Serie: Noi

  • Episodio 1:
  • Episodio 2: Ep 2 
  • Episodio 3: …

Sono passato a casa sua stamattina. Era ancora a letto, si vedeva dalle luci spente… Sinceramente ero davvero nervoso. Non ho mai portato a una ragazza il portafoglio la mattina così presto. Lasciarlo nella cassetta forse poteva sembrare una buona idea , ma sapendo che dentro c’era la patente e non avendo la certezza che la vedesse l’ho scartata come idea. Ho iniziato a camminare avanti e indietro chiedendo al mio cervello di iniziare a ingranare. Purtroppo non sono mai stato un tipo sveglio. Probabilmente a chi mi guarda potevo sembrare sospettoso. A un certo punto noto due occhi che mi fissavano con insolita intensità. Che imbarazzo! Le persone anziane davvero non dormono mai. Continuava a scrutarmi finchè a un certo punto non presi tutto il coraggio che avevo e le feci un cenno. Si é avvicinata con molta cautela, dopo aver continuato a fissarmi a lungo da capo a piedi, la signora si decise a chiedermi: ” sei un ladro?” Anche se lo fossi , non penso che le avrei mai risposto sinceramente. Feci cenno di no. L’ ansia continuava a salirmi tanto da rendere le mani due pozze d’acqua … A un certo punto pensai che probabilmente essere sinceri era la cosa migliore. Così spiegai alla signora Rosa, così si chiama, che Sofia sembra aver perso il portafoglio ma non volevo disturbarla mentre dormiva. Chissà se questa signora sarebbe stata così gentile da credermi e darle il portafoglio quando sarebbe uscita… 

Con mia grande sorpresa accettò, ma in cambio mi chiese di invitarla a prendere un caffè. Certe signore sono più sveglie di me in queste cose. Molto simpatica, a guardarla da vicino sembrava quasi mia nonna. Ho accettato ovviamente, mai rifiutare la gentilezza di una signora. 

Dopo averla salutata e averle promesso che sarei tornato solo per lei mi sono avviato verso il lavoro. In genere cerco di arrivare sempre molto in anticipo, non per fare straordinari, ma per mettere a posto alcune piccole cose che spero un giorno verranno notate. 

Faccio il magazziniere. Non un gran lavoro, certo, ma per quel che mi riguarda mi va più che bene. A volte devi andare in ufficio per chiedere se sono state stampate le etichette estere. Di quelle si occupa Sofia. Lei sta nell’ufficio estero e per quanto mi riguarda fa le traduzioni. 

La mattina entro prontamente nel suo ufficio e le apro le finestre così da far entrare l’aria. Faccio entrare un po’ di luce, poi accendo il computer. Le pulisco la gomma così quando la deve usare non é sporca, la matita le piace sempre appuntita. Poi le preparo la tazza dove é solita bere il the che si prende col thermos. Mi assicuro che l’ufficio abbia quel buon odore di the verde che le piace tanto. Controllo sempre che il diffusore sia pieno e solo dopo me ne vado nel mio ufficio e inizio il mio solito rituale. Conosco Sofia da tanti anni ormai, ma lei sembra non accorgersi mai di me. Non so mai cosa pensa di tutte le preparazioni che faccio ogni mattina, ma oramai é diventata un’abitudine difficile da togliere. Nel corso degli anni facendo questo ho scoperto tanti piccoli dettagli su Sofia. Dettagli dei quali piano piano mi sono innamorato. 

Riesci sempre a capire quando per lei é in un momento no, quando è stressata o quando é felice. A volte la sua scrivania é limpida, altre volte é un disastro. A volte si addormenta sulla tastiera in pausa pranzo, altre volte semplicemente si perde davanti alla finestra. Guardo sempre verso la macchinetta del caffè nella speranza di vederla. A meno che non ci sia un cliente, lei non vi si avvicina mai. É bello sapete, vederla parlare in altre lingue. Sembra un’altra persona e forse é proprio questo il suo fascino. A volte passo vicino al sul ufficio e cerco di sbirciare, ormai potrei disegnare quella figura che mi é tanto famigliare. I capelli raccolti sempre in una coda, lei rivolta verso il computer con il telefono tra la spalla e l’orecchio mentre scrive qualcosa al computer … A volte ho l’impulso di entrare lì e usare qualsiasi scusa per parlarle. 

Non lo faccio, non perché sono codardo ma perché so che non si sentirebbe a suo agio. Per lei sono un magazziniere con cui deve controllare la merce una volta a settimana solo per un cliente. Oppure sono quello che la stressa per avere le etichette. Al di fuori di queste fredde e solite conversazioni non ci diciamo niente. 

Guardo l’orario e mi rendo conto che lei non é ancora arrivata. Spero che Rosa abbia mantenuto la sua promessa e le abbia consegnato il portafoglio. 

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