
A-Side Track 2 – Eric
Serie: Little Girls Love To Rock
- Episodio 1: Little Girls Love To Rock
- Episodio 2: A-Side Track 2 – Eric
- Episodio 3: A Side Track 4 – McKennedy
- Episodio 4: A Side Track 5 – Pontiac
STAGIONE 1
Ricordo benissimo il giorno in cui lo incontrai. Ero seduta sullo schienale di una panchina, le gambe appoggiate sulla seduta, con le cuffie del walkman Sony ben calcate sopra alle orecchie.
Indossavo una maglietta piuttosto malconcia dei Bon Jovi che avevo trovato ad un mercatino delle pulci per soli 2 dollari, era almeno di due taglie più grande rispetto alla mia e bucherellata sull’orlo inferiore.
Inoltre a forza di essere lavata ed esposta al sole, dal bel nero corvino che era, aveva assunto una colorazione grigio antracite, mentre la stampa presentava una craquelure, come una ragnatela di piccole crepe che la percorrevano nella totalità, rendendola ancora più trasandata.
Per me era come una sorta di santa reliquia e credevo con tutta me stessa che nessuno sano di mente si sarebbe mai dovuto sbarazzare di un oggetto di tale valore, ma è risaputo che non tutti hanno ottimi gusti.
Raramente indossavo il reggiseno, ero piuttosto selvaggia da questo punto di vista e mi piaceva sentirmi libera, così la maglietta mi cadeva addosso come una sorta di lenzuolo da fantasma, rendendo le mie forme incomprensibili.
Mi truccavo poco e usavo solo del mascara di pessima qualità che colava in continuazione, con il solo risultato di farmi rassomigliare ad un panda, talvolta del rossetto rosso o meglio “borgogna” (come usava definirlo la zia Ruth, a cui lo rubavo).
Ai polsi ciondolavano decine di braccialetti e braccialettini argentati a “proteggermi”, erano pieni di ciondoli mistici, che quando mi muovevo facevano un gran chiasso: chiaramente delle chincaglierie prive di valore.
Pensavo esaltassero la mia carnagione biancastra e poi mi divertivo a scuoterli come maracas, mentre masticavo chewing-gum.
Caroline, la mia migliore amica, diceva che assomigliavo a quelle cartomanti che prevedono il futuro, mi mancava solo la sfera di cristallo e i tarocchi, poi avrei potuto tranquillamente completare la trasformazione.
Inoltre avevo anche i capelli lunghi, lisci e neri, come le vere fattucchiere!
Caroline… io e lei beh, eravamo il giorno e la notte. Sempre solare e pronta a dispensare un sorriso lei, cupa e scontrosa io.
Cosa c’entrassimo l’una con l’altra nessuno riusciva a capirlo. Quello che sapevo per certo è che se esisteva una persona al mondo che potesse davvero capirmi con uno sguardo, allora era sicuramente lei.
Eravamo in giro per negozi ed io, stufa di starle dietro, avevo annunciato che mi sarei buttata su una panchina.
Fu allora che lo vidi, mentre ascoltavo “Run To You”, un brano di Bryan Adams uscito sei anni prima all’ interno di “Reckless”, un album che si era guadagnato solo nel mio Paese almeno quattro dischi di platino.
Si muoveva a passo spedito dalla “Bourbon Barons”, un negozio di alcolici all’ angolo, verso di me. Trasudava una grande disinvoltura e probabilmente notò il mio sguardo, perchè mi si piazzò proprio davanti.
Feci in tempo a vedere le sue labbra muoversi mentre indicava la mia maglietta, il suo dito puntato contro, la canzone che si avviava alle note finali: “I’m gonna run to you, ‘cause when the feelin’s right I’m gonna run all night, I’m gonna run to you…“, che il mio cervello ebbe un blackout totale.
Lo sbigottimento nel trovarmi di fronte ad un ragazzo di quella statura, capelli biondi a spazzola e un sorriso smagliante fu tale che persi la parola.
Pigiò il tasto stop del mio walkman e mi si fermò anche il cuore, oltre al cervello.
