
Battaglia!
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Lory
- Episodio 2: Mizu
- Episodio 3: Thanos
- Episodio 4: Ditteri
- Episodio 5: Order Received!
- Episodio 6: Velluto bordeaux
- Episodio 7: Il libro della strega
- Episodio 8: Palla di pelo
- Episodio 9: Idropittura
- Episodio 10: Matilda
- Episodio 1: Argilla rossa
- Episodio 2: Diluvio
- Episodio 3: Clientela
- Episodio 4: I tuoi desideri…
- Episodio 5: Hollandia
- Episodio 6: La crudeltà delle streghe
- Episodio 7: Mamma mia
- Episodio 8: Battaglia!
- Episodio 9: Caramello
- Episodio 10: Luci e Ombre
- Episodio 1: T-shirt
- Episodio 2: Nhtoi
- Episodio 3: Divorare l’anima
- Episodio 4: Prigionieri segreti
- Episodio 5: Il nero più nero
- Episodio 6: Lezioni di metafisica
- Episodio 7: Una faccia maledetta
- Episodio 8: Ricordi neri
- Episodio 9: Vibrisse
- Episodio 10: Nuovi colleghi
- Episodio 1: Francesismi
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
NELLA PUNTATA PRECEDENTE: I golem hanno un carattere scontroso e indisponente. Ciò è dovuto alla prigionia forzata dello spirito che dimora all'interno della statua umanoide. La privazione della libertà porta un sentimento di vendetta che, se non gestito, potrebbe scatenare la ribellione dello stesso, eliminando il creatore.
Se avesse avuto ancora un cuore, Davide, lo avrebbe sentito esplodere nel petto. Il volto serio del padre che rimproverava la sua ineducazione nell’aver lasciato la propria ragazza chiusa fuori sul balconcino della cucina, aveva un significato poco chiaro ed un volume ovattato, come se il genitore stesse parlando attraverso dei grossi cuscini. In testa il nome di Matilda e una sirena di pericolo riecheggiavano insistentemente.
– Hai già mangiato? Hai fame? – Chiese amorevolmente il padre invitando l’ospite inatteso ad entrare in cucina.
Una figura scura, con un grosso cappuccio bianco stava entrando guardandosi intorno.
Matilda difficilmente sarebbe tornata in quell’appartamento vuoto, sapeva che questo presunto stregone era in giro a celebrare un qualche rituale segreto… La figura poi, appariva troppo alta. Decisamente più alta di Davide e questo si discostava dal ricordo della statura della piccola strega nera.
L’ospite imprevisto si portò lentamente le mani sul cappuccio bianco.
– Ma hai lasciato questa povera ragazza fuori per nasconderla a noi? Ma perché? – La madre si stava alzando dalla sedia con una espressione di mortificato senso di colpa.
Il cappuccio si adagiò delicatamente sulle spalle scoprendo una chioma di un castano miele splendente e un viso dai lineamenti delicati e puliti. I suoi occhi, di un verde tendente al grigio, fissarono ogni componente della famiglia Stocco. Fermandosi poi su mamma Teresa.
– C’est toi la sorcière qui vit dans cette maison, n’est-ce pas ? – La sua voce sembrava quasi musicale, pensò Davide. Aveva riconosciuto il francese come lingua, ma non aveva idea di cosa avesse detto.
– Lilly! Puoi venire in cucina? – miagolò con voce calma, ma decisa. Davide chiuse gli occhi pensando ad un incantesimo in grado di fare da interprete.
– Mamma, dietro di te ci sono dei post-it e una penna, me li puoi passare? – Chiese con naturalezza e con un sorriso nervoso, cercando di dissimulare la sua paura.
– Ma è francese? Che bella che è! Pare una modella! Ma capisce l’italiano? – La signora Teresa stava ammirando lo splendore di quei capelli di un ramato quasi metallico tenuti legati in una coda di cavallo da un elastico di stoffa nero.
