
Aurora
Al 51esimo piano una lampada da tavolo sembra quasi un sole di mezzanotte sul volto di Sam chino sullo scritto, e sulla sua mano, che si arresta a mezz’aria, e infine riprende ad inseguire i suoi pensieri lontani. Ma altre d’improvviso lo cingono in un abbraccio, e una voce amata gli sussurra di venire a letto. Sam non si è accorto che il sole, quello vero, nel frattempo in punta di piedi è scomparso dietro il velo dei grattacieli e palazzi della città, fuggendo via oltre l’oceano. Proprio lì, dove inverni prima da piccolo, aveva fantasticato con una matita in mano e il foglio nell’altra, immaginandolo con la sua chioma rovente, fermarsi poco prima di quella linea sottile che sono i Paesi Artici, senza avere il coraggio di oltrepassarla, lasciando sola la Regina della Notte, danzare nei cieli…
Sommaroy 24.12.1985. Caro Diario, anche oggi nevica e sto facendo i compiti di matematica, anche se il mio foglio assomiglia più a quello che vedo dalla finestra. Cioè niente, è tutto bianco! La neve è caduta talmente tanto durante la notte, che chissà quando potremo uscire. Sto aspettando che papà prenda la pala per tirarci fuori. E…speravo di essere esentato dai compiti oggi, invece… sarebbe stato un bel regalo di compleanno! Oltretutto domani è Natale… che dici, Babbo Natale verrà solo per me quest’anno?
Sommaroy 24.12.1986. Caro Diario, la notte e il giorno si confondono e il sole lo rivedremo solo a marzo. È così da sempre, sono un Sami e lo so. Quando mi guardo allo specchio penso che la mancanza di sole mi abbia dipinto sul volto due piccoli punti luce. I miei occhi sono sottili e nerissimi, papà dice che sono stupendi, ma io preferisco quelli dei miei cani, grandi e di un bel celeste ghiaccio. Adoro i miei tre huskies! Mio padre me li regalati oggi! È stato fantastico! Dice che a sette anni sono ormai pronto per guidare il mio team! E infatti ora scusami ma devo proprio andare a provare la slitta!
Sommaroy 24.12.1987 Le giornate si sono accorciate da un bel po’, è mattino e sembra notte. La temperatura oggi è di -23 gradi e infatti sono rimasto a casa. Ogni tanto la notte quando la temperatura è meno rigida, io, e i miei cani, Stilla, Knonk e Lego usciamo insieme a papà per guardare le stelle. Solo così capisco che è notte veramente. E la adoro! Di stelle qui ce ne sono a milioni. Le Pleiadi è la costellazione che riesco a riconoscere subito prima ancora di mamma, e perfino di papà! Tutte raggruppate come noi accanto al fuoco. Guardando le stelle mi dimentico di tutto, è confortante alzare gli occhi e vedere milioni di miliardi di luci lassù illuminare la notte.
Sommaroy 24.12.1988 Caro Diario, oggi ho compiuto nove anni e questa volta è venuta anche la mamma, e abbiamo guidato le slitte fino al lago. Poi giunta la mezzanotte mamma e papà mi hanno detto di alzare gli occhi, che era arrivato per me un regalo dal cielo. L’Aurora. L’ho vista danzare nei cieli artici, vestiva di raggi verdi brillanti, che alla fine come per magia hanno cambiato colore. Papà mi ha detto che ero fortunato perché quando compare il colore blu, è molto raro. Vuol dire che in quel punto il gas predominante nell’atmosfera è l’azoto. Anche se non so bene cosa sia, lo scrivo qui, così me lo appunto. Invece il verde e il rosso sono gas composti principalmente da ossigeno, anche se sono due tipi diversi di ossigeno. Non mi dire quali che non me li ricordo. So che l’ossigeno serve per respirare…ma non mi pare l’aria sia verde o rossa?…boh… Blu uguale azoto, azoto azoto, azoto! Grazie Aurora per esser venuta al mio compleanno, e poi il blu è il mio colore preferito! Non lo dimenticherò mai!
