalla frustrazione. Invece proprio queste mi hanno fatto implodere; un uovo il cui guscio ha ceduto per il marciume, perché non conteneva un pulcino, ma un brodo morto e marcio; e quindi ora quella poltiglia morta da tempo in quell’involucro sono visibili, cibo per le mosche.
Ma andiamo con ordine…
Attualmente vi scrivo da Ronchi dei Legionari, un piccolo paesino vicino Trieste (circa, non so, ho sempre fatto schifo in geografia). Sto in Friuli comunque, a due passi dalla Slovenia.
Lo so, ho interrotto il diario, ma ho appeso anche lo psicologo e tutto ciò che facevo nella vecchia vita. Ero molto giù. Forse avrei anche ripreso prima a scrivere, però qualcosa mi tratteneva. Un po’ una delle fasi depressive più acute degli ultimi tempi, un po’ la mia mania del perfezionismo nel fare cose, che mi impedisce di iniziarle per non rovinarne l’idea nella mia mente-iperuranio. Sì, un po’ mi sento in colpa ad avervi appeso (anche se voi teoricamente non siete inclusi nella terapia, quindi fottesega), ma ripeto: ero (e sono) molto giù.
Ho lasciato la pizzeria. Sono uscito. Mi sono ucciso di seghe, E ho scritto per me. Poesie per lo più. Ve ne metterò qualcuna qualche volta.
Però ci sto provando, ho preso una decisione: mi iscriverò a chimica a settembre. Perché? Beh, perché voglio forzarmi a fare qualcosa oltre al formaggio nel letto (e con sto caldo poi…) Inizialmente pensavo a lettere moderne; fare lo scapigliato, il bohémien mi sarebbe piaciuto. Mi ci rivedo. Ma con l’arte… Non so, non si fa nulla di importante. Io ho perso fin troppo tempo, se devo fare lo sforzo immane di riprendere a usare la testa per inserire informazioni (non leggo da un po’, la mia curiosità si è assopita), lo voglio fare per qualcosa che sento importante per l’umanità. L’astronauta o il programmatore di AI non credo sia fattibile. Ma il chimico che magari crea nuovi materiali con proprietà fighe… quello è più fattibile. Cambiare il mondo da un laboratorio. Ammetto che è anche colpa di un libro, forse l’ultimo, che ho letto tempo fa: I bottoni di Napoleone.
Ma perché sto a Ronchi? Mio padre ha avuto incarico di lavoro qui. Mi sono trasferito? No. Non ce la farei a stare lontano dai miei affetti e vivere con i miei. Ammetto che tra noi, quando non si parla delle cose sotto al tappeto, va meglio eh. Però cerco di evitarli se posso. Comunque ogni tanto salgo, e mio padre a volte scende. Insomma, sarà momentaneo. Credo. Mi piace qui. Ronchi è un po’ morta, ma Trieste è stimolante.
Ah, ho scopato dopo mesi con Lei. La mia Lei. Proprio LEI. Lo so, ve la butto così anche perché ho problemi emotivi nel parlarne, però sapete? Il punto è che… non mi è piaciuto. Era ubriaca, non era la Lei che so io. E poi non so… Scopare è stato l’atto che ha ucciso la magia, la tensione, la torsione tesa verso di lei. La poesia. E l’essere un animale cinico che uccide la poesia si afferma come la mia unica natura.
Amare non è bello. È una necessità. Questo lo rende bello. Ma di base è un’imposizione. Un miscuglio di cultura e natura al quale non possiamo sottrarci. Forse è un bene, forse no.
Poi che altro di importante? Ho visto Obsession (il protagonista sono io…), Backrooms e l’Odissea. Tutto molto figo. Due registi più giovani di me che sfondano facendo Cinema, e un pazzo che raduna mezza Hollywood per girare un colossal… Io posso solo essere lo spettatore del cazzo che dà soldi a questi giganti che adombrano quel briciolo di sicurezza e felicità che ho. Guardando loro credo di non essere tagliato per fare l’artista o lavorare in ambito umanistico.
In tutto questo il mio rapporto con la notte è peggiorato. La notte per me non esiste più. Non riesco a dormire proprio, troppi pensieri. E a volte sono delirante, vedo cose nel buio mentre allontano i pensieri. No… Non è stato saggio lasciare Gino. Però dai è solo una pausa. Spero. Non voglio che diventi una di quelle cose che si procrastinano all’infinito pur di non accettare di petto il fatto di aver mollato.
Però, siccome non vado più il lunedì da Gino, e siccome mi lagno sempre, quindi ogni giorno per me è martedì, voglio introdurre una novità in questo blog: “Il martedì mi magno” potrebbe essere potenzialmente ogni giorno: quando mi sento di scrivere e sfogare lo farò. Punto. Sarà sempre “martedì mi magno”, ma è quando voglio, perché posso.
“Ma non ha senso”.
Neanche la vita, cocco. Quindi va bene così.
Vorrei smetterla con l’alcol, stare lontano dal solito posto e con i miei mi aiuta, ed effettivamente non ne sento tanto il bisogno qui. Più che altro vorrei smettere per motivi di salute (evitare tumori, per dire, e stare ancora più male), ma ci sono momenti in cui vorrei morire. “Pensami non cercarmi”. Eh, ma io ti penso e ti cerco pure a volte. Comunque sì, sono dicotomico, pieno di contraddizioni, e quindi il martedì mi magno sarà possibilmente anche giornaliero, o mensile, chissà!
Poesia del giorno:
Se il vuoto che mi riempie fosse esterno,
vivrei in un deserto tetro eterno.
Se non pulsasse il collo e lo sterno,
penserei che son morto qui all’inferno.
Che schifo è vedermi dall’interno,
tutto appassito come in inverno.
Scrivo come sto su questo quaderno;
per me è serio, per gli altri uno scherno.
Scrivo “depresso”, mi sento moderno,
che a noi ultimi arrivati è fraterno
questo fragile umore subalterno.
Provo ad alzarmi, mi appiglio ad un perno,
ma tutto si disgrega, mondo alterno,
tranne sto male che è al governo.
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 4 agosto 26
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