A Roccamonte Orsato ci sono scheletri nell’armadio … letteralmente

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Mariasole avrebbe tanto voluto che questo fosse solo un modo di dire ...

Un paio di giorni dopo Roccamonte Orsato divenne famosa.

Il paese andò a dormire il sabato sera nel suo anonimato e si risvegliò la domenica mattina con una fama degna di una stella del cinema; però c’era un problema e questo era che quell’esplosione di notorietà non era legata a un qualcosa di bello, ma ad un fatto di cronaca nera.

Quella mattina infatti al sorgere delle prime luci dell’alba e ancor prima del canto dei galli, un urlo di una donna squarciò il silenzio.

Si chiamava Elisabetta Porconi ed era impiegata nell’ufficio delle poste in paese. Era chiamata da tutti “Bettina la storpia”, perché nata con una gamba di cinque centimetri più corta rispetto all’altra.

Bettina aveva avuto da sempre una passione nascosta per Edoardo Crismi, ma lui non aveva avuto mai occhi per nessuno, se non per sua moglie; però poi ci fu il tradimento e giorno dopo giorno Bettina riuscì ad attirare la sua attenzione, così quel sabato sera restò a dormire a casa del suo amato. Quella notte era stata del tutto improvvisata, Bettina sarebbe dovuta restare da Edoardo solo per una cena, però poi si fece tardi e così tra una coppa di vino e l’altra approfondirono la loro conoscenza. L’indomani Bettina si svegliò di buon ora e con un sorriso smagliante stampato in volto. Edoardo sonnecchiava ancora tra le coperte e lei presa da uno slancio di tenerezza, decise di preparagli la colazione; ma non avendo con se nulla, se non il vestito elegante che aveva sfoggiato la sera prima per far colpo su di lui, decise di aprire il suo armadio e rubargli qualcosa, fu allora che il suo sorriso si tramutò in una maschera di terrore.

La sua mano si era infatti appoggiata per caso su una busta verde scuro chiusa, posta a un lato del mobile e sentendo qualcosa di duro provenire da essa, la aprì. Dentro vi trovò uno scheletro umano in pezzi, perfettamente pulito e ben conservato in diversi sacchettini trasparenti, così Bettina si infilò il suo vestito malamente e uscì di corsa da quella casa urlando di paura, mentre il cielo arancione del mattino dava il benvenuto a un nuovo giorno.

Mariasole apprese la notizia grazie a sua madre, poche ore dopo.

– Sole, Sole svegliati – la chiamò Lucia mentre la scuoteva per ridestarla dal sonno.

– Buongiorno mamma … perché mi svegli è domenica – rispose lei sbadigliando, per poi accorgersi dell’espressione della donna – che succede?

– Il paese è pieno di poliziotti, non si capisce bene cos’è accaduto, ma pare che sia qualcosa di grave.

Quel giorno la famiglia Olivetti restò in casa, perché la mole di forze dell’ordine lì presente dava loro un senso di soggezione e quando le troupe televisive e le mandrie di giornalisti saturarono le strade di Roccamonte, quella soggezione si trasformò in un vero e proprio senso di soffocamento.

Mariasole aveva provato a mettersi in contatto con Martina per tutta la mattinata senza avere successo, questo la preoccupò molto, ma mai si sarebbe immaginata di vedere in TV il giornalista appostato proprio davanti alla casa della sua amica.

– Mamma … – sussurrò in stato di shock – perché indica la casa di Martina?

– Shh … vediamo cosa dice.

Mariasole visse il report di quel giornalista come se fosse un incubo, o un qualcosa di irreale e finto. Non riusciva a credere a ciò che ascoltava, non voleva crederci, ma purtroppo era tutto vero, il padre di Martina era indagato per omicidio, perché era stata ritrovata una busta piena di ossa nel suo armadio.