– Mamma, mi servono i bigliettini che stanno dietro di te, così posso parlare alla… mia amica! È spuntata all’improvviso pure lei e sono stato preso dal panico… – Davide stava studiando l’aspetto di quella bellissima ragazza, cercando incantesimi o segni che ne rivelassero le intenzioni.
– J’ai demandé si tu es la sorcière de cette maison ? Réponds-moi! – L’ultima parte aveva un che di minaccioso, anche se sembrava il finale di una bella canzone.
Kira saltò sulla tavola davanti a Davide, depositando il blocchetto di biglietti adesivi ed il pennarello nero che teneva in bocca.
– Non fate caso a me! – Miagolò allegra, guardò poi Davide cercando la sua approvazione.
– Kira sei la mia eroina! – La gatta ridiscese dal tavolo e corse via verso la stanza da letto.
– È una strega delle rocce, lo vedi dal tatuaggio del triangolo sul collo, ha un piccolo catalizzatore vivente nella sua felpa, ma non riesco a capire che razza di animale stia usando… – Lilith apparve accanto alla sedia di Davide, i suoi occhi sembravano brillare, ma con un colore differente: un azzurro cielo acceso e quasi gelido.

La strega guardò per un istante i bigliettini e la penna, poi il suo sguardo tornò immediatamente a fissare la madre di Davide.
– Chiedile se vuole mangiare qualcosa, magari vuole scaldarsi con una tisana o un tè… Dai, fatti perdonare! – Il signor Ennio incalzava il figlio.
– Ma perché mi fissa così? – mamma Teresa cominciava a sentirsi un po’ a disagio.
Davide tracciò velocemente un cerchio con tre piccoli segni al suo interno senza dare troppo nell’occhio, appiccicandosi il bigliettino su una gamba.
– Mamma, lei pensa che tu sia una… una indovina e ha paura che tu faccia qualche gesto strano! Resta seduta e non fare movimenti bruschi. Ora ci penso io a farle capire che si sbaglia. – Il biglietto mandò un lampo non molto vistoso sotto al tavolo, illuminando il pavimento sottostante.
Un animale bizzarro sbucò dalla cerniera aperta a metà sul torace della ragazza.
– Non credo sia lei la strega, Nadine! Ho appena avvertito un incantesimo lanciato sul ragazzotto qui accanto. Forse la strega è in un’altra stanza? – Somigliava ad un ratto dal muso strano, era nero e sembrava indossare una specie di mascherina più chiara. Davide stava cercando nella sua memoria l’animale corrispondente.
– Ti chiami Nadine, giusto? – Davide parlò con uno strano tono di voce, le sue parole sembravano vibrare e modificarsi nelle orecchie suonando come se avesse parlato con la testa immersa in una bacinella d’acqua, in un perfetto francese.
La strega si girò guardandolo con un espressione truce che aveva il disgusto di chi fosse stata insultata gravemente dal suono di quelle parole.
– Come conosci il mio nome? – La ragazza alta e bellissima rivolse la sua attenzione a quello che giudicava solo un insulso omuncolo.
– Lo ha detto il tuo ehm… è un porcellino d’india il tuo catalizzatore? – Davide indicò l’animaletto che sbucava dalla felpa della strega modella.
La strega sollevò le sopracciglia mostrando una smorfia simile alla sorpresa.
– Capisci quello che dice Juno? – Il tono era quello dello stupore.
– Un porcellino d’india sarà tuo padre! Io sono un furetto! – Lo redarguì il catalizzatore di Nadine.
– Ha appena insultato mio padre! – Rise Davide.
– Perdonami Juno, non avevo mai visto un furetto dal vivo! Ti chiedo scusa. – Alle orecchie della ragazza la voce di Davide suonava come il rumore di una caffettiera o al chiocciare di una strana gallina. Juno restò a bocca aperta emettendo di quando in quando un “pot” di sconcerto.
– Nadine, mia madre non è la strega, stai cercando me… Sono io quello che sta tentando di imparare l’arte della magia. Ma sono solo agli inizi. – Davide pensò che poteva far breccia attraverso quello scudo di superbia dicendole la verità.
