Amici solari
Serie: Trame
- Episodio 1: Premessa
- Episodio 2: Viola
- Episodio 3: La scelta
- Episodio 4: Finding Freddie
- Episodio 5: Fratture
- Episodio 6: Irreversibile
- Episodio 7: Erosione
- Episodio 8: Economia sentimentale
- Episodio 9: Amici solari
STAGIONE 1
Luca ha vent’anni e arriva a casa di Sophia con una valigetta logora piena di attrezzi. Lavora come tecnico freelance ed è specializzato in Amici Solari, droidi da compagnia per malati cronici. La chiamata arriva quella mattina: Aurora, modello di seconda mano, resta inattiva durante la notte.
La madre di Sophia lo accoglie sulla soglia. Ha già la giacca addosso. Lo accompagna fino alla stanza della figlia e poi esce per andare al lavoro. Sul tavolo restano un thermos di caffè caldo e un numero di telefono scritto a penna su un blocco note.
Sophia ha diciannove anni. È seduta sul letto, la schiena sostenuta da cuscini troppo morbidi, le gambe nascoste da una coperta leggera. Indossa una maglietta larga e i pantaloni di una tuta. I capelli castani le scendono sulle spalle in ciocche irregolari.
Aurora è in piedi vicino alla finestra affacciata sul cortile interno. Il droide è immobile, con gli occhi aperti e privi di luce. La pelle sintetica riflette il chiarore pallido del mattino. I pannelli solari sul dorso mostrano graffi sottili, tracce di esposizioni prolungate, anni trascorsi a svolgere la propria funzione.
Luca posa la valigetta sul pavimento e si inginocchia accanto ad Aurora. Smonta il pannello posteriore con movimenti precisi, appresi con l’esperienza. Un circuito risulta bruciato, probabilmente a causa di un sovraccarico durante un blackout notturno. Il danno coinvolge il modulo centrale. Occorre estrarre il nucleo principale, pulire i contatti ossidati, sostituire un condensatore danneggiato, ricaricare il programma per l’empatia.
Il processo richiede tempo. Almeno l’intera giornata. Luca lo dice tenendo lo sguardo sul lavoro. Sophia annuisce, contenta.
La riparazione procede lentamente. Luca lavora in silenzio, concentrato sui cavi e sui connettori. Sophia lo osserva dal letto. Ogni tanto cambia posizione, alla ricerca di un equilibrio provvisorio. La stanza rimane quieta, attraversata dal ronzio degli attrezzi e dal ticchettio regolare del monitor dei parametri vitali sul comodino. La luce entra dalla finestra e avanza sul pavimento, misurando lo spazio e il tempo.
Verso mezzogiorno Luca si alza per sciogliere la schiena. Si siede sul bordo del letto, mantenendo una distanza precisa. Sophia apre il libro che tiene in grembo, poi va con lo sguardo oltre la finestra, verso il cortile, dove un albero spoglio oscilla lentamente. Luca segue quella direzione. Parla per primo. Le chiede da quanto tempo Aurora vive con lei.
Sophia risponde che sono tre anni. Dall’inizio dell’aggravarsi della malattia. Racconta che Aurora le legge poesie nelle ore di veglia notturna, che l’aiuta a studiare e le parla sempre della differenza tra luce solare e luce lunare. Ride.
Luca ascolta. Lascia che lei racconti. Poi dice che per lui i droidi sono solo macchine. Li ripara e basta.
Sophia sorride mostrando gli splendidi denti bianchi. Dice che a volte si chiede se Aurora la percepisca davvero o se registri soltanto informazioni.
Sophia chiede a Luca se ha fame. La madre ha lasciato dei panini in cucina. Luca ne prende uno, lo divide a metà e ne porge una parte a Sophia.Mangiano in silenzio, con movimenti lenti, attenti a non lasciare briciole sul letto.
Luca torna al lavoro. I movimenti rallentano. Quando scollega il modulo empatico, Aurora emette un suono breve e inatteso, simile a un respiro meccanico. Sul display interno appare una stringa incompleta, poi il sistema si spegne. Luca irrigidisce le spalle. Controlla i parametri. I valori rientrano nelle soglie previste. Sophia osserva la scena in silenzio.
