Amore pirata

C’era una volta un pirata, costretto all’isolamento da una brutta ferita in battaglia e da un tremendo mostro invisibile. Il mostro seminava il terrore in ogni angolo di terra emersa, rinchiudendo le persone in casa, isolandole dalle famiglie, dagli amici, da ogni rapporto umano.

Il pirata penava per l’interruzione forzata di avventure e saccheggi, per la mancanza della spuma del mare sul viso e delle sferzate del vento in tempesta, ma non erano le sole pene ad angustiargli il cuore. Anche il suo amore era lontano. Isolata come tutti, ma coraggiosa come pochi altri. Una qualità non comune, che il pirata aveva amato e ammirato dal primo momento. I lunghi messaggi, le interminabili lettere, la carta intrisa dei loro profumi, le ciocche tagliate come pegno di fedeltà, non bastavano certo ai due amanti per saziarne la fame, l’uno dell’altra.

La minaccia del mostro invisibile sembrava non dovesse finire mai. I giorni, le settimane passavano lenti come i carapaci di Tortuga. Il pirata irrequieto non poteva più attendere senza tentare nulla. La ferita stava guarendo, le forze erano di nuovo quelle di prima.

I fiumi di parole indirizzati alla sua bella si interruppero d’improvviso, lasciando lei preda di ansiosi pensieri e tormentati dubbi. Perché il suo pirata smetteva di scriverle così di colpo? Cosa significavano quelle sue ultime risposte, così ambigue, poco chiare, prive di dettagli? Gli era forse successo qualcosa? La ferita era peggiorata? O le guardie reali avevano ripreso le ispezioni dei traffici clandestini? L’avrebbe scoperto presto, molto prima di quanto potesse immaginare…

In una notte senza luna, il pirata riprese in mano la sua sete di avventura, scolandosela con gusto in gran quantità. Nascosto su un carro, raggiunse il porto e la sua nave, riuscendo a eludere i controlli serrati delle guardie. Le bende a riparare mani e viso dal mostro invisibile giocarono pienamente a suo favore. Restò a bordo per la notte, fermo in porto, in attesa del momento migliore per salpare senza dare nell’occhio. Sul calar del sole del giorno successivo, una fitta nebbia gli diede l’occasione che aspettava…

E in piena notte, il mantello calato sul capo e le bende nere in viso, il pirata giunse infine alla soglia della sua bella. Appena lei dischiuse la porta, lui lentamente sfilò le bende dal viso. Non ci fu saluto né abbraccio. In un primo momento solo i loro occhi brillavano di vita, guardandosi intensamente. I loro corpi rimasero immobili, come se in tanto tempo distanti, avessero disimparato a parlare, a muoversi, a toccarsi. In silenzio, lei lo fece entrare. Dopo avergli chiuso la porta alle spalle, prese altre bende dal tavolo, le indossò. Non servirono parole. Lui distese un braccio per farle spazio sotto il mantello. Non una parola. Non un sospiro. Come fantasmi per le strade vuote, arrivarono al molo, come fusi in un corpo solo.

La voglia esplose violenta solo al sicuro della cabina della nave. Piccola bolla sottocoperta, nel cui abbraccio finalmente i due amanti si ritrovarono completamente, gli occhi pesti di settimane insonni, ma pieni di luce come mai prima. I corpi goffi e disabituati al contatto, si presero con una forza che mai prima avevano conosciuto. Il sapore della pelle tra le labbra mai fu così dolce e gustoso. Persino il mare si fermò, in una bonaccia quasi irreale. Invincibili e potenti, vulnerabili e ammaccati. Sopravvissuti. Risorti. In una notte senza luna, colma di stelle.

Passarono clandestinamente insieme i giorni successivi. Sembrava che il peggio fosse ormai passato. La prova più difficile l’avevano superata. Le ferite, negli abbracci ritrovati, si sarebbero rimarginate in fretta. Anche il mostro invisibile sembrava ormai destinato alla sconfitta. Ma se anche così non fosse stato, se quei giorni ammaccati e felici fossero stati solo un breve momento di tregua in un tempo tanto buio e intriso di paura, ormai quei due giovani e i loro destini sarebbero rimasti intrecciati per sempre.

-Tratto da “Principe Azzurro? Non (ne) esiste (solo uno)!”-

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni

  1. Dopo un paio d’anni, con il Mostro oramai divenuto gestibile, questo racconto mi ha riempito di conforto. Non ne comprendo bene la ragione intrinseca. Forse perchè voglio credere che l’amore (in generale) tutto può? Il Mostro ci ha ricordato cosa è più prezioso in un tempo in cui tutto era dato per scontato.

  2. Ottimo racconto, lodevolissimo. Mi piace assai il taglio delle frasi, la sintassi, certe soluzioni d’analogia. Bello anche perché tirato fuori dal cuore, che cerca sempre il modo di favoleggiare la realtà.
    🍻🏴‍☠️

  3. “I loro corpi rimasero immobili, come se in tanto tempo distanti, avessero disimparato a parlare, a muoversi, a toccarsi. In silenzio, lei lo fece entrare”
    Questo passaggio mi è piaciuto