Sommaroy 24.12.1989 Caro diario, anzi cara Aurora, ti sono mancato? Questa estate siamo stati in Italia! Ed è stato il mio primo viaggio fuori dall’Artico. Mia madre mi ha portato a conoscere la nonna. Mamma non vedeva la sua, da prima della mia nascita. Avevano litigato per via di papà. Seguire un amore in un posto così sperduto! Mamma da allora non aveva più avuto il coraggio di andare a trovarla, e nonna non aveva mai perdonato la sua scelta di lasciarla sola. Ma papà ha detto che trovava giusto io la conoscessi. E così siamo partiti. Di fronte al mio sorriso e ai miei piccoli occhi, dice mamma, che entrambe non hanno potuto far altro che sorridere e ricominciare. Siamo stati da nonna tutta l’estate, è stato bello. E ora è qui a festeggiare il mio compleanno e il Natale insieme a noi. E a parte quando si lamenta per il freddo, adoro mia nonna! Dice che qui in silenzio riesce a sentire Dio parlare attraverso gli alberi. Si gli alberi di Natale parlano, respirano. E se prima ridevo pensando fosse un po’ matta, ieri mi sono fermato e ho sostato vicino al grande pino di fronte casa. E penso che abbia ragione.
Sommaroy, 24.12.1990 Cara Aurora, scusami anche quest’estate siamo stati da nonna. Ma tanto anche tu in estate non ci sei mai! E comunque come vedi sono tornato per festeggiare il mio compleanno insieme! Questa è la mia casa, la mia neve, i miei alberi, anche i miei huskies sono così felici qui, non vorrei mai andare via! Anche se è stato bello passare un’ altra estate da nonna. Finita la scuola siamo partiti subito, e sono stato contentissimo di rivederla. Le voglio tanto bene! Con mia nonna ci siamo capiti da subito! E così un giorno, come quel giorno, mi ha detto che per il mio compleanno c’era per me un regalo dal cielo…anche se con sei mesi di anticipo! E oggi voglio ricordarla sempre come quel ventiquattro giugno in cui mi ha svegliato presto e siamo andati alla fine del grandissimo campo di grano dietro casa sua. Non mi ricordo quanto abbiamo camminato, ma ricordo molto bene le lunghe spighe e quella palla rosso fuoco che mi fece chiudere gli occhi tanto era grande e abbagliante. Cercavo di riaprirli, di vedere, ma era impossibile, cosi mi concentrai sui miei occhi chiusi. E tutto diventò arancio. Respirando a fondo, sentivo il calore attraverso la pelle, fu così bello! Il mio primo vero contatto con il sole. Ricordo che subito dopo sentii le spighe di grano accarezzarmi il braccio, le immaginai piegarsi nel vento, sentii il loro fruscio nell’orecchio e d’improvviso mi venne spontaneo danzare come loro, piegandomi a destra e a sinistra..
– A destra e a sinistra, così! – dissi chiudendo il diario e gli occhi, mimando quel momento, forse un pò troppo a lungo…
– Papà? Perché hai chiuso il diario sul più bello? – disse mia figlia aggrappandosi alle mie gambe facendomi quasi perdere l’equilibrio
– Perchè… perchè ti devo proprio mettere a nanna!– dissi facendola volteggiare fin sopra il letto a destra e a sinistra
– Papà nooo! Ti prego, ti prego, ti prego leggi ancora! Voglio sapere di più su di te da minuscolo e sulla bisnonna! – disse cercando di spalancare il più possibile quelle fessure grigio azzurre che adoravo!
– Sicuro ne leggeremo ancora, ma domani sera, va bene? Buona notte tesoro mio e dormi, se no Babbo Natale non viene questa sera!
