Bianco Litio (film mai completato di Renato Correzzana)
Serie: OLOTIPI DELL'IMMAGINARIO
- Episodio 1: Zafiristan (di Learco Bissoli, illustratore, cartotecnico)
- Episodio 2: Songs for Broken Hands (di Peggy “Fingerless” Ford, arpista, Folkways Records)
- Episodio 3: Escaping Downtown / To the River Valley (di Muddy Gennet & the Terminal Ensemble, Sick Town Tapes, Bruxelles 1999)
- Episodio 4: Come restare incinta durante una gravidanza (di Elena Marini, scrittrice, Torino)
- Episodio 5: Milwaukee (di Jacob Frances Butler, detto “Eclipse-Jack”, drammaturgo, internato, Milwaukee 1875 – Londra 1922)
- Episodio 6: Milwaukee – Dettaglio (di Jacob F. Butler, detto “Eclipse-Jack”, drammaturgo, internato, Milwaukee 1875 – Londra 1922)
- Episodio 7: L’altra me (firmato Alba / Alceo Ferretti, Fiorani Edizioni)
- Episodio 8: L’altra me – Dettaglio (firmato Alba / Alceo Ferretti, Fiorani Edizioni)
- Episodio 9: Guida al respiro subacqueo (di Marco J. Balestri, istruttore di apnea, Fiorani Edizioni)
- Episodio 10: Guida al respiro subacqueo – Dettaglio (di Marco J. Balestri, istruttore di apnea, Fiorani Edizioni)
- Episodio 1: Enciclopedia Panteistica delle Imprecazioni (di Lorenzo Vesperi, Edizioni Oblique)
- Episodio 2: Previeni la calvizie con la tricotillomania (di Gabriele Neri, Fiorani Edizioni)
- Episodio 3: Compendio di Diritto Fallimentare e Pulizia del Karma (di Giulia Samaras, Edizioni Liminali)
- Episodio 4: Bianco Litio (film mai completato di Renato Correzzana)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Renato Correzzana aveva un solo vero talento da regista, e non era la messa in scena: era la capacità di convincersi, e di convincere chiunque gli stesse vicino abbastanza a lungo, che Imola potesse passare per Baltimora. Bastava girare di notte, diceva, bastava la pioggia artificiale e un paio di insegne al neon ordinate da un negozio di forniture teatrali di Bologna – una diceva “BADLEY’S”, un’altra “BEEWISE”, nessuna delle due che significasse qualcosa in italiano né altrove – per trasformare il centro storico romagnolo in un vicolo della East Coast americana.
Correzzana aveva questa fede sfacciata da almeno dieci anni, spesa fino ad allora in cortometraggi mai distribuiti, e la riversò tutta, nel 1994, in quello che considerava il suo vero esordio: un noir psicologico ambientato in vari cinema abbandonati, con un ex proiezionista schizofrenico che smette volontariamente di assumere farmaci per “testare i limiti della mente”, perdendo così, scena dopo scena, il contatto con la realtà.
Il film aveva bisogno di un volto internazionale che nessun budget emiliano avrebbe mai potuto permettersi, così Correzzana risolse il problema a modo suo: aggirandolo.
Trovò Lorenzo Briantino, un commesso ventenne in un discount di Imola la cui somiglianza con una delle star più fotografate di Hollywood – un ragazzo inglese lanciato da una saga sentimentale per adolescenti e poi riciclatosi, con discreto successo, in ruoli sempre più cupi e nevrotici – era al tempo stesso perfetta e inquietante, il tipo di magnetismo che fa voltare la gente per strada e poi, un secondo dopo, l’allontana senza sapere il perché.
Briantino, però, non aveva mai recitato in vita sua. Correzzana lo considerò un dettaglio trascurabile.
Le riprese cominciarono col giovane attore che, come prevedibile a chiunque tranne che al regista, si cimentò in un’interpretazione ingessata e sopra le righe, in un modo che il cineasta stesso, nei suoi appunti di produzione mai pubblicati, definì “tecnicamente presente, emotivamente altrove”.
Nel tentativo di correggere il tiro senza rinunciare al volto che aveva costruito l’intera produzione attorno a quella somiglianza, Correzzana commise l’errore che avrebbe fatto degenerare il tutto: assunse, per le scene più complesse, un secondo sosia – non della star originale, ma dello stesso Briantino, un sosia del sosia, reperito tramite un’agenzia di controfigure di Milano abituata a lavori ben più modesti.
Briantino, che fino a quel momento non aveva mai avuto un ingaggio più prestigioso di uno scaffale di detersivi, si sentì improvvisamente una diva tradita nel proprio diritto esclusivo all’unicità, e abbandonò il set nel giro di un pomeriggio, lasciando Correzzana con una copia della copia del protagonista, rivelatasi pure quella una vera ciofeca di attore.
Il regista, però, non si arrese: con un piccolo esercito di controfigure reclutate in fretta e furia – ciascuna delle quali la replica degenere della precedente, e nessuna capace di sostenere da sola l’intero ruolo –, Correzzana proseguì le riprese.
Fu qui che il film, invece di fermarsi, cominciò davvero, nel senso più grottesco del termine.
Serie: OLOTIPI DELL'IMMAGINARIO
- Episodio 1: Enciclopedia Panteistica delle Imprecazioni (di Lorenzo Vesperi, Edizioni Oblique)
- Episodio 2: Previeni la calvizie con la tricotillomania (di Gabriele Neri, Fiorani Edizioni)
- Episodio 3: Compendio di Diritto Fallimentare e Pulizia del Karma (di Giulia Samaras, Edizioni Liminali)
- Episodio 4: Bianco Litio (film mai completato di Renato Correzzana)
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