Arrivo

Serie: Humans


<<Lui chi?>> chiese Claire. Michael avrebbe voluto risponderle in maniera chiara e precisa, avrebbe voluto dirle la verità, ma c’era qualcosa da qualche parte dentro di lui che gridava di non farlo. Claire sorrise.

<<D’accordo…>> disse <<Tieniti i tuoi segreti, dopotutto non siamo che due sconosciuti…>> si alzò in piedi <<Ma avevo sperato che…>> incontrò lo sguardo di Michael per un istante ma non riuscì a sostenerlo <<Non lo so nemmeno io…>> concluse e uscì dalla stanza.

Michael non la fermò, non la trattenne, non le disse “Non andartene” anche se avrebbe voluto. Ma fermarla avrebbe significato doverle dire la verità o mentirle, e al momento non era in grado di decidere ne per l’una né per l’altra opzione. La paura lo aveva letteralmente paralizzato e non aveva idea di come dovesse affrontarla, essere un semplice uomo lo aveva reso impotente. Così si sentiva, impotente e incapace di reagire. Strinse i pugni e sentì il bisogno impellente di colpire qualcosa con forza, di rompere e spaccare, sentiva la necessità di distruggere, come se dare un pugno a qualcosa di fragile, qualcosa che andasse in frantumi al suo tocco lo rendesse di nuovo forte e in grado di decidere della sua vita. Ovviamente sapeva benissimo che era una pia illusione, ma quella rabbia, quella voglia non sembravano voler tacere, si alzò in piedi e diede un pugno al muro, ma non bastò, ne diede un altro e poi un altro ancora fino a che le sue nocche non iniziarono a fargli male, tuttavia quel dolore non riempì quel senso di vuoto che continuava a sentire forte e chiaro dentro di sé. Il respiro si era fatto affannoso esattamente come quando aveva pianto per la morte del signor Mattei poco prima. Inspirò profondamente imponendo a se stesso di calmarsi e riuscendoci solo in parte. Uscì dalla sua stanza e percorse il corridoio a passo svelto intercettando Claire sulle scale.

<<Fermati! Non andartene…>> le disse e la donna si fermò. Poi alzò gli occhi per cercare quelli di lui.

<<Che cosa vuoi?>> gli chiese.

<<Non lo so. Non so molte cose…>> rispose Michael <<So solo che avevo una missione da portare avanti, ma adesso sta diventando sempre più sfocata, sopraffatta da tutte queste cose nuove…>> fece una pausa per ingoiare la rabbia e l’angoscia che sentiva crescere <<Io non lo so più chi sono…>>

Disse sedendosi sul primo gradino che aveva sotto i suoi piedi sentendosi sconfitto. Quella che aveva appena detto era l’unica verità che avrebbe potuto dirle al momento. Michael si era ritrovato a dover fare i conti con una serie interminabile di emozioni e sensazioni di cui non ignorava l’esistenza, ma la consistenza. Ignorava completamente che cosa volesse dire essere soggetto al dolore, alla rabbia, alla gioia, al senso d’impotenza e a tutte quelle emozioni che lo avevano investito. Sapere che esistono non serviva a nulla, questo era quello che aveva imparato.

All’improvviso sentì una mano calda sui suoi capelli, alzò lo sguardo e trovò gli occhi nocciola di Claire.

<<Capisco perfettamente come ti senti…>> disse la donna con un tono di voce che sembrava essere l’equivalente di quella carezza sui capelli, ma in grado di arrivare più in profondità.

<<Vorrei aiutarti… se solo tu mi lasciassi fare un piccolo passo verso di te…>>

Privato di ogni difesa, Michael, si sentì sul punto di non riuscire più a trattenere le parole. Claire meritava di conoscere la verità, ma la sua parte umana, che si faceva sempre più predominante, gli stava impedendo di parlare. Sentiva dentro di lui che la donna non gli avrebbe creduto e questo perché anche lui stentava a crederlo. Eppure sapeva perfettamente da dove veniva e chi era stato prima di cadere sulla terra, ma nonostante questo, il dubbio che non fosse reale si stava insinuando dentro di lui. Era come se divenendo un essere umano avesse perso una parte fondamentale di sé, gli uomini la chiamano fede, lui la chiamava realtà.