Spensi la luce. Feci per chiudere – Papà? – disse nel buio
– Che c’è tesoro?
– Ma Babbo Natale lo sa che siamo quasi parenti? Magari qui passa prima di tutti i bambini?
– Hahah Aurora sei proprio uguale alla tua bisnonna! Buona notte piccola, ti voglio tanto bene!
– Anche io, tanto, tantissimissimo! Buona notte papà! E ancora buon compleanno!
Socchiusi la porta, restando in ascolto del suo respiro finché divenne regolare, poi mi allontanai verso il soggiorno. Disposi i regali sotto l’albero, mangiai il biscotto, spargendo un poco di briciole sul piattino, e mi avvicinai con la tazza di cocacola fumante (Aurora dice che è l’apoteosi) alla portafinestra, cercando quella luce azzurra nei cieli bui della Grande Mela. Poi tornai a sedermi sulla poltrona stropicciandola un pò e dal tavolo presi il Libro dei Libri, che mia nonna mi leggeva sempre prima di andare a dormire. E tra le sue pagine ritrovai quella spiga della campagna toscana. La sognai.
24.12.2021 Cara Aurora, ti annuncio che il prossimo anno, ci rivedremo! Preparati la veste blu-azoto, perché vorrei tanto presentarti mia figlia! Ha sei anni ed è di là che mi aspetta per leggere una favola, ma voglio farle una sorpresa. Penso di portarle questo diario, ora che inizia ad interessarsi… sapessi, mi tempesta di domande ogni giorno! Ma non mi sto lamentando, anzi! È curiosa e sorride sempre. È davvero un dono dal cielo! E ringrazio Dio ogni giorno per avermi dato tanto. E se talvolta ho nostalgia di te e del mio il cielo artico, so che posso vederlo ogni giorno, negli occhi della mia piccola Aurora che mi guardano felici e illuminano anche la notte più buia. Buon Natale amica mia, salutami le mie Pleiadi, anche se sono qui, raccolte come la mia famiglia sotto l’albete. Un abbraccio e a presto! Il tuo piccolo Sammy.
Buon Santo Natale a tutti voi.
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Ciao Maria Anna, un bel racconto, soffice come quella neve ed i colori di un’aurora boreale. Grazie
Ciao Nyam, grazie per aver letto anche questo di racconto, contenta ti sia piaciuto
volevo solo scambiare la foto copertina… al buon Natale non ci fate caso, questo è un post dello scorso anno 😅
😃
Mi piace quando i racconti mi offrono la possibilità di sbirciare in un altro luogo, quasi fossero una finestra magica. Luoghi affascinanti che forse i miei occhi non potranno mai vedere, ma che il mio cuore è riuscito a toccare grazie ad una storia come questa. Ho apprezzato moltissimo questo passare il testimone da una generazione all’altra e da una cultura all’altra: è così che dovrebbe essere il mondo
Ciao Micol, grazie per aver letto e commentato così. Felice di averti trasportata lì!
“Papà nooo! Ti prego, ti prego, ti prego leggi ancora! Voglio sapere di più su di te da minuscolo e sulla bisnonna! “
il minuscolo mi piace molto❤️
Ciao Maria Anna, buon Natale anche a te. Proprio qualche giorno fa parlavo con gli amici dell’aurora boreale, di che spettacolo meraviglioso deve essere. Che il cielo artico e lo spirito del natale siano con noi!
Ciao Tiziano, si lo è davvero! Grazie per il commento e per gli auguri 🎄🖖
Ciao Maria Anna, a me questo racconto ha trasmesso leggerezza e ci voleva proprio. Lieve come la neve che hai descritto così bene con gli occhi di un bambino e degli adulti, la meraviglia e lo stupore per certe manifestazioni artiche. Il tempo che passa, di generazione in generazione lasciando, in questo caso, soltanto le buone cose.
Grazie davvero Bettina!