– Non esistono gli stregoni! Gli uomini non sono in grado di padroneggiare la magia! O stai proteggendo la vera strega o sei un suo schiavo! – La fattucchiera affascinante sollevò la manica destra della felpa scoprendo diversi tatuaggi circolari sull’avambraccio che le tracciavano una specie di grande braccialetto.
– Vi eliminerò tutti per sicurezza. – Protese la sua mano in direzione di mamma Teresa, sorridendo.
– Davide, non sapevo parlassi francese! Le hai detto che ci fa piacere se resta qui con noi? – Disse la signora Teresa mentre immaginava dei bellissimi nipotini dai capelli castano chiari, un maschio e magari una femminuccia…
Davide vide accendersi contemporaneamente sia gli occhi del furetto che uno dei cerchietti sul braccio. Il cerchio magico diceva “Pietra”.
La reazione fu istintiva: con una mano spostò il tavolo come fosse fatto di carta velina, schiantandolo contro la cucina e nell’istante in cui il sortilegio veniva scagliato, Davide si frappose proteggendo la madre. L’incantesimo somigliava ad una di quelle armi utilizzate dai ninja: uno shuriken luminoso, che si conficcò nella spalla del golem con un lampo accecante violaceo.
– Che cazzo! – Il padre di Davide si alzò di scatto fissando il tavolo, dove qualche istante prima stavano cenando amabilmente, che giaceva fracassato insieme a tutti i piatti contro la cucina anch’essa in frantumi. – Ma che stai combinando, Davy? –
– È un sortilegio pietrificante! Davide non è reversibile! Ti trasformerà in una statua! – Lilith pareva disperata, il pelo irto sul dorso e la coda gonfia di paura. L’arte della pietra era tra i rari incantesimi a cui non si poteva porre rimedio.
Un suono come di un tuono lontano, come di un ringhio ferino basso e profondo che aveva il compito di instillare l’angoscia alla preda per una morte atroce, riempì la stanza e le luci sembrarono perdere coraggio e stabilità, tremolando vistosamente.
Nadine sentì che qualcosa non stava andando nel verso previsto: lo schiavetto impiegava troppo tempo a tramutarsi in roccia grezza e nel momento in cui gli occhi di Davide la puntarono da dietro la spalla ferita, avvertì chiaramente una paura liquida inondarle quell’anima così fiera.

Davide aveva alterato le sue dimensioni ed il suo aspetto, ma in un modo caricaturale: il torso era aumentato di volume, diventando spigoloso e lacerando la felpa che indossava, sulla fronte apparvero un paio di protuberanze puntute e grosse placche squamose ricoprirono le braccia. Nel punto in cui si era conficcato l’incantesimo di Nadine, sulla pelle nuda, una macchia scura color granito tentava di espandersi, ma Davide strappò via il lembo di fango colpito, lanciandolo con rabbia in terra, producendo il rumore di un sasso che colpiva la ceramica.
– Hai tentato di fare del male a mia madre! A MIA MADRE! – Il suono della voce era lo stesso dei tuoni che fanno vibrare i vetri durante un forte temporale.
Nadine protese velocemente la mano in direzione di quella figura così minacciosa. Due cerchi magici si illuminarono formando un disegno più grande e complesso sul palmo della mano. Davide si girò preparandosi alla battaglia.
– Mamma, papà. Andate in camera da letto! ORA! – La voce tonante e terrificante dello stregone fece sobbalzare i genitori.
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Argilla rossa
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- Episodio 3: Clientela
- Episodio 4: I tuoi desideri…
- Episodio 5: Hollandia
- Episodio 6: La crudeltà delle streghe
- Episodio 7: Mamma mia
- Episodio 8: Battaglia!
- Episodio 9: Caramello
- Episodio 10: Luci e Ombre
Il fatto che gli uomini non possono padroneggiare la magia mi ricorda molto American Horror Stories, la stagione dell’Apocalisse. 😼
Come in qualsiasi Fantasy che si rispetti ci sono le razze e all’interno di esse varie sfumature e “specializzazioni”.
