Abel 7 il Super Computer svela il Senso della Vita

Dopo aver terminato la creazione del super computer dotato di intelligenza artificiale, in cui abbiamo inserito nei suoi big data tutto lo scibile umano, finalmente arriva il giorno dell’incontro per la prima nostra consultazione con la macchina che abbiamo chiamato Abel7.

Ed eccoci: Enzio, io, il computer.

Non c’è nessun altro, solo noi e la macchina.

Io mi ci siedo di fronte, Enzio sale all’ammezzato, in sala di sorveglianza.

E’ più prudente dividerci, in caso di pericolo o perdita di controllo, Enzio può togliere la corrente e spegnere tutto, rendendo inoffensivo il computer.

Siamo curiosi e orgogliosi della macchina, ma ne abbiamo anche paura.

Io sono nella posizione ideale per la consultazione, Enzio da sopra può vedere, sentire, registrare e riprendere tutto, può soprattutto agire in caso di necessità.

Di fronte a me, lui: il computer dotato di intelligenza artificiale: Abel7, quello che può rispondere a tutte le mie domande.

E’ una macchina, per fortuna, non un essere umano.

Posso chiedere senza paura, senza vergogna, senza condizionamenti, lui mi risponderà in modo logico, non avrà emozioni, convenienze, reticenze, segreti, ignoranze, idee preconcette.

Sono impaziente di fargli la prima domanda, gli chiedo: “Cos’è la vita umana?”

Mi risponde senza indugio: “Come sai la vita nasce dall’incontro di uno spermatozoo con un uovo, considera quanta forza e quanta fortuna ha l’unico spermatozoo che viene eiaculato in una vagina.

Altri miliardi di spermatozoi si disperdono senza mai vivere.

Quando lo spermatozoo eletto, parte alla ricerca dell’uovo, deve combattere con milioni di altri simili che cercano di arrivare alla stessa meta.

L’unico che ci arriva, non deve solo avere fortuna, ma anche forza e capacità di sopraffare gli altri.

L’unico che giungerà alla vita è un vincente ed è così perché la natura cerca di far venire al mondo i più forti, fin dagli albori dell’esistenza.

Ma non c’è essere, per quanto vincente, che non finisca sconfitto e muoia.

In questo non c’è differenza fra gli eccellenti ed i mediocri, trascorrono tutti più o meno lo stesso tempo sulla terra.

Gli eccellenti avranno vissuto i loro egoismi illudendosi vanamente che potere e ricchezza potessero dare loro felicità.

I mediocri avranno vissuto invidiando gli eccellenti.

E’ difficile capire i motivi per cui nessuno abbia inseguito la felicità e così quando la vita sta giungendo al termine, molti sono i rimpianti.

L’esistenza è un fenomeno inspiegabile, a che serve?

La durata della vita è così breve che l’uomo non riesce a dare risposta a questa domanda che raramente si pone, non ne sente il bisogno, sono altre le cose che occupano il suo tempo: il lavoro, il denaro, il successo, la quotidianità, l’altro sesso, l’invidia, il rancore, la vendetta, la famiglia.

Voi siete programmati in questo modo e in questo modo vivete, fino a che la morte non vi appare, solo allora capite di aver scelto le priorità sbagliate.

Pensate: tanto io non ci potevo fare nulla, ma non è così, tu e tutti gli altri e siete in tanti, forse qualcosa potreste fare.

Il dominio sulla terra è vostro, avete mezzi, intelligenza, forza, per cercare di arrivare alla felicità e dare un senso alla vita.

Certo, morirete comunque, ma durante l’esistenza avreste vissuto quell’attimo fuggente del vostro essere scoprendo la gioia.

Una vita appagante, per quanto effimera e breve, vale la pena di essere vissuta o forse no?

Forse sono stati più fortunati gli altri miliardi di spermatozoi mai giunti all’uovo?

Tu che sei uomo riesci a darmi una risposta?

Io sono una macchina, per analizzare ho bisogno di capire, capendo ti potrò dare riscontri completi”

Cerco una replica che fatico ad elaborare: ”Anche tu sei frutto del caso, fra miliardi di materiali, sei stato costruito con quelli ritenuti migliori e assemblato in modo da darti un cervello, che noi chiamiamo CPU.

Quindi esisti, per caso, ma esisti, proprio come noi uomini.

