
Bleu Horizon
Il cielo sopra la Somme era bello e azzurro, le nuvole erano candide e il sole appariva forte e potente come non mai.
Più in basso non era che le cose andassero bene, però.
Robert viveva nella trincea e per quanto tentasse di tenersi pulito, non ci riusciva. La sua uniforme era lacera, sporca, sembrava fosse uscita dalla guerra.
Ma che battuta! Perché, quella, allora cos’era? Una guerra.
Tutti dicevano che dopo quel conflitto non si sarebbe mai più combattuto. Robert se lo augurava. Dal fronte delle Fiandre a Gallipoli, senza contare il Caucaso e il Pacifico, si combatteva, si versava sangue, si moriva.
Era pronto a tutto? Non ne era certo.
Arrivò il tenente. «Fra poco si parte all’attacco».
Robert strinse il Berthier, poi senza che potesse fare qualcosa il tenente si mise a fischiare.
«All’assalto, per la Repubblica!».
I fucilieri incollarono le scalette alla parete della trincea, poi ci si arrampicarono sopra e corsero nella terra di nessuno, incontro ai tedeschi.
I tedeschi, con le loro MG ed MP li accolsero con raffiche che sembravano più strali di una maledizione di morte e distruzione. Robert vide i commilitoni cadere feriti, altri morire, e pensò che l’uniforme che indossava non era poi la migliore delle trovate.
Bleu Horizon: Orizzonte Blu.
L’idea era che i fucilieri si mimetizzassero con il cielo, ma i tedeschi ci vedevano benissimo e li perseguitavano con le loro sventagliate.
Robert non ci poté credere: nonostante avesse avuto dei pensieri foschi, era arrivato nei pressi della trincea tedesca.
Ed era arrabbiato, eccome se era arrabbiato.
«Viva la Francia, viva la Repubblica!» gridò allora, gettandosi nella trincea nemica.
Adesso, l’uniforme non era più di tanto utile.
O forse sì?
Con il calcio del Berthier spezzò un braccio a un tedesco, poi usò la baionetta per trafiggere allo stomaco un porco di sergente, allora arrivò un germanico che gli strappò l’arma e Robert si difese con la paletta da trincea. «Fatevi sotto» digrignò i denti.
I tedeschi non demorsero.
Lo aggredirono su più lati e lui sferrò dei colpi con tutta la forza che aveva in corpo.
Pensò che era tutto finito: non si arrese e balzò fuori dalla trincea per poi strisciare fra le buche della terra di nessuno fino alle proprie linee.
Adesso l’uniforme era sì che più che conciata: era da gettare via!, ma lui era vivo, e questo gli bastava.
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La vita vale ben più di un divisa. Dovremmo togliercela e guardarci negli occhi, per capire che sotto siamo tutti uguali
Hai ragione! Grazie del commento