6 gennaio 26
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Ciao.
Certo, ciao. Iniziamo bene. Lo sto facendo per me.
Ma posso davvero affidare alle parole quello che sento?
I pensieri si intasano nella testa, ma scriverli mi sembra impossibile. Sono sensazioni, non cose di parole e concetti. Tutto è così confuso… Scrivere poi, davvero lo faccio per me? Forse aiuta più lui. Tutta questa insensatezza e malinconia, tutto questo vuoto e smarrimento. Sono un privilegiato a potermene occupare così, e sarà pure, ma comunque non ne colgo il lusso. Arranco, faccio fatica. Ma dico io, perché tutto deve essere così faticoso? Vivere è faticare: ecco cosa ho davvero imparato fino ad ora. Che palle. Ma poi qualcuno si leggerà mai una lamentela continua? Salve, scrivo per lamentarmi… funzionerà… Già che dico “lamentela” e non “diario”… Gino non ne sarà felice. Già il fatto che ho avuto tutte le feste di Natale per buttare giù qualcosa di quel che sento, e inizio all’Epifania. Forse è l’unico caso di buon proposito per il nuovo anno rispettato. Quante spiegazioni inutili, mi sto annoiando a scriverle.
Scusatemi, sto solo cercando di buttare fuori senza pensare troppo, non so manco se funziona ‘sta cosa quindi so già che sarà un casino.
Il fatto è che a volte Gino la fa così faile. Ma non lo è! Giuro mi sto forzando infinitamente. “Non smettere mai di buttare fuori, fai un flusso”. Che flusso devo fare Gino? Non sono uno scrittore. Certo, non è necessario che lo sia effettivamente… Forse la mia idea di pubblicare mi fa sentire tale? Mi sto mettendo aspettative forse. Boh. E poi di cosa dovrei parlare?
BOH!
Forse dovrei iniziare mostrando la mia gratitudine a Rob per avermi prestato questo suo account. Facebook è per vecchi, Instagram non è per blog e… non conosco altro dell’Internet effettivamente, non sono così social. Quindi grazie. Scriverlo è più facile che dirlo di certo, però sì, cioè davvero te ne sono riconoscente ecco. Te lo dovrei dire di più forse… Che rottura, mi odio! Perdonami, ma io mi vergogno a mostrare emozioni, anche ringraziare è difficile. Quante volte avete la forza di dire cose troppo tenere come un sincero: “grazie”? O roba tipo “ti voglio bene”, o addirittura “scusa”, “ho sbagliato”? Io non riesco, sono proprio bloccato. Ma bloccato forte. Mi paralizzo, sudo, mi sento un bambino che si nasconde dietro la gamba della mamma quando un adulto lo guarda. Sarà forse una cosa piuttosto diffusa, ma io lo sento proprio come un qualcosa di insormontabile. Gino dice che ho un blocco emotivo. Non riesco a dire “grazie”, figuriamoci cose più “forti”. Tipo un “ti amo”… Eppure dovrei essere grato di poter ancora pronunciare queste parole. Di poter pronunciare parole in generale.
Ieri gliel’avrei voluto dire, sapete? Quant’era bella, come sempre e per sempre. Una divinità, perché chiamarla angelo è poco. Se gliel’avessi detto magari avrebbe capito? O mi avrebbe risposto che la minestra riscaldata fa schifo? Beh, io di sicuro le avrei detto che forse sì, la minestra così fa schifo, ma la pizza o la pasta e fagioli o la lasagna, quelle riscaldate sono ottime. Noi siamo una minestra o una pizza? Così le avrei detto. Ma è sempre più facile trovare la migliore risposta dopo.
Questa smania di fare bene poi, di questo dovrei parlare, scrivere e vivere bene, essere perfetto. Più lo faccio e più temo di vivere, perché l’errore è dietro l’angolo. E invece non dovrei farmi ‘sto problema, e sono scemo perché lo so pure! Ecco, dovrei, anzi, vorrei tanto buttarmi nello schifo che è il mondo, pure nella merda se non c’è il fango, sporcarmi per poter dire che puzzo, sì, ma almeno lo sento ora, sento qualcosa. Asettico, ecco com’è il mondo di un occidentale. In che mondo mi sono svegliato… mah forse non dovrei neanche sbilanciarmi troppo, dopotutto che ho visto del mondo? Parlo per frasi fatte?
