Acqua e fuoco
Serie: Marie
- Episodio 1: Marie
- Episodio 2: Luciano e Marie
- Episodio 3: Bollicine
- Episodio 4: Il signor Vecellio
- Episodio 5: Acqua e fuoco
STAGIONE 1
Nel parco, sotto l’ombra del tiglio, si era accesa una fiamma, un calore intenso che neanche sotto le fronde di un ceibo della foresta amazzonica si sarebbe spenta. Per domare quel fuoco serviva un’immensa distesa d’acqua. Nell’isola, dove la pioggia spesso scarseggiava, lasciando a secco fiumi, bacini e laghi, intorno alle sue coste, a nord, a sud, a est e a ovest, il mare, invece, avanzava, erodendo spiagge, sommergendo strade e invadendo, con le mareggiate più forti, i giardini delle sontuose ville costruite in riva al mare.
La lunga spiaggia Dell ‘Angelo era spesso gremita, soprattutto di domenica, dalla primavera fino all’autunno. In estate pullulava di turisti, residenti e gitanti, giovani, vecchi e bambini. Tutti in costume più o meno ridotto, mettendo in mostra i loro corpi seminudi, unti di crema solare, che li rendeva più lisci e morbidi, talvolta più sensuali; in molti altri casi solo unti. Un panorama di umanità varia, con tanti soggetti in stile Botero e pochi altri corpi asciutti o scarni alla Egon Schiele. Ragazze che camminavano sul bagnasciuga, sfilando spedite e fiere, con i loro seni turgidi e i glutei modellati per natura, o rinforzati in palestra e mantenuti sodi dalle lunghe vasche a nuoto e camminando in riva al mare.
Bagnini giovani e abbronzati, con i corpi slanciati e i muscoli scolpiti, biondi o mori. Creature belle come il sole che irradiava ogni giorno la loro pelle.
Quel giorno l’acqua del mare era un brodo fermo e torbido. Nessuna onda fresca e limpida che lavasse via il calore di quei giorni roventi e afosi. Nessun refrigerio per un senso di fuoco interno.
Dopo aver lasciato il parco alle sue spalle, la donna aveva deciso di andare a immergersi in quel tratto di mare che ben conosceva, in ogni aspetto del suo carattere volubile: accogliente e insidioso, agitato o calmo, limpido o torbido, materno o spietato. Una culla in cui potersi abbandonare, un bagno purificante di acqua e sale. Uno spettacolo meraviglioso, a volte tenebroso, che poteva demolire chioschi, staccionate e muri.
Il vento domava le sue acque e i suoi fondali, smuovendo e sgretolando la sabbia, fuori e dentro il suo immenso bacino all’interno del golfo. Il maestrale gli dava forza e irruenza, con un movimento ondoso verso il largo. Lo scirocco lo spingeva verso la riva, erodendo la sabbia con lunghe mareggiate alte fino a due metri. Il levante increspava con moderazione la sua superficie, senza movimenti impetuosi. Il libeccio provocava un moto ondoso leggero, da calma quasi piatta.
Quel giorno l’umore del mare appariva turbato dalle mareggiate del giorno prima che avevano lasciato ai suoi margini, cumuli di alghe brune, palle marine, frammenti di conchiglie. Al suo interno zone d’acqua scura, sporca di detriti e pezzi di posidonia fresca galleggianti.
I bagnanti poco schizzinosi si tuffavano, nuotavano o sguazzavano. Lei osservava il fluttuare lieve del mare, l’andirivieni pigro e costante, senza sentire alcuna voglia di tuffarsi in quell’enorme distesa impura, variabile nei colori e nelle forme, al pari dei vestiti che cambiano con le stagioni, con le mode e con le situazioni o gli umori di chi li deve indossare.
Seduta sopra uno scoglio annusava e respirava l’aria ricca di salsedine, e sentiva l’impulso di tradurre pensieri, ricordi e sensazioni, fusi con quelle immagini, in un piccolo quadro colorato di parole ardenti.