Mariasole corse in camera sua, ignorando sua madre che tentava di richiamarla in cucina e staccò il suo cellulare dalla carica, cercò tremante il contatto di Martina su WhatsApp e le scrisse ancora una volta:

“ Marty ti prego fatti sentire … sono preoccupata per te. Ho visto il telegiornale, chiamami”

Inviò il messaggio consapevole che anch’esso non avrebbe avuto risposta, almeno non nel’immediato e tornò da sua madre. Le due restarono attaccate alla TV quel giorno, ma i notiziari e i programmi che si susseguirono nel pomeriggio riportarono tutti le stesse notizie, Mariasole per questo aveva quasi skippato il Tg della sera, ma per fortuna alla fine si era convinta a guardarlo.

In copertina infatti c’era proprio il caso di Roccamonte Orsato, ma non perché era la notizia fresca di quel giorno, bensì perché c’erano davvero delle novita.

Era infatti terminato il primo interrogatorio fatto ad Edoardo Crismi e lui aveva rivelato di sua spontanea volontà a chi appartenesse lo scheletro che erano stato ritrovato nel suo armadio; ciò secondo il giornalista era parte della sua strategia difensiva, perché se si fosse rivelato vero, l’avrebbe sicuramente scagionato dall’accusa di omicidio, ma al contempo avrebbe reso quel caso ancora più peculiare.

Secondo Edoardo Crismi infatti quei resti appartenevano a Bambina Gramschi, una ragazzina di quindici anni scomparsa nel nulla, proprio da Roccamonte Orsato, nell’autunno del 1943.

– Tu pensi sia vero? – chiese dopo un po’ Mariasole a sua madre.

– Non lo so, ma si saprà presto, il tempo di fare qualche analisi.

– Pensi che i nonni la conoscessero  … dico la storia di questa Bambina – chiese ancora Mariasole e Lucia questa volta sospirò abbassando lo sguardo, come accadeva ogni volta in cui si parlava dei suoi genitori. Si erano ammalati di leucemia entrambi, ed erano morti a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro. La perdita era stato un duro colpo per lei, Lucia era persino arrivata a credere che si fossero contagiati a vicenda, nonostante sapesse che la leucemia non era un male trasmissibile da persona a persona, poi dovette ammettere che erano stati semplicemente vittime di una crudele casualità e farsene una ragione, ma anche a distanza di anni, ogni volta ricordarli le causava sempre un nodo in gola

– Loro sono nati dopo … per di più dubito che qui si parlasse spesso delle persone scomparse in quel periodo.

– Perché? – chiese Mariasole secca – qui a Roccamonte tra un po’ fa notizia perfino se una persona da un bacio a qualcuno e nessuno ha mai parlato di una ragazza scomparsa?

– Perché c’era la guerra – rispose Lucia – Roccamonte Orsato e molti altri comuni dell’Abruzzo facevano parte della linea Gustav, qui si combatteva … il tuo bisnonno quando ero piccola mi ha raccontato spesso di quanto le cose fossero state difficili … tante persone sono morte e tante sono scomparse; quindi non fatico a credere che nessuno abbia più parlato di questa ragazza.

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Avete messo Mi Piace7 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. “Perché? – chiese Mariasole secca – qui a Roccamonte tra un po’ fa notizia perfino se una persona da un bacio a qualcuno e nessuno ha mai parlato di una ragazza scomparsa?”
    Dunque tutti i paesi, in un certo senso, si somigliano, anche se gli scheletri non sempre vengono ritrovati negli armadi.

  2. Brava Lola! Mi piace l’ incipit di questa parte della storia, descritta in modo credibile, con una trama che diventa piu` intrigante, incuriosisce e stimola a proseguire la lettura dei prossimi episodi.

  3. Va bene… visto che nessuno trova il coraggio, la battuta la faccio io e mi becco le conseguenze.
    In fondo, tutte le famiglie hanno uno scheletro nell’armadio, no?

    Ok. Assolto l’obbligo, passo al commento. Molto intrigante e davvero ben ambientato. Ha ragione Roberto, peraltro: i nomi sono azzeccatissimi. Però, anche senza l’accusa di omicidio, l’occultamento di cadavere è una roba seria…

  4. “Era chiamata da tutti “Bettina la storpia”
    Hai la capacità di trovare dei nomi veramente azzeccati. Tutti i personaggi di questa storia ne posseggono uno che per qualche ragione che non ti so spiegare si adatta alla perfezione all’immagine che mi costruisco di loro.