Antenna rigida

Serie: Segnali prostatici


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Dopo aver scoperto la scritta “non eiaculare” nella sua prostata, Giorgio fa uno strano sogno in cui una ragazza dai capelli corvini gli dice la stessa cosa, ma le azioni della ragazza lo portano quasi all’orgasmo. Al suo risveglio sente quella stessa voce parlargli dentro la testa.

In un lampo sono in piedi. Le mani, protese a caso in avanti, sembrano dire: “non sappiamo cosa dobbiamo fare, ma cazzo, siamo prontissime a farlo!”

Scansiono la stanza con gli occhi, molto lentamente. Non ho la più pallida idea di cosa io stia cercando. Vedo la bottiglia vuota di Ceres rotolare lentamente via dal letto; le ho dato un calcio mentre mi alzavo, credo. Inizio a ricordare. Deve essere stato uno di quei sogni molto realistici. Inutile dire che la mia “erezione potentissima” di poco prima, sta ora rintanandosi sempre più dentro sé stessa.

Presto, guarda un porno! — di nuovo la voce nella mia testa.

«Ma cosa cazzo?»

Presto, non abbiamo molto tempo!

«No!» Mi porto le mani alle tempie.

Porn…cscscs — la voce si perde, come disturbata.

Incrocio il mio sguardo nello specchio della camera. Non è un bello spettacolo. Della pancetta da quarantenne fuori forma avevamo già parlato, ma vedermi in mutande, con le occhiaie aggrappate agli occhi terrorizzati, mentre mi reggo la testa con le mani e i gomiti alti, mi fa pensare a una parodia low budget di Dustin Hoffman in Rain Man.

E la cosa più triste, è che poco dopo mi vedo sedermi di nuovo sul letto, prendere lo smartphone e cercare un porno.

Non so spiegare perché lo stia facendo. Non sono più padrone della mia vita, ne ho perso completamente il controllo. Prima quelle scritte nella mia prostata che mi proibiscono l’orgasmo, ora le voci dentro la testa che invece mi dicono di buttarmi sui siti a luci rosse. Alla fine scelgo la via più familiare. In fondo è da quando sono schizzato dentro la pubertà che mi dedico alle attività manuali.

Dunque vediamo, che categoria posso scegliere per questa inusuale occasione? Kinky e sadomaso? Milf, il grande classico? Hentai? Seno grande o seno piccolo? Ma come faccio a scegliere in una situazione del genere?

Continuo a scrollare, indeciso, ma a differenza di quando scorro il catalogo Netflix, guardare anche solo le anteprime di questo diverso tipo di intrattenimento inizia a smuovere qualcosa laggiù in basso e sento premere contro gli slip.

Contin… cscscs… ripristino… cscscs… collegamento.

Ok sono sicuramente impazzito. Ma tanto, peggio di così non può andare.

Scrollando vedo una ragazza dal caschetto corvino in abiti succinti: abbiamo un vincitore. Metto una mano nelle mutande e cerco di fare quello che posso. Su e giù, mi ci voleva proprio.


cscscs… eiaculare!

Sì, eiaculare! Sono un po’ di giorni che non mi sfogo, ci vorrà davvero poco. Ecco, sento che sta arrivando…


Fermo! NON eiaculare!

Categoria “ruined orgasm”, dovevo cercare questo a quanto pare.

«Prima mi dici di guardare un porno, poi mi blocchi sul più bello. C’è qualcosa che mi sfugge?»

Devi avere un’erezione per riuscire a sentirmi, ma se eiaculi ci ucciderai tutti!

E fine delle trasmissioni. Kaputt. Nonostante la moretta del video si stia dando molto da fare, non puoi sentire una cosa del genere dalla voce fantasma dentro la tua testa e rimanere arrapato.

Mi guardo di nuovo allo specchio. Fidatevi, non volete davvero sapere quello che vedo, ma è il colpo di grazia che rende l’antenna completamente floscia.

«Ho capito. Finalmente ho capito. Ho un tumore al cervello.»

Questo spiegherebbe le voci. Ma con le ecografie e le scritte come la mettiamo?

Intanto il video va avanti, lo vedo, ma non lo guardo.

Chissà, magari l’ecografia me la sono solo immaginata, magari il dottor Mariani nemmeno esiste. Magari in questo momento sono steso su un letto d’ospedale in coma farmacologico e tutto questo non sta accadendo realmente.

No Giorg…cscs, non hai …cscs… tumore… cscs…bbiamo controllato… cscs… caro — di nuovo lei.

È un’impressione mia, ma credo abbia parlato con un tono di voce più caldo. Oppure mi sono eccitato alla notizia di non avere un tumore.

Un momento ma come faccio a sentirla? Ah, il video. Io non guardavo, ma le immagini sono comunque arrivate a qualche zona istintiva del mio cervello, perché la mia “antenna” sta tornando di nuovo in funzione.

«Mi fa piacere saperlo. Possiamo parlare?» dico mentre guardo istintivamente verso l’alto alla ricerca di un interlocutore che non esiste.

Continua… cscs… guardare il video.

Giusto. Ritorno con gli occhi sulla moretta. Stavolta la voce aveva un non so che da dominatrice. O forse mi sto facendo traviare dal video.

«Chi sei?»

cscs chiamarmi Ale…cscs…a.

Ha detto Alessia o Alexa? Guardo istintivamente verso il comodino, perché è lì che metterei un Echo Dot, magari sono venti minuti che parlo con l’IA di Amazon. Ma poi mi ricordo che sono povero e non ho nessun Echo Dot.


Guarda il video!

«Agli ordini, Alexa»

Alessia.

Non mi posso permettere Alexa nemmeno nelle mie pippe mentali a quanto pare.

«E quindi, Alessia,» mi stuzzico con la mano per mantenere saldo il collegamento, «magari sai dirmi che sta succedendo alla mia prostata e da dove vengono quelle scritte?»

Sono stata io, mmm.

«Era un gemito?»

Ti piace, Giorgio? Mmm, ti piace se ti parlo con questa voce sensuale?

«Oh sì, di sicuro aiuta a mantenere “rigido” il collegamento»

Ho pensato, mmm, che se ti sussurro con questa voce, mmm, e faccio questi versi, ah, che fanno anche nel video, mmm, magari il video non serve, ngh!

«Oh no, così è troppo!» Con una mano cerco di tenere a bada l’antenna che vorrebbe inondare le trasmissioni invece di limitarsi a riceverle.

Scusami Giorgino, sono stata cattiva, eheh.

Faccio un lungo respiro, cerco di recuperare una parvenza di normalità in questa situazione.

«Quindi, che ci fai dentro di me?»

Siamo tanti Giorgio, mmm. Tanti tanti.

«Quanti?»

Siamo quattro miliardi, Giorgino mio.

«Alla faccia!»

No, alla prostata.

«Prego?»

Siamo tutti lì, mmm, tutti nella prostata del mio Giorgino.

Mi chiedo se avere quattro miliardi di strani esserini nella prostata possa causare la leggera infiammazione di cui parlava il dottor Mariani.

«E che ci fate lì?»

Siamo scappati. Vogliono uccidermi, mmm.

«Chi vuole ucciderti?»

I Guardiani. Vogliono sterminarci. Ci aiuterai piccolo mio? Ci salverai tutti?

Continua...

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