No, non mi sta piacendo questo progetto, ma Gino lo vuole, e a sto punto tanto vale renderlo pubblico. Magari qui trovo quella merda che cerco. Sì, riempitemi di shitstorm! Ho imparato da poco questa parola e la uso. Sono un boomer con la mentalità di un adolescente.
Vabbè almeno inizio da qualche parte, come con tutto il resto. Inizio da qualche parte… mio dio, per ogni cosa che faccio dieci, anzi, mille non le so fare o mai le inizierò. Che ansia. Non credo che lo psicologo voglia questo da me.
Vabbè sarà abbastanza? Qua ho il limite di 1000 parole, ma non sarò mai così prolisso. Che parolone: prolisso.
Vabbè mi so rotto, ciao.
Ma a chi poi? Vabbè.
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
Ciao Roberto, ho letto con piacere il tuo flusso di coscienza. Ho trovato importante questa parte: “Quante volte avete la forza di dire cose troppo tenere come un sincero: “grazie”? O roba tipo “ti voglio bene”, o addirittura “scusa”, “ho sbagliato”?” E mi ritrovo sul discorso degli errori. Bella lettura, grazie
Ciao Luigi, grazie a te per il commento. Trovare persone con le quali parlare di tutte quelle cose che danno modo di parlare alle mie voci in testa è sempre positivo. Mi aiuta molto. Alla prossima!
Non so perché, ma mi piace. Forse in qualche punto mi ci ritrovo, soprattutto in quel “boomer” con mentalità d’adolescente, con la presunzione che mi fa pensare di esserlo anch’io.
Grazie Giuseppe, il confronto generazionale credo sia una delle cose più importanti che possiamo fare, soprattutto quando ci si sente a cavallo tra una e l’altra, magari anche per motivi diversi! A presto!
insolito ma spaventosamente familiare.
ti tengo d’occhio 😉
un saluto
Grazie, semplicemente la mia quotidianità. Oggi mi sfogherò di nuovo, ne ho bisogno… Un saluto a te!
Era uno sfogo, un esperimento letterario o uno scherzo per noi lettori? In tutti i casi va bene. Dicono che dovremmo scrivere sempre, comunque, ogni giorno. E… Ciao!😉
Ciao Luisa, no no è davvero un diario che sto cercando di condividere… più o meno… ma se mai dovesse andare bene quasi quasi mi apro il mio profilo ahahah sono molto insicuro di sta cosa in realtà, per questo mi sto appoggiando qua. Anche Rob mi ha spinto a gettarmi in questa impresa. Comunque sicuramente è uno sfogo, forse un esperimento letterario, ma vorrei tanto fosse uno scherzo. Purtroppo, o per fortuna, non lo è. Comunque dai, a sto punto rifletterò ancora sul progetto. A martedì prossimo!
Molto bello questo librick!
Ah grazie! Mi sorprendi, non pensavo fosse interessante, ho solo sputati fatti come mi ha detto lo psicologo ahaha mi fa quasi strano. Però grazie
Ok. Insisti, tira fuori, lascia decantare, poi rileggi. Il nostro emisfero destro, anche a riposo, ogni tanto si accende e ci illumina per poter migliorare il testo con qualche idea brillante.
Grazie! Cercherò di seguire il consiglio, anche se come “esercizio” dovrei cercare di non criticarmi né censurarmi, quindi buttare fori tutto d’un fiato senza ritoccare troppo. Sicuramente su un diario privato come mi ha detto lo psicologo era meglio però! ahah Dovrei anche cercare di non costruire troppo i pensieri, essere semplice, ma non è sempre facile. La cura migliore è essere onesti e scrivere tutto senza mai lasciare il flusso, credo. Almeno nel mio caso, poi sicuramente per scrivere un buon romanzo ci vuole più riflessione assolutamente
va a finì che faccio più successo di Rob… ahahaha
Sono d’ accordo con te su tutto: dipende dai motivi o dagli obiettivi per cui decidi di scrivere. Un conto ë il diario personale con funzione catartica per se stessi, altra cosa é il romanzo, che puó derivare anche da un diario personale, madi solito nasce con la finalità di coinvolgere e appagare, in qualche modo, anche il maggior numero di lettori possibile.
Devo mantenere l’obiettivo di farlo per me, però magari può nascere un dialogo non so, non so bene cosa sto facendo, è un esperimento che manco ho detto allo psicologo, forse dovrei farmi un account mio prima di tutto