Altrove

«Mi serve aiuto per scrivere. Ho bisogno di superare il blocco dello scrittore. Penso che mi sentirei più a mio agio scrivendo se sapessi di avere qualcuno che mi sta guardando. Sarebbe un grande aiuto.»

Stavo parlando così a un fungo. Poi ho preso un’altra manciata di funghetti rinsecchiti e li ho buttati nella tazza di acqua bollente, aspettando dieci minuti. Un’enorme tazza da tè.

Ho parlato alla mia tazza e al mio fungo magico. Il fungo ha contraccambiato con uno sguardo e mi ha fatto l’occhiolino. Così ho iniziato a viaggiare.

«Senti, questa è la mia storia.» Ho sputato fuori il rospo, anche quello con la pelle allucinogena.

Lei si chiama Ilonka e lavora come segretaria in un grande studio legale. Un giorno, riceve una telefonata da un misterioso sconosciuto che le dice di non andare in ufficio perché c’è stato un omicidio. Il commissario Carnival, nel frattempo, è stato informato dalla scientifica mentre nella mia mente si è di nuovo materializzato il mio Alter Ego.

O anche Alter Eco.

Perché è attraverso l’eco delle mie parole che si materializzano gli oggetti e le persone che vedo, come ad esempio Andrew Bateman. Ecco che lo vedo in viaggio in Guatemala in cerca di funghi allucinogeni. Vuole scoprire il mistero che è racchiuso in essi per scoprire in realtà quello racchiuso in me e nella storia del mondo.

«Poiché» dice lui «tutto è connesso, ogni cosa, ogni piccolo elemento, ogni creatura e ogni pietra, è legato da un’unica energia che si trova all’interno, in ogni dove e soprattutto nel linguaggio. Tutto ciò che vediamo è stato creato con la parola. Il linguaggio si può toccare come una corda che vibra di energia creativa.»

Andrew Bateman si è messo alla ricerca del cibo degli Dei. Il fungo sacro, l’elemento chiave, la porta che si apre su tutto, l’albero che conduce al cielo. La pietra portante di ogni cosa esistente.

 

Il suo viaggio lo conduce in luoghi che non avrebbe mai immaginato. 

Un giorno, trova un fungo che sembra proprio quello che sta cercando. Secondo la tradizione, i funghi allucinogeni sono stati scoperti dal dio del mare, Nettuno. Egli li vide crescere sul suo corallo e ne fu affascinato. Ne raccolse uno e lo mangiò, ma non notò alcun effetto. Tornò alla riva e ne raccolse un altro e lo mangiò. Dopo un po’, Nettuno iniziò a sentire una vibrazione dietro la schiena e si ritrovò a sorvolare il mare e divenne una stella. Il pianeta che oggi noi chiamiamo Nettuno è quella stella, ecco perché il cielo è così simile al mare: perché il suo dio si nutrì della sua stessa carne e tutto divenne connesso: il mare divenne il cielo e il cielo divenne il mare.

 

In alcuni testi scientifici si dice che questo cibo sia stato un fungo che ha aperto il cervello degli uomini a metà, creando lato destro e lato sinistro e facendo così sviluppare la coscienza e il linguaggio e creando una dualità malvagia.

Il linguaggio in realtà è un utensile illusorio ma che serve a modificare il mondo fisico. Pensiamo che siano solo suoni o segni su dei fogli bianchi ma in realtà ogni segno e ogni suono crea quello che gli uomini chiamano sogno.

Ogni sogno è una realtà che vive in una dimensione molto vicina alla nostra. Se esprimiamo il sogno attraverso le parole, la lingua o il segno a coloro che ci circondano, quello si realizza come nostro desiderio. Diventa impronta nel mondo.

 

I Maya e gli Aztechi furono i primi popoli a utilizzare i funghi a scopo religioso. Tutti gli studi fatti finora parlano di una sostanza chiamata psilocibina contenuta in alcuni funghi che crescono sulla merda delle vacche. Ecco perché in India hanno reso le vacche sacre. È attraverso la merda che ci mettiamo in contatto con il divino.

Le mosche sono eternamente allucinate e credono di essere farfalle quando si imbattono in feci di vacca antica che già ha prodotto i funghetti. Perché noi siamo ogni cosa. Le mosche e le falene della notte. Io sono la luna e il pozzo. Io sono il lettore che sta leggendo, tu, il colpevole e l’eroe, la vittima e l’uccisore, il comodino dove riponi il libro.

L’assassinio è un evento che ci porta via qualcosa di prezioso e ci fa sentire in colpa. La morte di qualcuno ci cambia e ci fa vedere le cose in modo diverso. Forse questo è il motivo per cui così tante persone sono ossessionate dall’omicidio. Io faccio incubi da assassino ogni notte, penso di uccidere qualcuno che mi è vicino.

Persino oggi i russi e gli americani sono interessati allo studio dell’LSD e dei suoi derivati per utilizzarli come potenziali armi per dare coraggio ai soldati o per istupidire le popolazioni mediante l’inserimento di microdosi all’interno di vaccini sperimentali.

Vi sarete chiesti almeno una volta nella vita se quel vaccino fosse così necessario fino a quando non avete desistito e avete dato ascolto alla voce ipnotica della massa che vi manipola e ve lo avete sparato in vena come una dose di eroina. Di ecstasy della sottomissione. 

 

Intanto Andrew Bateman si appresta a raccogliere il suo santo Graal, la pianta che ha creato il mondo, quella che gli darà l’esperienza totale, quella che gli donerà l’immortalità.

Mentre tutto questo accade, il commissario Carnival ordina una pizza coi funghi e ogni cosa diviene connessa.

Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Pazzesco!
    Veramente impressionante la quantità di immagini e di allegorie e di accostamenti di idee solo apparentemente disconnessi fra loro.
    Ha una capacità innata di unire in maniera assolutamente realistica concetti che sembrano completamente diversi.
    Bravissimo!

  2. in effetti, l’idea che tutto sia connesso può essere sia un delirio che una presa di coscienza dell’intima natura delle cose. Un racconto di notevole densità dove le considerazioni del narratore si mischiano con i fatti narrati senza che nessuno dei due elementi prevarichi sull’altro. Bel lavoro.

  3. È veramente curioso il tuo racconto che parte da un ‘inceppo’ quotidiano, una cosa che capita a tutti e sfocia nel sogno fino a ‘debordare’ nel mito e concludere con considerazioni interessanti su un tema di attualità. E poi finisce tutto con una pizza! Credo che tu abbia saputo tenere bene le redini delle parole che potevano rischiare di scappare via. E invece no. Bravo

  4. “Pensiamo che siano solo suoni o segni su dei fogli bianchi ma in realtà ogni segno e ogni suono crea quello che gli uomini chiamano sogno.”
    Questo concetto è davvero meraviglioso e rende in pieno il potere delle parole, che siano scritte o dette. Diverse frasi di questo testo mi hanno toccata, in realtà… davvero un testo ben scritto, con delle idee profonde.