7 aprile 26 – parte 1

Serie: Il martedì mi lagno


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Già sapete…

Le persone, gli affetti, le dinamiche di gruppo, a volte sono la cosa che mi salvano, altre quella che mi fanno più penare. Le persone sono la cosa più importante che abbiamo nella vita (nella quale nulla resta, quindi almeno possiamo condividerla), eppure sono in egual misura fonte di dolori atroci.

Madò che mal di testa atroce, tra pensieri continui e poco sonno schifoso.

Ad ogni modo erano le sei e mezza più o meno quando mi sono svegliato. Ma nel dormiveglia ero già steso da un’oretta più o meno. E notavo, guardando il soffitto della camera, che la luce che entrava, e ciò che illuminava, cambiava gradualmente: da buio pesto e forme indistinte, a giorno nitido e luminoso. Che ansia. Mi faceva ansia perché le cose passano, gradazione per gradazione. Non ti aspettano, ma soprattutto non te ne accorgi. Le puoi vivere anche solo passivamente senza saperlo. E intanto una ruga al giorno, un capello bianco per volta, il mondo cambia e scompare, e tu con esso.

Aspe’, andiamo per ordine. Sono in uno stato mentale un po’ strano, meglio mettere le mani davanti oggi. Sono stanco, e sono tornato da poco dalla nottata di Pasquetta, e mi sembra tutto inutile in questo universo non a misura d’uomo. La cosa più produttiva che ora potrei fare sarebbe abbrustolirmi al sole per calmarmi. C’è un tempo bellissimo che trasuda pace. Ma l’unica àncora di senso è scrivere qui. Magari ci capisco qualcosa. O male che va sfogo.

Gesù, forse sono ancora brillo da ieri. Affanno pure perché ho mangiato troppo. Paradossalmente ho mangiato più oggi che a Pasqua e Pasquetta. Ah, buone fatte feste a tutti… L’avrei potuto dire prima forse. Pasquetta poi… non ci vorrei proprio pensare. Uff è iniziata pure bene. Ero carichissimo, felice. C’erano tutti quelli a cui voglio bene. Abbiamo anche avuto modo di trovare con solo qualche mese di anticipo una bella abitazione nel napoletano per passare la notte. Come l’anno scorso. Ah, l’anno scorso è stata una bolla di gioia nella birra IPA della mia vita: amara e dalle note tropicali, come a dire esotica ma con un retrogusto “meh”. Non mi piace la birra. Non so perché sto facendo questo paragone. Beh, ieri notte ce n’era parecchia. Il fatto è che stare con gli amici è un toccasana solitamente, e quest’anno ero pronto a replicare quella bolla. Certo, non avevo contato Merletto che tutta ubriaca ha iniziato a strusciarsi addosso… non so come me la sono svignata. Non so come farle capire che non è più cosa… A me già le feste mettono tristezza, tendo ad isolarmi. Provo quindi ad avere una missione per distrarmi: rimorchiare la frescona di turno che hai puntato da un po’ perché a una festa così può accadere di tutto… e ti ritrovi Merletto.

Ma magari fosse stato questo. Con la frescona non è andata bene a prescindere. Anzi, in realtà è andata anche peggio. Molto peggio. Un bel colpo per il mio umore instabile. Il punto è che ero pure riuscito a trovarmi con questa tipa finalmente. Eravamo entrambi un po’ su di giri, e ci trovavamo, non so per qualche congiuntura universale, in una stanza, sul letto. C’era un’altra coppietta più in là sull’altro letto, ma non era un problema in quella fase. Insomma, era tutto perfetto. Certo, io però ero super timido e teso. Lei un po’ più spinta, ma non si menava. Diceva che non mi conosceva bene, o comunque faceva una strana resistenza. Non so, forse trovava solo scuse. Comunque siamo stati così per un bel po’ di tempo.

