6 settembre 26

Serie: Il martedì mi lagno


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Già sapete…

Non sono proprio fiero di me, lo ammetto, ma sono felice, quindi fottesega.

Non sto scrivendo molto. In generale dico, non solo il diario. Poesie, storielle ecc. Sono stato molto indaffarato con l’iscrizione all’università e l’inizio dei corsi. È dura seguire, svegliarsi presto, obbligare il mio corpo dormiente (e la mia mente peggio) ad agire, attivarsi.

Ma torniamo ai miei dubbi esistenziali. Ieri ho visto il concerto di Caparezza davanti la Reggia di Caserta. È stato bellissimo. Mi ero perso il tour per l’uscita di Exuvia a Napoli anni fa per motivi di salute, e ci ero rimasto malissimo. Ho recuperato tardi (come tutto) Caparezza.

C’era un’amica che mi piace molto, e un mio amico che ha scelto di accompagnarmi. Da lui ho dormito poi la sera prima di tornarmene poi oggi ad Aversa.

Abbiamo bevuto birre vendute là, sovraprezzate ovviamente (coglioni noi), ma comunque ci siamo ritrovati un po’ brilli. E ci siamo fermati sui muri della reggia là fuori dopo il concerto. Fa un certo senso vedere uno spazio enorme, come quello della Reggia, prima pieno di migliaia di persone e poi vuoto come una città fantasma, con solo le orme nel terriccio dove prima c’era erba, e la spazzatura lasciata dalla gente. Metafora della vita.

Comunque io avevo la maglietta del tour che fece Dario Moccia tanti anni fa. Io non c’ero, diciamo. Non potevo vederlo. Però me l’ha regalata un altro amico (ho recuperato anche il buon Darione molto tardi), che per qualche motivo ne aveva due. Il “Tridente d’acciaio” di faceva chiamare lui e altri due youtuber per quel tour.

Vabbè, comunque, intorno a sta maglietta so successi fatti interessanti… E forse moralmente dubbi.

Il mio amico va a cercare dei bagni e dell’acqua fresca, e la mia amica abbastanza brilla dice di punto in bianco: “quella maglietta la voglio”.

“Beh, non posso dartela, è unica ed è un regalo”, le rispondo. Tra l’altro lei è una conoscente di Merletto…

E lei: “daiii, ti do la fessa”.

E io ho valutato davvero la questione. Cioè, era brilla. Anche io però. Meno di lei. Molto meno, reggo di più ormai, e poi abbiamo bevuto poco. Però l’ha detto, e anche se magari scherzava comunque nella sua euforia avrebbe potuto effettivamente fare ciò che ha detto. Era una questione da valutare.

Me ne sono tornato a torso nudo a piedi col mio amico dopo…

Che dovevo fare? Sentite non ve la tiro per le lunghe, ci siamo appartati, prima mi ha fatto vedere le sue cose, poi lo abbiamo fatto al volo nel buio degli alberi che stavano là fuori. Lei mi piace molto fisicamente, non ho resistito.

Però non so, non mi convincono le modalità, e mi sento un po’ na merda. Sti dubbi li avrei portati allo psicologo, ma visto che non lo vedo più preferisco mettere nero su baianco per riordinare le idee. Che alla fine forse non ho fatto nulla di sbagliato con i parametri di qualcuno che non è della mia generazione, che è malata di sesso ma con un pessimo rapporto con esso. Per dire, per un boomer na cosa così è tipo roba normale. All’ordine del giorno. Ma d’altro canto non so se questo è un bene, perché le sensibilità cambiano, oggi siamo più attenti a certe questioni; inoltre un boomer tendenzialmente si eccita quando vede una Giorgia Meloni o un Vannacci. Però d’altra parte non è che ogni cambio di sensibilità sia negativo, in un certo senso si sta andando un po’ troppo in là con sensibilità che stanno diventando troppo sensibili… Cioè capite in che cazzo di trip di merda e intrippato mi so menato mentre avrei potuto dormire dal mio amico per colpa di una scopata del cazzo?

Il punto è che mi sento come se quasi me ne fossi approfittato. Tra l’altro si è presa la maglietta tutta sudata. Bleah. Però devo dire: un corpo incredibile. Tette piccole, quindi un petto piatto, e capelli corti come piace a me. Un po’ maschiaccio. E anche qui altri trip: non è che mi è rimasto qualche residuo della mia fase gay/bisex? Lo sono ancora? Gesù, non si sta mai bene!

Però a un certo punto ho cercato di frenare la testa. Il fatto sapete qual è? Io credo di poter morire da un momento all’altro. So cosa vuol dire. Tra l’altro si parla del fatto che il mondo oramai si sia riscaldato oltre il limite che non dovevamo valicare, si parla di ondate di calore fino a settembre, El Niño fino a febbraio, estati più lunghe e calde. Cioè, il mondo sta morendo. O meglio, lui sta bene, siamo noi che stiamo friggendo nel nostro stesso olio. Inoltre io potrei essere investito domani, o avere un ictus o un tumore a caso, o avere un’intossicazione alimentare mortale, avvelenarmi per sbaglio. Insomma, finire comunque male, perché la morte non ce ne rendiamo conto, ma prende continuamente su di noi, come la spada di Damocle. E sinceramente, magari non sono stato correttissimo, ma che me ne fotte? Tutte ste sfumature nel comportamento, tutte ste pippe. Oh. Domani si muore, e io na scopata me la voglio fa.

Parlando di intossicazioni, ho vomitato così forte l’altra sera che mi so scorticato la gola e ho iniziato a sputare sangue. E mi so spaventato parecchio. Ho mangiato troppo (cheat day). E prima ero felice. Poi all’improvviso mi è sembrato di morire. Cioè, così, da un momento all’altro ce ne andiamo, passando dal paradiso, magari, all’inferno, e poi buio.

Certo, non è che il nichilismo mo va sguainato per giustificare ogni azione nefasta, non va portato all’esterno: stupriamo e uccidiamo, tanto moriremo. O meglio, se uno non è credente ed è estremamente cinico e nichilista, potrebbe forse essere pericoloso in un certo senso.

Io non sono così Dio Santo. Spero di non diventarlo mai. Per come sono fatto è più probabile che mi impicco arrivato a quello stadio, che non fare del male agli altri. Però sì, meno attaccamento a certe logiche (veramente difficili da sradicare) sarebbe utile… no? Ecco, altre pippe. Non è servito a un cazzo!

Continua...

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