Bagliori del passato

Serie: Trenta secondi alla mezzanotte


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: La ragazza che aiuta Aiden viene messa k.o. da uno dei soldati mentre tutte le reclute sono confuse su ciò che sta per accadere loro. Aiden resta in ascolto, sapendo di stare andando incontro alla morte certa.

Gli apri fila trascinarono la ragazza svenuta sotto ordine del capitano e del tenente in un edificio di proporzioni mastodontiche, semi nascosto dalla vegetazione circostante. Il capitano riferì un codice tramite un auricolare che per quanto piccolo, solo in quel momento venne notato da Aiden.

Aiden si strinse nella giacca nera che proprio lei gli aveva donato all’inizio del viaggio in treno e mentalmente, la ringraziò sperando che si riprendesse presto. Seguiva i ragazzi del vagone undici ed alla fine, si ritrovarono ad entrare in quella struttura dalle dimensioni colossali: era un fabbricato ordinato, spoglio e minimalistico: Aiden e tutti i ragazzi del vagone e del resto del treno. Si ritrovarono a camminare su una piattaforma in metallo che ne precedeva un’altra – immensa, asfaltata, coperta per la maggior parte da qualche centimetro di neve che aveva imbiancato la maggior parte costruzione. Tutta la superficie asfaltata era a cielo aperto ed era circondata da un enorme edificio metallico, grigio e spoglio che disegnava un preciso rettangolo attorno a quello spazio immenso. Era chiaro che nel grande prefabbricato rettangolare vi fossero i dormitori siccome da qualche finestra più vicina si intravedevano brande, armadi ed abat-jour. Nello spiazzo nel mezzo, invece, erano distribuiti in quattro file vari tendoni e casupole dove probabilmente vi erano uffici e/o depositi di armi.

In quel momento, mentre la ragazza svenuta veniva portata via da due ragazzi in divisa da infermieri militari sopra ad una barella, Aiden si sentì pervadere da un senso di sconforto così pesante da avere la sensazione che l’area metallica sotto ai propri piedi, stesse iniziando a sprofondare. Non aveva ancora mangiato come tutti gli altri ragazzi, ma non era quello il problema: sfiorava il proprio anello – simbolo dell’unione con Lauren e si chiese quando finalmente, il ogni singola cellula del proprio corpo sarebbe esplosa sotto le bombe perché non poteva sopportare nemmeno un giorno di lontananza da lei e dalla piccola Lily: erano abituati a vivere le esperienze più brutte insieme e a godere dei piccoli squarci di gioia che nel corso degli anni, aveva donato loro la vita ed in quel momento, certamente il momento più critico delle loro vite, non poteva sopportare di stare separato dalla sua famiglia.

Tuttavia, sapeva che disertare sarebbe stato impossibile dal momento in cui non aveva nemmeno la minima idea di dove si trovasse.

– Ehi tu, recluta. Hai capito che cosa abbiamo detto? – Il tenente fece un passo verso di lui ed Aiden si guardò intorno, confuso, seguendo poi il resto dei ragazzi che aveva scaricato il treno poc’anzi come un carico di bestiame.

– Vedi di rigare dritto se non vuoi problemi – concluse il ragazzo in divisa, palesemente indispettito, probabilmente perché Aiden non gli si era sottomesso come lui si sarebbe aspettato.

Per uno strano scherzo del destino, il suo dormitorio si trovava al terzo piano, lo stesso in cui si era ritrovato a vivere da tutta una vita nei vari appartamenti dove aveva alloggiato nel corso della sua esistenza e questo gli fece pensare nuovamente alla sua famiglia: anche con Lauren e Lily abitava al terzo piano di un edificio ed in qualche modo, per la sua mente quella pareva essere una presa in giro, una gran barzelletta che il destino gli aveva appena raccontato, di quelle che devono essere spiegate e che nemmeno in quel caso riescono a sollevare neppure un sottile segmento di amara risata.

Ognuno di loro aveva il proprio “armadio”, così li aveva descritti un sergente e definirli tali pareva uno scherzo: erano semplicemente l’estensione di un classico armadietto in ferro, ma lunghi un metro e con due mensole in più al loro interno dove poter appoggiare quel poco di effetti personali che lui e gli altri ragazzi del vagone undici avevano con sé. Aiden fissava il proprio “armadio” aperto, ancora immerso nei suoi pensieri e nonostante si sentisse qualche paio di occhi addosso, decise di ignorarli. Su una mensola vi erano anfibi, pantaloni cargo mimetici ed una t-shirt bianca che avrebbe dovuto indossare, ma il ragazzo continuava a stringersi in una mano il proprio anello argentato, chiedendosi se avrebbe dovuto lasciarlo nell’armadio o meno: decise di sfilarselo, per osservarlo meglio e sorrise nel leggere la frase che vi era incisa all’interno, ovvero “nella vita e nella morte”; lei aveva lo stesso ed identico anello ma con dentro incisa la frase: “Sei il mio paradiso”. Era uno di quei regali che ci si fa a vicenda quando si è innamorati persi, pieni di amore per il partner, vivendo in cognizione l’uno dell’altra.

Strinse quell’anello nella mano, poi se lo rimise all’anulare, con gli occhi accesi di una nuova fiamma.

Nessuno lo avrebbe privato di lei e di sua figlia.

Aiden sapeva che sarebbe tornato a casa.

Con quella nuova convinzione, egli si sbrigò a vestirsi dal momento in cui buona parte degli altri giovani stavano aspettando lui per poter raggiungere il piano terra tutti insieme e si sentì nuovamente osservato mentre finiva di allacciarsi gli anfibi in pelle nera.

Guardò uno di loro con espressione interrogativa mentre con una mano prese nuovamente a gettarsi indietro i folti capelli scuri, colto da una nuova ondata di nervosismo.

– Lo so, scusa, vi ho fatto aspettare. Mi prendo io le responsabilità se ci dicono qualcosa – iniziò Aiden.

– Tu sei quello delle manifestazioni. Il capo dei Bagliori.

Sussurrò un ragazzo alto, dagli occhi verdi, avente circa la sua età.

Aiden sospirò: ecco perché lo stavano osservando.

– Si beh, eccomi qui anche io. In culo al mondo aspettando che le bombe ci cadano in testa.

– Io ero con te alle manifestazioni dell’acqua – insistette il ragazzo.

– Io c’ero quando ai tuoi concerti boicottavi l’Internet Storico – un altro ragazzo si avvicinò.

– Io ti ho aiutato con altre migliaia di persone a protestare contro la dittatura – un uomo sulla quarantina si avvicinò come i precedenti, così come altri tre ragazzi che lo riconobbero a loro volta.

Serie: Trenta secondi alla mezzanotte


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