Alba
C’è una pace all’alba che supera ogni comprensione: la sensazione che tutto sia possibile. Vorrei poter dire che ogni giorno mi trascino fuori dal letto per godermi lo splendore dell’alba, ma mentirei a me stesso. La verità è che quel giorno ero lì, e c’era anche lei.
La prima volta che la vidi ero seduto nel mio posto segreto, con vista sul lago Rilfe. È una gemma nascosta nello stato di Washington; la natura al suo massimo splendore. In un’epoca in cui troppo spesso il tempo viene sprecato davanti alla tv, il lago Rilfe ci ricorda i motivi per cui osservare l’alba sul lago è la definizione che Dio darebbe alla parola imperdibile.
Era l’inizio dell’estate; lo ricordo chiaramente perchè dovevo essere già lì poco dopo le cinque del mattino per catturare il sole che spuntava dalla montagna. L’estate è il momento migliore per guardare l’alba, perché nessuno si sveglierebbe abbastanza presto da fare un viaggio così. Nessuno, tranne me e Janet.
“E’ occupato questo posto?”
Non molti riescono a ricordare le prime parole pronunciate dall’amore della propria vita, ma io sì. Quella mattina, mentre mi voltavo per vedere da dove provenisse quella voce, la prima luce dell’alba rivelò la ragazza più bella che avessi mai visto. Janet non portava trucco, indossava jeans strappati e una felpa con cappuccio; i suoi capelli non sembravano essere stati toccati da quando si era alzata dal letto. Non aveva fatto sforzi per apparire bella, eppure aveva una scintilla che non poteva essere nascosta. Qualcosa cambiò nel momento in cui la vidi: cambiai io. Avevo trascorso anni a custodire quel mio posto segreto, e ora non desideravo altro che condividere la mia alba con lei.
Sfortunatamente la cosa più romantica che mi venne in mente di rispondere fu: “È un paese libero”. E con ciò invase il mio posto segreto, sia al lago che nel mio cuore.
Il silenzio che seguì fu rivelatore: anche Janet era lì per ammirare la bellezza dell’alba. Ci sedemmo a guardare il sole spuntare all’orizzonte; lei e io continuammo una conversazione senza parole. Mi disse, in silenzio, che capiva l’importanza del momento, e io risposi che quel momento era ancora più speciale perchè lei era lì per condividerlo con me.
La perfezione è impossibile da ottenere in questo regno mortale, ma quella mattina ci andò molto vicina. Poi, con la stessa silenziosità con cui era arrivata, Janet si alzò in piedi, si tolse della polvere dai jeans strappati e si diresse lungo il sentiero, scomparendo dalla mia vista.
Otto parole pronunciate, un numero infinito di potenziali eventi contemplati; in una sola mezz’ora, una vita intera era stata immaginata. Ero sicuro che non l’avrei mai più rivista.
Sono passati cinque lunghi anni da quel giorno al lago; ho avuto alcuni appuntamenti, alcuni baci e qualche “ti amo”, eppure ogni volta le promesse venivano infrante. C’era sempre una ragione o una scusa per porre fine ad ogni relazione, ma soprattutto c’era un’alba condivisa e una conversazione mai avvenuta.
Ogni tanto andavo al nostro posto, ma solo per vedere l’alba. Almeno, questo è quello che mi raccontavo. Avevo rinunciato, senza rendermi conto che continuavo a sperare. Speravo di rivederla, speravo di provare quello che avevo provato quel giorno. Speravo che lei fosse lì.
E poi è successo. Era di nuovo estate, era l’alba, ma questa volta lei era lì.
“E’ occupato questo posto?”
“È un paese libero.”
Le stesse otto parole.
Sapevo che non mi sarei lasciato sfuggire l’occasione nuovamente. Quando il sole ebbe completato la sua parte nella nostra commedia, Janet si alzò e si pulì la terra dai jeans esattamente come cinque anni prima. Questa volta, però, mi alzai anch’io.
“Mi chiamo Paul. Non mi piace il caffè, ma mi piacerebbe molto berne una tazza con te.”
“Mi chiamo Janet”, mi rispose, “e sarei felice di condividere una tazza di caffè.”