“…dicevo, ottimi gusti musicali, ragazzina! Come ti chiami?” Rimasi lì, con la bocca semi aperta e gli occhi a palla, incapace di dire qualsiasi cosa.
“Io…io?” Colse la palla al balzo: “sì, vedi qualcun altro, qui? Stai bene?” Tutto d’un tratto mi vergognai della mia ebetaggine e risposi semplicemente: “Layla”, mentre fissavo le spille appuntate sul bavero del suo chiodo in pelle per non guardarlo direttamente: Kiss, AC/DC, Iron Maiden… presi mentalmente nota. Aveva gli occhi chiari o scuri?
“Davvero? Sai che è una gran figata? Io invece sono Eric, come Clapton che quel brano l’ha scritto per i Derek and The Dominos e sono un gran chitarrista”, cercai di dire qualcosa sul fatto che mio padre era un suo fan, ma dalla mia bocca uscì solo un gemito soffocato tipo: “a-ahn”.
Il mio sguardo passò velocemente dalla busta di carta piena di alcolici che teneva con il braccio destro, alla sigaretta che con un movimento fluido e rapido sfilò dalla bocca con la mano sinistra.
Mi sentivo una morsa allo stomaco.
Lui appoggiò un anfibio infangato sulla panchina, flettendosi in avanti verso di me, come per esaminarmi.
Provai un fremito di paura ancora più grande.
Arrivò con il naso a 2 mm dalla punta del mio, poi sentenziò: “Beh, hai paura piccola Layla? Begli occhi azzurri, comunque!” A quel punto il mio cervello riprese a funzionare, ma prima che potessi rispondere qualcosa, dietro di lui si affacciò un altro omaccione coi capelli lunghi e ricci che disse: “Che fai, Eric? Siamo in ritardo!” poi, sbirciando oltre la spalla di lui fece l’occhiolino e esclamò: “hei, hei, hei, gran bel gatto che abbiamo qui…”. Eric si mise a ridacchiare e rispose: “purtroppo miagola poco…”, poi si rivolse a me e disse: “vieni a vedermi stasera, suono al Bloody Thorn! Se vieni ti faccio una dedica, gattina silenziosa”.
Caroline arrivò giusto in tempo per vedermi sbollire e chiedermi: “perché sei tutta rossa, che caspiterina è successo!?”.
Serie: Little Girls Love To Rock
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Un brano veloce come la notte, che ti lascia qualcosa dentro
E’ un brano che mi è piaciuto molto, nelle mie corde, mi ha ricordato il mio scrittore italiano preferito, Pier Vittorio Tondelli che aveva come te una certa musicalità e poesia beat nel linguaggio. La sincronizzazione vibrazionale tra testo e tema dona un’impronta qualitativa alla storia, che Per atmosfere cronologiche notturne invece ho pensato a Christian F.
Ciao 🙂 mi piace molto questa idea, una storia che affonda le sue radici nella musica, non è semplice fare questo, perchè si ha sempre la sensazione di non aver trovato l’incastro perfetto (questo lo so bene perchè sto lavorando ad un episodio dove sto provando ad inserire una canzone, ma sembra sempre che è un qualcosa di artificioso)
Tu riesci ad armonizzare tutto, passione per la musica e trama si fondono insieme e l’elemento musicale diventa parte integrante della storia. Complimenti 🙂
Ciao Lola! Ti ringrazio per il commento, mi fa davvero piacere.
Sicuramente occuparmi di recensioni musicali, bazzicare l’ambiente e suonare uno strumento, sono tutti aspetti che mi avvantaggiano molto nel fare paragoni e vari altri collegamenti mentali (ho scelto di percorrere un terreno già battuto, insomma…). Un consiglio che però posso darti è sicuramente quello di essere “affamata”, ovvero di ascoltare molta musica e di tutti i generi possibili ed immaginabili, partendo dalla classica fino al black metal! Oltre ad arricchire il tuo bagaglio culturale, emozionarti ed insegnarti un linguaggio nuovo, ti aiuterà pian piano anche a sviluppare un tuo gusto personale, importantissimo per trovare poi una tua coerenza nel testo.