7 aprile 26 – parte 2
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
- Episodio 5: 17 marzo 26 – parte 1
- Episodio 6: 17 marzo 26 – parte 2
- Episodio 7: 24 marzo 26 – parte 1
- Episodio 8: 24 marzo 26 – parte 2
- Episodio 9: 31 marzo 26 – merletti
- Episodio 10: 7 aprile 26 – parte 1
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 2: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Non ho vissuto molte Pasquette nella mia vita, ma questa di sicuro è stata la peggiore! Non vedevo l’ora di andarmene, vi giuro, benché di solito stia bene con i miei amici. Mi sono messo due ore su Instagram perché il brainrot mi aiutava a non pensare. Non volevo pensare. Non volevo proprio vivere. Ma non avevo alternativa, se non a quel punto vivere da spento. Mi gongolavo un po’ nel vittimismo, e non sapevo bene che cosa stessi provando, oltre delusione nei miei confronti (anzi, mi facevo proprio schifo!) In ogni caso stavo male, ve lo garantisco. E i miei amici che a turno venivano al mio capezzale di depressione con le migliori intenzioni (avevano capito) in realtà mi infastidivano, perché non aveva senso tutto ciò. Li amo, ma come potevo fare a stare bene così?
Forse sono stato eccessivo? Forse do troppa importanza a questo aspetto della vita, sul quale baso il mio giudizio della capacità di vivere “normale”? Dovrei forse preoccuparmi di più per le dichiarazioni di Trump sull’Iran perché stiamo per andare tutti in guerra? Però immaginate che questa è l’ennesima batosta alla mia personalità e autostima, alla mia fragile voglia di mettermi in gioco, al mio scricchiolante equilibrio mentale. Un’altra botta che mi dimostra la piccolezza del mio essere in un mondo di giganti. Più vado avanti nel vivere, e più pali in culo e pugni in faccia dalla vita acchiappo. E chest’è.
Tra l’altro il mio caro amico è molto bello. Muscoloso, prestante, piacione, simpatico, componente alle feste. Ed è molto bravo a ballare. Nel gruppo sono tutti molto carini per quanto riguarda l’aspetto, ma lui e un altro si contendono i primi posti. E le ragazze più interessanti del gruppo, da quella che ogni tanto mi sogno, a Lei, a quella che ho puntato per questa Pasquetta, insomma, tutte quelle che mi attizzano, si sono alternate nell’interessarsi prima all’uno e poi all’altro (talvolta riuscendo nell’impresa, talvolta venendo addirittura rifiutate!) Io giuro che non provo invidia. La bellezza o l’adesione a certi canoni estetici, se accompagnata dal saperci fare, rende darwinianamente più forti loro sul mercato. I pavoni con le piume più colorate e ammalianti. Inutile fare discorsi buonisti. La natura è crudele, e nelle faccende sessuali e di cuore mostra il suo lato più spietato, che colpisce dritto all’emotività. Io lì, con le mie piume desaturate e prive di pattern intriganti. Io, l’inetto, il brutto, il “vecchio”. Il poco interessante, e senza interessi o capacità. L’ultimo arrivato.
Sentirsi l’invisibile, quello non avvicinabile. E quindi prendere gli scarti, o meglio, gli altri scartati, come Merletto. Una specie di “ideale dell’ostrica” verghiano: non c’è modo di cambiare la propria condizione.
E si torna sempre a quello, almeno per me. Uno che arriva in ritardo ad una festa non è ubriaco come gli altri, e non capisce il loro divertimento; magari qualcuno ha fatto qualcosa di divertente e possono solo raccontarglielo. Non è lo stesso di averlo vissuto. E mentre gli altri già vomitano e scopano, dopo una serata di duro lavoro a ballare, tu sei ancora al primo drink, freddo per la pista, e strambo agli occhi alterati degli altri. Ecco. Che vita ha uno che la festa l’ha annusata quando i bicchieri erano già rovesciati vuoti sul pavimento e non è brillo e non può quindi bypassare la puzza del sudore e degli aliti pesanti? Può raccontare solo il mondo per come lo vede da fuori, non per come potrebbe sentirlo. Insomma, da fuori una finestra. Non è bello.
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 2: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
Non ti conosco e non si può capire tutto, da un diario/sfogo settimanale, ma una cosa posso assicurartela: non sei l’unico a sentirsi così, e non sei l’inetto o il brutto che credi di essere. La tua onestà e la tua vulnerabilità sono qualità che ti rendono speciale e che fanno di te una persona interessante e autentica.
Grazi Corrado, sono sicuro che comunque siano esperienze comuni tutto sommato, benché nel mio caso siano date da una condizione di partenza svantaggiata. Però devo dire che mi sento meglio oggi, anche grazie ai commenti, e in generale grazie al fatto di parlarne. La scrittura è salvifica. Ti ringrazio ancora per le tue parole. Quelle che elenchi sono qualità che per me hanno molto valore (le ho spesso sentite anche a mio fratello), quindi spero di riuscire a tenerle per sempre parte di me come dici ❤️
Sono parole che penso…
Ed è vero la scrittura è salvifica e per me (come dico e scrivo spesso) la scrittura è un’emergenza.
Assolutamente. Grazie ancora!