Aristocrazia criminale

Serie: Nero Dharma


Noir, noir, noir!

«Quanto odio il buio». Adriano sputò sul pavimento del molo.

«Sì, ma dobbiamo fare queste cose adesso. Alla luce del sole gli sbirri ci arresterebbero».

«Lo so, Marcello, ma lasciami il gusto delle lamentele».

Erano tutti e due al porto, attendevano che la nave cinese trasferisse la merce sui gommoni.

Adriano odiava come tutti Saviano che aveva parlato del porto di Napoli in quella maniera.

Eppure diceva la verità.

Per questo lo odiavano.

Prima Saviano fosse morto, meglio era, nel frattempo che ci pensassero i partiti al governo a querelarlo e metterlo in difficoltà.

Adriano si strinse nel cappotto, osservò il cielo nero che si mischiava con il mare oscuro.

La notte.

Era quella la notte e ora Adriano avrebbe voluto frequentare un night con una spogliarellista che glielo succhiava mentre nel frattempo consumava dello champagne.

L’avrebbe fatto dopo.

«Ricordati che siamo qui per qualcosa di più elevato che quel che pensi tu» Marcello interruppe i suoi pensieri.

Adriano rimase di sasso. “Mi stava leggendo nel pensiero?”. «Guarda che…».

«Siamo qui per qualche migliaio di euro, i nostri capi prendono di più, ma non si sa mai: forse in futuro saremo noi a prendere il loro posto, iniziamo coi gradi» considerò il collega.

Adriano scoppiò in una risata. «Stavo pensando ad altro».

Nonostante il buio, l’espressione incuriosita fu più che evidente:

«E cioè?».

«Lascia stare».

Marcello borbottò nel buio, per Adriano fu tutto lì.

Continuarono a fissare le tenebre.

Marcello tornò a parlare: «Sai che ti dico!».

Adriano lo sopportò a stento. «Che è, un altro dei tuoi attacchi da filosofo?».

Non lo ascoltò. «Noi siamo l’aristocrazia criminale».

«Certo, ma tu da quanto tempo sei qui a servire quelli di Dharma? Avanti, sei un vecchio, non sei come me che sono giovane e posso fare carriera».

Gli occhi dietro le lenti sprizzarono fastidio. «Volevo dirti altro, ma a quanto pare sei un tipo arrogante».

Adriano voleva ridergli in faccia, ma quando distinse i lampi delle sirene che spezzavano il buio cacciò un urlo: «La Finanza!».

Marcello balbettò, Adriano lo abbandonò a se stesso: ognuno corse per sé, era meglio lasciar stare tutto.

Adriano pensò che ce l’aveva fatta a fuggire ma degli uomini con le pettorine da sbirri lo placcarono:

«Sei in arresto».

«Sono innocente».

Gli diedero un calcio allo stomaco.

Serie: Nero Dharma


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Che bella sorpresa, leggendo questo racconto non mi aspettavo di essere incappata in una serie. Sono curiosa di leggere il seguito: non so perché, ma le atmosfere, benché moderne, mi hanno fatto pensare all’epoca del proibizionismo americano anni 20 (1920).

  2. Mi ha fatto sorridere il fatto che un ladro odiasse il buio. Dialoghi interpretativi di un contesto criminale verosimile. Protagonista ancora non ben inquadrato tuttavia…
    Aspetto il seguito!

  3. Bell’inizio, noi testimoni della caduta della “Aristocrazia” in questione..
    I tuoi dialoghi sono sempre capaci di dare spessore alle vicende, non sono mai inutili o superficiali. Un’abilità non scontata.. Ti invidio per questo!

  4. Introduzione accattivante, in stile poliziesco contemporaneo. Il commento su Saviano lo colloca entro gli ultimi 2-3 anni, i cenni al governo che lo querela lo infila dentro il periodo di governo Lega-5Stelle.
    E’ tutto aperto, pieno di interrogativi. E perché poi il calcio sullo stomaco? Non è l’approccio standard della Finanza, meno abituata a certi modi da falchi in borghese. Curiosità su curiosità.
    Leggiamo il seguito, ne varrà la pena.
    Intanto l’Apple Watch accostato alle Beretta, alla luce rossa di taglio ed alle unghie mangiate sono una caratterizzazione interessante, da copertina professionale.

    1. La contestualizzazione temporale non serve, o meglio non che sia precisa. Ho ambientato il librick nei giorni nostri, perciò non ho menzionato la banda della Magliana, i Marsigliesi o il terrorismo… la storia la si può collocare nel 2015 o nel 2023, è ininfluente (lo so che ho abituato i miei lettori a testi in precise epoche e poi menzionare Saviano può costringere a pensare a un’epoca definita, ma ho menzionato l’autore napoletano più per caratterizzare i personaggi, per far capire che sono mafiosi). Grazie del commento.