Sabbia che brucia ad ogni passo/ sole che scotta sugli scogli/ spuma che scivola addosso/ sui corpi distesi e spogli./ Schizzi di acqua e sale/ sapore di mare in bocca/ sete di un sorso vitale/ suggendo a gola secca/ sorsate di acqua dolce./ Sul fondale dei ricordi/ stinte e candide come calce/ scie di sguardi come dardi.
Assorta nei suoi soliti giochi di parole rimate, il tempo era volato. La testa e il corpo sempre più accaldati, richiedevano un’immersione rapida. Il nuoto non era tra le sue abilità principali. La resistenza, soprattutto, oltre lo stile, erano abbastanza limitati. Quattro bracciate, però, poteva farle ancora.
Aveva evitato i punti più torbidi, densi di alghe, aumentato il ritmo dei movimenti nei punti più scuri e melmosi che non riusciva ad evitare, arrivando poi in acqua alta più limpida. L’acqua più profonda era fredda, i suoi muscoli poco allenati, potassio e magnesio una delle sue carenze ricorrenti. Un crampo improvviso alla gamba destra l’aveva bloccata. La riva era distante, i bagnanti lontani, nessun appiglio, nessuno scoglio vicino. Il panico l’aveva assalita, sentendosi persa. Gridare e gesticolare erano la sua unica possibilità di salvezza, mentre cercava di tenersi a galla.
La torretta del bagnino, in linea d’aria, non era troppo distante. Il ragazzo col binocolo l’aveva adocchiata, in un batter d’occhio l’aveva raggiunta e abbordata con un salvagente.
Giunti in riva lui le aveva chiesto se stesse bene, se il crampo fosse passato. Palpandosi la coscia e storcendo la bocca, con un cenno del capo lei gli aveva confermato che ancora c’era. L’aveva fatta distendere sulla sabbia, e con manovre articolari, massaggi e stretching, aveva disteso gradualmente quei fasci muscolari contratti. Le sue mani erano esperte, il tocco profondo, inizialmente una piccola tortura che diventava sempre più sopportabile e infine tutti quegli sfioramenti e impastamenti, dal ginocchio all’inguine, erano diventati un piacere che pareva un dono divino, per grazia ricevuta dal dio Nettuno. L’interruzione di quel trattamento, breve e prodigioso, la pelle della sua gamba privata, di colpo, di quel contatto di mani, dopo le ultime vivificanti sensazioni, le era parso come un brusco atterraggio da sopra le nuvole al suolo.
Paul, il bagnino, era un giovane studente, neolaureato in medicina, allenatore per hobby di una squadra di calcio femminile. Spesse volte quei massaggi li praticava anche alle ragazze della squadra. Lui sorrideva, mentre raccontava, e il suo sguardo emanava una vitalità effervescente e ipnotica. Se avesse avuto trent’anni in meno, forse anche lei, dopo quell’assaggio di mani, sarebbe corsa a iscriversi, nonostante detestasse il calcio.
Nelle ore successive di quella giornata particolare, di ombra, fuoco e acqua, gli occhi del ragazzo e le sue dita magiche, riaffioravano di tanto in tanto, come un flash, provocandole un brivido intenso lungo la schiena.
Serie: Marie
- Episodio 1: Marie
- Episodio 2: Luciano e Marie
- Episodio 3: Bollicine
- Episodio 4: Il signor Vecellio
- Episodio 5: Acqua e fuoco
le onde del mare, l’acqua torbida, in parallelo ai suoi pensieri confusi, e appena lei cerca di nuotare in acque limpide un crampo la costringe a confrontarsi con ciò che il mare cela nel subconscio. Molto bello anche questo capitolo
Esatto. Non ero certa che fossi riuscita a far far passare il doppio senso del mare torbido. Grazie per l’ attenzione e per le tue parole rassicuranti.