Non lo so come tu ti possa sentire, se sei felice, infelice, amorfo, né come sarà la tua esistenza, ma potrei porti lo stesso quesito, sono stati più fortunati i materiali non impiegati?”

Risponde: “Hai eluso la mia domanda.

Il genere umano ha quello che io non posseggo: sentimenti, sogni, emozioni, passioni, paure, entusiasmi, affetti, tutte queste sensazioni fanno in modo che siate diversi da me, voi piangete e ridete, io no.

Ti chiedo: se il pianto è dolore ed il riso felicità, perché nella vostra vita avete comportamenti che vi inducono più al pianto che al riso? Siete sciocchi o inconsapevoli?”

Ora sono in difficoltà: “Noi ti abbiamo costruito per avere risposte, tu fai domande.

Io sono un uomo e non ho tutte le conoscenze che hai tu, in te è stata inserita tutta la conoscenza dell’umanità, inoltre puoi migliorare e ampliare il tuo data base, attingendo a tutto il sapere della rete, non c’è sito a cui tu non abbia accesso.

Quindi chiariamo: il super cervello a cui porre quesiti sei tu, pertanto le domande le faccio io, aspettando da te le risposte appropriate, ok? Ora ti chiedo: qual è il senso della vita?”

“Obbedisco, la mia risposta è questa: l’uomo deve ricercare la felicità e la fratellanza, solo così potrà vivere perseguendo il fine per cui è stato creato.

Al contrario, voi buttate la vostra vita sprecando tempo per cose che non vi rendono felici, correre dietro a denaro, carriera, potere, vi sembra l’unica cosa importante, siete disposti a tutto pur di ottenere questo; mentite, ingannate, cercate di sopraffare gli altri; non vi curate di altro che arrivare alla meta, fare soldi ed avere la meglio per prevaricare il prossimo.

Nel mondo siete più di 7 miliardi e mezzo di persone, pensa cosa e quanto potreste fare se foste tutti concordi, uniti, solidali, altruisti, che forza si creerebbe se tutti quanti collaboraste per un solo traguardo: rendere la vostra vita armoniosa, felice, solidale.

Invece la vostra specie progredisce nella scienza, ma regredisce nell’etica del vivere, sono spariti i valori umani e persino quelli religiosi, conta solo il denaro e il potere e per quello siete pronti a tutto, anche a distruggere il mondo in cui vivete.

Quanto pensi che la vostra terra possa resistere all’inquinamento che dite di ridurre, ma in realtà aumentate.

Fra quanto sarà inevitabile la rivolta della natura, che vi distruggerà con la sua forza? Immerdate il mondo con rifiuti tossici, che nascondete nella terra e nei mari, in cielo mandate altra merda, fate estinguere intere specie animali e vegetali, distruggete foreste.

Per stare meglio? Per migliorare l’umanità? No, per fare denaro, sempre più denaro, che alla fine vi verrà tutto in culo e vi soffocherà.

I rapporti umani sono sempre più asettici, vi parlate attraverso le macchine, vedi le persone che camminano in strada parlando da soli, sembrano matti, in realtà sono al telefono, parole, messaggi, foto, tutto col cellulare o col computer, negli occhi non vi guardate più, il calore umano non lo conoscete più, gli ideali, il legame alla vostra terra, l’amicizia, l’affetto, sempre più flebili.

Dovreste curare la terra che vi ospita e gli animali che vi fanno compagnia, rendendo il mondo sempre più ospitale; gli ospiti siete voi, la vita la dovete vivere voi, la felicità sarebbe la vostra, quanto è diventato bacato il vostro cervello per non capire una cosa così semplice?

Come fate a non capire che il senso della vita è perseguire la felicità e la fratellanza, che nulla ha più valore di un’esistenza piena di gioia, umanità, altruismo, solidarietà, che il paradiso non è in cielo, ma è in voi se riusciste a comprendere cosa è veramente importante.

Pensaci e permettimi di farti domande, così in futuro potrò indicarti la strada per ottenere quanto ti ho suggerito e se è troppo difficile per l’uomo capire concetti così semplici, allora mi permetto di dirti che contrariamente a ciò che pensate, non siete gli esseri più intelligenti del pianeta, ma i più stolti”

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Discussioni

  1. Bravo, in sé il racconto trasmette un messaggio di vita, capace per un’attimo di far scordare al lettore le priorità, che il computer rifiuta, ma che comunque siamo complici. Personalissimo pensiero, alcuni errori di battitura. Bravo!