Buffo come le cose confermino che un amore è reale; quel giorno non potevo dirglielo, per paura di perderla, ma in quel momento ne ero sicuro. Avevo già detto “ti amo” ad altre prima, ma ovviamente avevo mentito. Perchè in quel momento ero finalmente sicuro di cosa si provasse ad amare davvero.
Le vite sono vite solo se viste al contrario. Una tazza di caffè è diventata un appuntamento a cena. Un appuntamento a cena è diventato una proposta, e una proposta è diventata per sempre. C’erano stati bambini, cani e vacanze, ma più di tutto c’erano le gite al lago Rilfe. Sempre all’alba. Sempre solo noi due.
Non sai mai quando sarà l’ultima volta, finchè non è troppo tardi. Nell’ultimo viaggio che abbiamo fatto al lago ci è voluto più tempo perchè le nostre vecchie ossa erano stanche, ma abbiamo trovato il nostro posto, ci siamo seduti e abbiamo conversato in silenzio. Il sole, indifferente al tempo, è sorto come sempre, ma Janet questa volta si è alzata solo con il mio aiuto.
“Vorresti condividere una tazza di caffè?”
Sapeva che sedermi accanto a lei era il mio più grande piacere; e io sapevo che non sarebbe mai tornata a vedere un’altra alba, anche se ero troppo testardo per ammetterlo.
Quel giorno ci raccontammo storie di famiglia e amici, vivi e perduti, mentre sorseggiavamo quella che ormai era diventata la nostra bevanda preferita; e in quel riassunto della nostra vita, ci rendemmo conto che avevamo vinto.
Due giorni dopo la persi. Proprio come quel primo giorno al lago, rimasi a guardarla mentre mi lasciava solo, questa volta senza nemmeno la speranza di tornare.
“Ti lascio il posto”: furono le sue ultime parole per me. Fedele a me stesso, risposi: “È un paese libero”. Poi se ne andò.
Sono tornato ancora nel nostro posto segreto, ma solo di notte. Mi siedo nello stesso punto di tanti anni prima, mentre la luna si riflette sul lago, e nel silenzio che solo noi comprendiamo, la sua mano incontra di nuovo la mia.
Un giorno, spero presto, guarderò di nuovo l’alba con la mia Janet, da un posto segreto ancora più bello.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Amore
Quel «È un paese libero» all’inizio mi ha fatto sorridere, alla fine decisamente meno. 😅 Bella l’idea di raccontare una vita intera attraverso lo stesso luogo e poche parole che, col passare degli anni, cambiano completamente significato.
Il tuo racconto è delicato e malinconico e riesce a emozionare senza bisogno di colpi di scena, come spesso nella vita vera.
Ho apprezzato il ritorno delle stesse battute, che acquistano un significato sempre più profondo con il passare degli anni.
Lo stile si adatta bene, semplice e intimo, e proprio questa semplicità rende autentica la storia d’amore, fino a un finale dolceamaro che mi ha lasciato una sensazione di nostalgia e tenerezza.
Questo racconto mi piace: é dolce, romantico, quasi una favola, se penso alla realtá che conosco bene, di migliaia di coppie che stanno insieme solo per abitudine, o per i figli, o perché manca l’ autonomia economica da parte di uno dei due, e per paura del cambiamento o della solitudine; per mancanza di autostima, per non rischiare di finire dalla padella alla brace, e per molti altri motivi poco felici. Solo rararamente un uomo e una donna, incantati dal primo sguardo, rimangono legati anima e corpo finché morte non li separa. Un amore privo di conflitti, di recriminazioni e di incomprensioni sembra un sogno. E anche i sogni, in certi momenti, possono avere un’ importa vitale.
Questo racconto mi piace proprio perché mi trasmette la sensazione positiva che non bisogna mai smettere di sperare, che la vita può riservare a ciascuno di noi meravigliose sorprese, anche se sono destinate a finire. Forse il segreto sta anche nel predisporsi nel modo giusto per accogliere tutto ciò che di bello la vita ci può offrire, dallo spettacolo di un’ alba fino al tramonto. E fino all’ ultimo dei tramonti che vedremo.