Per fortuna ho ancora tempo per leggere il prossimo capitolo!
Nel caso del mondo che descrivo io, direi più che è una questione di adattamento evolutivo…
Tieni presente che il primo stregone si chiamava Sîn-lēqi-unninni ed era pure un bell’uomo, pieno di treccine! 😀 Poi la magia è andata man mano scemando e solo in pochissime persone sono riuscite a mantenere la capacità di sfruttare l’energia del pianeta… Una cosa così!
Oh, cavolo! 😶
E questa da dove è sbucata fuori?
A quando il prossimo capitolo, che sono ansioso di vedere che succederà ora? 😎
Cacchio, mi stavo intrippando! Lo hai fatto finire come gli episodi dei cartoni animati che sul più bello arriva la sigla e devi aspettare la prossima puntata 🙂
Seee! Con in basso a destra i tre simboletti in hiragana che dicono “tsuzuku”… Che da piccolo non capivo mai cosa volessero dire! Il limite delle parole, m’impedisce di concludere la lotta in una volta sola e ogni volta per rientrare entro i confini mi tocca ritagliare e spuntare l’episodio. Ti posso solo anticipare che alla fine del prossimo la bella strega sarà addirittura scalza! Tipo fan service per gli amanti dei piedi. 😀
Grazie Francesco! ♥
A scuola li chiamavamo CCV 😆
😀 Chiesi a mio padre cosa volessero dire, lui rispose: «È finiu in cinisi!»
Giustamente. 😀 😀
“Che cazzo! “
Quanta umanità in questa semplice espressione 😂 😂 😂 mentre sei lì, teso, spaventato per quello che sta per accadere. Mentre pensi che qualcuno potrebbe morire, questo se ne esce così. Giuro, mi hai fatto scompisciare! Aggiungo, ma quanto belli sono i tuoi personaggi femminili in tutti i tuoi scritti? Come se tu facessi alle donne un eterno omaggio ❤️
Ciao Cristiana! ❤️ Beh, io sono uno di quelli che vorrebbero le donne a capo di tutto! Società matriarcale per tutta la vita! Adoro immaginare delle figure femminili che cercano di spiazzare il lettore che si aspetta la vamp seduttrice o la ragazzina ingenua da proteggere o salvare. Le ragazze che vivono nella mia testa non vogliono essere salvate o protette e sanno benissimo come affrontare qualunque difficoltà senza avere mosconi rumorosi attorno. 😀
Però sono felice che le “mie” donne ti piacciano! E grazie mille per il commento! ❤️
Grazie a te ☺️
Complimenti Emiiano, soprattutto per le due illustrazioni di questo episodio. Sono rimasta incantata ad osservare l’espressione che hai saputo dare ai due volti femminili in primo piano. Il profilo di Nadine é delizioso. La narrazione, dopo il colpo di scena della trasformazione, incuriosisce su ciò che sta per succedere. Lo scopriremo nel prossimo episodio. A presto.
Ciao Emme! Le illustrazioni solo solo gli schizzi (io li chiamo scarabocchi) che mi permettono di definire ed immaginare il carattere dei personaggi, sono le mie reference! Ma appunto per la loro natura di bozze incomplete ed appena accennate, traspare il vero carattere del personaggio e così mi sono lasciato convincere a postarle invece di disegni più puliti e curati.
Grazie Emme! Come sempre. Sai già che se un giorno ti dovessi incontrare, non potrai sfuggire ad un mio abbraccio! ♥
Azz, da brividi! Questa lotta promette emozioni. Bravo!!
Ah! Mi serviva movimentare un po’ la vita di Davide, fin troppo piatta e terrosa. 😀
E poi dovevo preparare il terreno alla fresatura, pronto per la semina del grande progetto del commesso esperto di computer scadenti!
Grazie mille Giancarlo! È sempre una botta di entusiasmo leggere i tuoi commenti!