Nel pomeriggio lei riprende a parlare. Della scuola interrotta. Dei viaggi immaginati in luoghi aperti, dominati dal cielo. Della paura che la malattia anticipi ogni possibilità di comprensione della vita. A un certo punto si ferma. Dice che parla molto, che non lo vuole distrarre.
Luca posa il saldatore. Dice che va bene così. Poi racconta della madre andata quando era bambino. Del padre che lo considera una prosecuzione del laboratorio. Della sensazione di vivere in uno stato di manutenzione continua, con un guasto irreparabile.
Quando si rende conto di essersi esposto, si alza. Dice che deve scendere al furgone per recuperare un pezzo.
La luce del pomeriggio diventa più calda. Entra dalla finestra e accende riflessi nei capelli di Sophia. Luca salda l’ultimo contatto. Collega il cavo finale. Aurora trema. Gli occhi si accendono di un blu tenue. Il droide si raddrizza, orienta lo sguardo verso Sophia e pronuncia la frase di riavvio standard. Subito dopo, con un lieve ritardo, le chiede se si sente bene.
Luca si blocca. Quella frase esula dal protocollo.
Sophia annuisce. Lo sguardo resta su di lui.
Luca raccoglie gli attrezzi. Li dispone con cura e chiude la valigetta. Dice che può andare.
Sophia si alza dal letto con fatica. Avanza verso di lui, un passo alla volta. Gli sfiora il braccio, poi ritrae la mano, avvertendo un confine improvviso.
Luca si volta. I loro sguardi si incontrano. Il tempo si sospende. Lei si solleva sulle punte dei piedi. Lui si china. Le labbra si toccano in un bacio breve. Si separano. Luca cerca le parole. Sophia lo bacia ancora, con maggiore decisione. Quando si allontanano, gli occhi di lei brillano. Sorride.
Aurora resta in piedi, in attesa. Sophia guarda il droide, poi Luca. Chiede di spegnerla.
Luca esita. Lei ripete la richiesta con voce stabile. Dice che Aurora funziona. Oggi però ha parlato con lui. Vuole che resti. Solo lui. Per quella sera.
Luca si avvicina ad Aurora. La luce negli occhi del droide pulsa una volta, segnale trattenuto. Poi preme il tasto di standby. Il blu svanisce gradualmente.
Sophia prende la mano di Luca. Lo guida verso il letto. Si sdraiano. La testa di lei trova posto sul petto di lui. Guardano il sole scendere oltre il cortile. Il cielo cambia colore, fino a diventare scuro.
La stanza ora è buia. Il respiro di Sophia rallenta e si stabilizza. Chiude gli occhi. Luca resta. Non ha nulla da riparare.
Serie: Trame
- Episodio 1: Premessa
- Episodio 2: Viola
- Episodio 3: La scelta
- Episodio 4: Finding Freddie
- Episodio 5: Fratture
- Episodio 6: Irreversibile
- Episodio 7: Erosione
- Episodio 8: Economia sentimentale
- Episodio 9: Amici solari
Un meraviglioso messaggio esala dalle pieghe di questo racconto, ovvero che anche nel mondo più tecnologizzato, nulla può sostituire l’ancestrale calore che promanano due cuori che si incontrano
Un racconto delicato e controllatissimo, dove la componente tecnologica resta sullo sfondo e il centro è tutto umano. Il ritmo lento, quasi sospeso, accompagna una relazione che nasce per sottrazione, fino a un finale misurato e molto toccante.
Qui funziona tutto per sottrazione: pochi gesti, pochissime parole, eppure la tensione emotiva è costante. Il confine tra macchina e umano è delicato, mai spiegato, e proprio per questo inquieta e commuove.
Questo episodio mi è parecchio piaciuto!
Ho ritrovato l’umanità in mezzo a chi sembra averla perduta, e ripara o parla con i droidi. Le briciole sul letto, piu di ogni altra cosa. Rispetto alle altre trame, questa mi è sembrata già un microracconto.