A un certo punto viene un mio caro amico del gruppo, anche lui partito con la testa, e si corica sul nostro letto, mettendosi tra di noi. Passano tipo trenta secondi e sento degli schiocchi di labbra: si stavano baciando. Quello che in quella stanza non era accaduto negli ultimi dieci minuti era successo in pochi secondi. Allora, con la coda tra le gambe, mi alzo e me ne vado via. Li scorgo un minuto dopo mano nella mano a passare in un’altra stanza, magari vuota. Sono poi sono scesi più di un’ora dopo, e da lì non si sono più staccati. Anzi, anche la beffa: come se nulla fosse la tipa ogni tanto mi veniva vicino e mi abbracciava…

E pensare che avevo anche parlato al mio amico del fatto che stessi puntando lei… Ma… non riesco ad essere arrabbiato. No, non ci riesco. Sia perché sono codardo, sia perché odio gli scontri, sia perché, in fin dei conti, non è stata colpa sua (magari era pure pesantemente ubriaco). Lei non si menava, ma io non ho colto i segnali forse; poi arriva lui e in tre secondi fa: evidentemente non mi voleva dall’inizio, o voleva essere guidata bene.

Per dire, pure prima di trovarmi solo con lei ho dato prova del mio non saperci fare. Quando mi stancavo di ballare, tra l’altro controvoglia (lo facevo solo per starle vicino e provarci, averci un confronto), capitava che arrivassero altri, innocentemente, a prendere il posto. E in particolare con l’arrivo in pista dell’amico che già vi ho narrato capivo sempre cosa volesse dire avere feeling durante un ballo, tra sguardi e passi fatti bene. Insomma, me l’ha rubata, ma se l’è conquista. Lei si meritava uno che ci sa fare evidentemente… 

Continua...

Serie: Il martedì mi lagno


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Discussioni

  1. “evidentemente non mi voleva dall’inizio, o voleva essere guidata bene.”
    ma non è che essendo ubriaca pure lei non si è accorta dello scambio e ha pensato che eri ancora tu? (io una volta mi sono fidanzata allo stesso modo, e mi sono accorta dell’errore solo il giorno dopo…)

    1. Oddio, lui è biondo… più che avere i sensi alterati direi che ha la cataratta… Sarebbe comicamente azzeccato a me, devo dire, però non credo, poi ho scoperto altri fatti, e comunque non ne abbiamo più parlato e ci siamo sentiti poco. Mi ha un po’ cercato eh, però non so

  2. Sei bravo a descrivere i tuoi sentimenti e le tue insicurezze, perché la tua scrittura traspira onestà. Ora, io non lo so se ci stai prendendo tutti per i fondelli, e alla fine scopriremo che è tutto inventare, ma anche se fosse, andrebbe bene lo stesso perché è un piacere, per me, leggere il tuo diario. Spesso mi riporta indietro nel mio vissuto e altre volte mi fa sorridere, come il paragone che hai fatto con la birra IPA che trovo geniale. Ti descrivi timido e goffo, ma secondo me sei autentio e interessante.

    1. Ti ringrazio. Io a volte veramente, durante le mie giornate, quando mi succedono le mie solite cose assurde, spesso a causa della mia persona strana (perché veramente credo di essere io a creare involontariamente certe situazioni a sto punto), vi penso e penso che vorrei portarvi con me. Sicuro mi sapreste consigliare meglio del mio intuito poco sviluppato! E mi alleggerireste gli eventi, magari ci faremmo pure due risate! Gesù, quanto è difficile vivere!

  3. Io sarò anche una romantica, però potresti far regalare a Vecchi Merletti un buono (riciclato come il denaro sporco — mai regalarlo direttamente!) da spendere in un centro estetico. Magari quella tenerezza durata un minuto potrebbe trasformarsi in qualcos’altro. L’altra, forse, non riesce o non ha voglia di vedere la complessità di cui parlavi.

    1. Mah non so. Cioè, mi piace molto il romanticismo, sento il bisogno di mostrarlo, ma c’è una strana concezione nella mia testa, di cui magari scriverò, e che mi impedisce ora come ora di pensare a relazioni durature. Non ha molto senso, ed effettivamente neanche io so che sto facendo e cercando… Comunque Merletti a livello caratteriale è proprio fuori dai miei standard quindi non so. E l’altra… boh, devo capire. O forse mandare direttamente a quel paese.