Fino all’alba

Serie: Vamping


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Lisa è decisa a restare sveglia per tutta la notte. Solo così sarà un vero "vampiro".

La luce del corridoio si spegne. La porta della camera di suo padre si chiude in modo secco. Lisa sorride compiaciuta e si affida a Instagram. Un bel selfie con il Pc a indicare l’ora è proprio quello che ci vuole. Le tre e venticinque e maggio sta per finire. La scuola ormai sta per finire e anche se sarà rimandata è impaziente che arrivi l’estate. Mare, sole, feste, ragazzi e Internet. Assolutissimamente. Per giunta con le vacanze imminenti le notti da vampiro non saranno più un problema, perché la mattina – corsi di recupero a parte – potrà dormire. Tanto Franco lavorerà fino a Ferragosto e non potrà controllarla. Sarebbe bello viverne qualcuna in compagnia, pensa Lisa massaggiandosi il collo, perché allora sarebbe tutto più semplice. Ma Francesca non è d’accordo, non le interessano queste “paranoie” – come le chiama lei ¬¬ – e Miriam non può dormire fuori perché i genitori-mastini non glielo permettono.

Lisa ama il Vamping perché la fa sentire libera e autonoma e pazienza se la scuola ne ha risentito e se di giorno è diventata schizzata. Pazienza se – quando gli impegni glielo concedono – si addormenta alle sei del pomeriggio e si risveglia alle otto passate coi coltelli nel cervello. Pazienza per le occhiaie, per la gara di ginnastica persa, per gli scarsi progressi in inglese e con il pianoforte. Pazienza se è quasi svenuta in chiesa alla comunione di sua cugina e dal dentista. Perché quello ormai è diventato il suo mondo, il suo spazio oscuro fuori controllo, dove nessuno la può disturbare, dove i genitori non arrivano, dove può essere se stessa, dove si sente grande. Essere un vampiro le ha insegnato che di notte si possono fare tutte quelle cose per le quali di giorno non ha mai tempo. Essere un vampiro è pazzesco, è da sballo, è un casino…inoltre deve battere Federica, deve superare i tre mesi, deve avere le allucinazioni assolutissimamente!

E poi chiuderà i battenti o forse no, dipende. Però se sua madre tornasse smetterebbe subito. Anche perché con il sonno leggero che ha ingannarla sarebbe impossibile.

Lisa riguarda l’ora sullo schermo del Pc e si dà della scema. Controllare troppo spesso lo scorrere del tempo lo rallenta molto o almeno questa è l’impressione che se ne riceve. Perciò si concentra su Instagram per vedere le foto di altri vampiri. Il cellulare… dove lo ha appoggiato? Lisa si alza in piedi, sbadiglia di nuovo, guarda dentro l’oscurità che l’avvolge come un sudario. Eccolo lì, accanto al Fidget Spinner.

La batteria è al 30%, un po’ di carica, assolutissimamente!

Messo in carica il cellulare Lisa torna a Instagram. Vede le foto di altri ragazzi dai nomi improbabili, coi volti tirati e illuminati anche solo dalla luce dei rispettivi Pc. Uno ha un coltello in mano, un altro fuma mentre una ragazzina dai capelli viola mangia una mela. Provengono soprattutto dagli Stati Uniti e piacciono a un sacco di gente. Le foto sono accompagnate dal solito hastag #vamping spesso affiancato da altri come #breakingnight o #notsleepingatall e da didascalie perlopiù in inglese – ma da alcune anche in italiano – che ormai conosce bene. “Chi è ancora sveglio? C’è qualcun altro?”. “Vamping per sempre!”. “Una volta di notte dormivo”. “Non mi addormento prima dell’alba” e via di seguito. I commenti positivi si sprecano, sono una valanga. Perché questa è la nuova tendenza del momento, che nata appunto in America è arrivata finalmente anche in Italia. Ci sono voci di ragazzi che giocano a fare i vampiri perfino nella sua scuola. Almeno uno per classe o quasi; questo è ciò che le ha spifferato Mario, il suo compagno di banco espertissimo di Internet.

I genitori non lo sanno o lasciano correre, e questo è assolutissimamente cool!

Mario le ha confessato di essere anche lui un vampiro ma lei non ci crede. Avere la media del nove e non dormire mai sono realtà inconciliabili, è un fatto. Oltretutto è troppo perfettino, troppo vanesio…

A un certo punto, Lisa pubblica il selfie che si è appena scattata, perché pure lei fa parte di quella comunità notturna esclusiva ed è arrivato il momento di farglielo sapere. Fino a ieri soltanto lo schermo del Pc con l’orario bene in evidenza e nient’altro. Neppure una frase o una faccina. Adesso invece si mostra – ma continua a non scrivere niente – perché le va. Se lo merita. Dopo tutto è più di un mese che osserva gli altri; ora è arrivato finalmente il suo turno. Così i minuti scorrono insieme alle foto e ai commenti e arrivano le quattro. Di corsa in bagno perché la vescica esplode. Qui è presa dalla tentazione di farsi una doccia gelata per svegliarsi e per allontanare la stanchezza ma ci ripensa subito. Oppure potrebbe bere tanta acqua da procurarsi il mal di stomaco come ha fatto mercoledì. Invece torna in sala e accende il ventilatore sul tavolo. Massima potenza per avere la pelle d’oca il più velocemente possibile. Pochi istanti e si sente già meno rinco.