Claire aveva capito perfettamente lo stato d’animo di Michael perché anche lei aveva vissuto cose del genere, certo le situazioni erano state diverse, ma le emozioni e gli stati d’animo erano gli stessi.

<<Che ne dici se facciamo due passi?>> chiese all’uomo seduto sul gradino che accettò di buon grado la proposta.

Una volta usciti fuori, nel giardino antistante l’ospedale, Michael, come prima cosa guardò il cielo, provando ancora una volta quel senso di nostalgia che ormai stava imparando a conoscere, tuttavia questa volta quel sentimento era diverso, era misto alla rabbia e per la prima volta provò l’impulso di imprecare contro il cielo. Ma si trattenne, non voleva lasciarsi andare di fronte a Claire che gli stringeva la mano facendolo sentire al sicuro.

<<È strano…>> esordì la donna <<Paradossalmente mi sento più vicina a te in questo momento che alle persone che conosco da una vita…>> fece una pausa guardando verso un punto imprecisato davanti a lei <<È come se con loro non riuscissi ad aprirmi, mentre con te…>> spostò lo sguardo cercando gli occhi di Michael trovandoli, ma erano assenti, come se stesse pensando ad altro, qualcosa di molto lontano da loro, da quel momento.

<<Non importa…>> disse la donna <<È chiaro che tu hai altro per la testa…>>

<<Claire…>> la voce di Michael sembrava assente, come se provenisse da un altro posto.

<<Dimmi…>>

<<Come posso parlare con Dio, da qui?>>

Claire rimase stupita da quella domanda, non perché suonava strana, ma perché era la stessa che si era posta lei almeno un milione di volte.

<<Immagino che basti pregare!>> rispose, ma non era certa che fosse la risposta giusta.

<<Pregare…>> le fece eco Michael.

<<Bèh non credo comunque di essere la persona più adatta, dovresti parlare con Don Raffaele…>>

Michael diede un’altra occhiata al cielo e poi tornò a fissare Claire.

<<Andiamo da lui!>>

In quello stesso momento sul tetto dell’ospedale, qualcuno stava osservando l’angelo caduto, poi aprì le sue maestose ali e volando si diresse verso la chiesa dove erano diretti Michael e Claire.

Serie: Humans


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Discussioni

  1. Più vado avanti con la lettura più sono curiosa di sapere.
    Il rapporto tra l’angelo caduto e Claire sembra trovare il proprio equilibrio e l’evidente cambiamento dell’uomo è sorprendente. Come se il mondo umano stesse plasmando la sua mente.
    Inoltre, chi sarà mai l’angelo misterioso che compare alla fine? Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!

  2. Finalmente ho recuperato i capitoli mancanti! Sempre un ottimo lavoro, complimenti! Questo Angelo caduto che non sa come parlare con Dio è una cosa che capita a molti credo perché ogni tanto accadono delle cose che necessitano di spiegazioni dettagliate ma che, ahimè, non si possono avere… Bravo!

    1. Sì, l’idea era quella di rendere la difficoltà che si trova nel cercare di avere risposte dal cielo che molto spesso non arrivano…
      Grazie mille!

  3. Condivido il fascino del “non umano” che si fa “umano”. In questa carne sono concentrate milioni di sensazioni contraddittorie, forse è per questo che siamo tanto complicati. A mio parere rendi bene questo concetto. Sono curiosa di conoscere il resto della storia. Cosa accadrà a Michael e Claire, alla fine l’angelo dovrà fare una scelta? Vedo questa storia come una metafora: perché l’anima deve cercare un corpo per esistere pienamente?

    1. Grazie mille delle belle parole… Chiedo scusa se rispondo in ritardo ma sono stato impegnatissimo! Riprenderò a breve con il seguito!