Il nome dimenticato
Ep. 16 della Serie: Alder Venn
— Emily. — dice Catherine. — Emily è nostra figlia. La bimba che ti ha fatto ricordare. Il nome cade nella stanza come una pietra…
— Emily. — dice Catherine. — Emily è nostra figlia. La bimba che ti ha fatto ricordare. Il nome cade nella stanza come una pietra…
La porta di Catherine è di legno scuro, con la vernice consumata agli angoli e una maniglia di ottone che qualcuno ha lucidato di recente,…
— Non andare. — Dice Omen, che ha sempre taciuto. — Vai, fratello. — Dice Andrew. — Fa la cosa giusta, ma la cosa giusta…
Alder prende quella direzione. Ammesso che ci possa essere una direzione unica da seguire nell’infinito delle possibilità — ammesso che l’infinito si lasci attraversare in…
Catherine lo ricorda sempre prima degli occhi. Non la voce, non le mani, non il modo in cui occupava lo spazio — prima vengono gli…
Alder cammina da ore. Non ha una destinazione — o meglio, ha smesso di distinguere tra camminare verso qualcosa e camminare via da qualcosa, perché…
La mente dà vita al mondo. Quello che il bambino porta dentro — la guerra, la frattura, la parte che vuole crescere e la parte…
Carnival resta in piedi sotto i portici. Torino vibra appena, come se sotto le pietre ci fosse qualcosa che respira male da molto tempo e…
La stanza è la stessa. Stessa luce bianca, stesso tavolo, stessa illusione che le pareti bastino a contenere ciò che entra — e ciò che…
Carnival non ama le coincidenze. Le considera una forma pigra della verità — il modo in cui le cose si scusano di non voler essere…
La stanza degli interrogatori della questura di Torino ha una luce che non perdona nessuno. È bianca, piatta, senza ombre — esiste per impedire alle…
I fantasmi di Torino non gli chiedono niente. Questo è quello che Alder ha capito nel tempo — che i morti non hanno bisogno di…
— Oltre quella soglia ci sono le convulsioni. Il medico sfoglia i referti clinici con l’attenzione di chi teme di disturbare qualcosa di invisibile. —…
Alle tre e zero tre del mattino lo trovano in piazza. Non una piazza qualsiasi. Una di quelle che a Torino sembrano respirare sotto gli…
Apro gli occhi come si riemerge da un lago troppo profondo. Il soffitto bianco. L’odore lieve di disinfettante. Il lettino sotto la schiena. E la…
Il giorno dopo entro in terza C con la sensazione di non aver dormito davvero. Le voci della notte non si dissolvono con il caffè.…
VIII. Interludio: Una voce dalla valle Sono venuto a Torino perché dovevo raggiungere la cima. La mia posizione. Non la Mole che taglia il cielo…
Il lunedì arriva come sempre arrivano i lunedì: senza chiedere permesso, non lo aveva chiesto neanche a Dio nella settimana della creazione. Alder Venn invece…
La città non compare su nessuna carta. Non perché sia invisibile, ma perché non ama essere fissata. Cambia forma a seconda di chi la guarda.…
Non ricordo quando sono arrivato a Torino. Forse ci ero sempre stato, infilato tra i portici come un pensiero che nessuno vuole confessare. Forse la…
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