Che fare adesso? Lisa scansa il pianoforte, si avvicina a una finestra in cerca d’ispirazione. La noia è sempre in agguato e va subito scacciata. La città dorme, nessuna macchina in giro, nessun rumore. Soltanto i ruggiti di Franco provenienti dal corridoio e i lampioni accesi del quartiere. Leggere l’ultimo libro di Harry Potter magari stando seduta sul terrazzo ad aspettare l’alba, può essere ganzo. La torcia è nel solito cassetto, lei è arrivata a pagina 187. Peccato solo che non abbia proprio voglia, perché la concentrazione scarseggia come l’acqua nel deserto.

Oggi c’è il compito di grammatica che palle… un’altra verifica in condizioni pietose cazzo… ormai sono scafata e comunque non ho scelta, perché con quella vecchia dentiera della Beciardi non si scherza. Assolutissimamente!

Lisa apre la finestra e viene investita dall’aria fresca del primo mattino. Maggio è stato rovente e se quello è un antipasto dell’estate c’è di che preoccuparsi. Studiare matematica – e forse pure scienze – sarà un’impresa. Caffè. Ne ha bisogno perché si è incartata. Perché altrimenti rischia di non vedere l’alba. Accende la luce e prende direttamente la moka grande da un ripiano della cucina. Una bella tazza bollente di caffelatte per arrivare alla colazione delle sei e mezzo. Dopo il caffelatte e due merendine recupera lo smartphone, indossa un paio di Nike, i jeans sopra il divano e un maglioncino di cotone. Poi si siede nel terrazzo grande, quello che dà sul campo di grano, in attesa dell’alba. Cuffie e video demenziali su YouTube. Di nuovo lo stimolo della pipì, prezioso alleato nella sua lotta per non dormire. All’alba ormai manca circa un’ora e il più è fatto; sorto il sole sarà tutto diverso e la strada in discesa. Intanto ci sono le lucciole a tenerle compagnia insieme al cinguettio dei primi uccelli. Di colpo però il suo corpo diventa pesante, gambe e braccia sono di piombo. Gli occhi si chiudono, si aprono, si richiudono e il caffelatte appena bevuto e i video demenziali non servono a niente. Lisa si sente sprofondare, cadere, precipitare in un vortice senza fine. Diviene cosa, oggetto, bambola di pezza. Finché svanisce. Finché il buio non le viene addosso e la travolge con la forza di uno tsunami. Quando il sole sorge Lisa dorme, è assente. Ma per fortuna ha ereditato dalla madre oltre agli occhi, al naso e ai capelli anche lo stesso tipo di sonno, leggero come una piuma, per cui è sufficiente il rumore di un treno lontano per svegliarla. Appena un secondo prima che si alzi suo padre.

Con la testa in fiamme e con un inizio di nausea Lisa s’infila nel letto vestita, non riesce nemmeno ad andare in bagno. In compenso è molto arrabbiata. Arrabbiata con se stessa. Perché è la seconda volta che le succede e da quel giorno sono passate tre settimane. Ormai dovrebbe averci fatto il callo, dovrebbe essere in grado di resistere ma evidentemente si sbaglia. Forse sta iniziando a perdere colpi, forse la vita da vampiro è troppo dura persino per lei.

— Sei già vestita? — le chiede Franco, con una brioches in mano.

— Non rompermi.

— Che hai?

— Una scimmia in testa.

— Ma come parli? Hai una faccia… stai male?

— Volevo vedere l’alba, tentativo fallito.

— Se fossi meno pigra ci riusciresti. Vai a letto prima, che ci vuole?

— Il caffè è pronto?

— Dico sul serio, vai a letto prima, datti una mossa.

— A letto prima?

— È l’unico modo.

— Forse hai ragione.

— Certo che ho ragione e smettila di toccarti il naso!

— Domani ci riprovo, promesso.

— Sai Lisa, alla tua età io non dormivo molto. Ero sempre su di giri, sempre impegnato, pensavo e ripensavo, la musica, lo sport, le ragazze… e quando chiudevo gli occhi era già ora di alzarsi. Tu invece hai preso da tua madre, ti piace andare a letto tardi e dormire come un gatto.

— Come un ghiro, papà, si dice come un ghiro.

— Gatto, ghiro… che differenza fa?

— Passami il caffè, si dice come un ghiro.

— Sei sicura?

— Assolutissimamente.

Serie: Vamping


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