Il mare è sicuramente protagonista di questo capitolo. Le sue onde agitate e il fondale scuro assomigliano a quello stato d’animo in cui a volte noi signore ci troviamo…Se poi il bagnino è così, allora ben vengano i crampi 🙂
La tua scrittura è sensuale e visiva, le persone si possono osservare, il vento sentire. In quel mare ci si può immergere.
Non farci aspettare troppo con il seguito ♥
Grazie Cristiana, quando scrivo, ho sempre bisogno di avere davanti a me, con gli occhi della mente, un luogo reale, anche se poi lo modifico a seconda delle esigenze narrative.
Visualizzare mi aiuta a calarmi nel contesto del racconto, sperando che, come dici tu, possa essere visibile anche per chi legge. La sensualità é un aspetto che sto ancora sperimentando, sollecitata dalle vostre sfide. Ci sto lavorando, cercando di trovare validi esempi che possano ispirarmi, leggendo e rileggendo da capo anche libri come “Storie di amanti viaggiatori”.😉
💜
Il tratto di costa dove si va al mare a Cagliari é il golfo degli Angeli, con la sella del diavolo, in alto, sul colle di Sant’Elia che delimita un’ insenatura. La lunga spiaggia che avevo in mente inizia da lì e si chiama Poetto. Ero indecisa se modificare il nome in “La spiaggia del poeta” oppure “del Diavolo” o “dell’Angelo”. Quest’ ultimo mi piaceva di piú.
La lettura è un viaggio bellissimo e io leggendo ti, ho immaginato un trato di Costa Azzurra. Sono andata fuori rotta, ma non fa niente. ‘Fuori rotta’ è il luogo migliore dove viaggiare 😊
Il lettore o la lettrice ha il diritto du lasciarsi trasportare dove vuole; forse non avrei dovuto specificare la mia fonte di ispiraziine.
Si vede che quando scrivo sal cellulare, commetto un sacco di errori 😅
A chi lo dici. Io per commentare uso sempre il cellulare: i refusi ci sono quasi sempre.
💜
“La lunga spiaggia Dell ‘Angelo “
❤️ il nome deriva dalla forma di un tipo di squalo con pinne perpendicolari che assomigliano alle ali di un angelo. I pescatori lo hanno soprannominato, appunto, Ange, e da li il nome della baia. Sono luoghi incantevoli.
“un calore intenso che neanche sotto le fronde di un ceibo della foresta amazzonica si sarebbe spenta.”
❤️
“Is pamporis” si direbbe qui da noi in sardo campidanese. Derivato da “is pampasa”, cioé tanta fiamma, sia come fuoco vero che interiore.
Bello, non facevo fata immaginarlo. 👏👏
“Il vento domava le sue acque e i suoi fondali, smuovendo e sgretolando la sabbia, fuori e dentro il suo immenso bacino all’interno del golfo. Il maestrale gli dava forza e irruenza, con un movimento ondoso verso il largo. Lo scirocco lo spingeva verso la riva, erodendo la sabbia con lunghe mareggiate alte fino a due metri. Il levante increspava con moderazione la sua superficie, senza movimenti impetuosi. Il libeccio provocava un moto ondoso leggero, da calma quasi piatta.” Questo passaggio è incredibile 👏
Grazie Tiziana, non osavo sperare che qualcuno, leggendo, potesse esprimere un apprezzamento così gratificante per me.
Colgo l’ occasione per rilanciare la proposta che già diversi autori hanno accettato, di scrivere un testo sul tema oceano/mare.
Accetti?
In tutti i casi grazie di cuore per le tue parole.
Ci provo 🤔🫣
Wow! Bene. 😘
Questo episodio, il quinto della serie, é anche la mia versione sul tema “Mare”, per aver accettato la proposta di @cristiana di scrivere un racconto per descrivere il mio mare.
Bravissima ♥ adesso dovresti scegliere tu il prossimo destinato 🙂
Fatto. E @Tiziana.M ha accettato. 👍
@Tiziana.M non vedo l’ora 🌹