Brucio d’Amore

Serie: Storie fantastiche di bacari, botteghe e magia


Storie fantastiche di bacari, botteghe e magia è una raccolta che attraversa Venezia allo stesso modo di un vaporetto che naviga lungo Canal Grande. Ogni racconto è un approdo.

    STAGIONE 1

  • Episodio 1: Brucio d’Amore

Ero un Re. Mi ergevo fiero, alto, assieme ai miei fratelli. Il Respiro, la Linfa e la Terra ci univano in un’unica entità, assieme alle bestiole e alle altre piante del verde Mondo. Osservavo le creaturine che si muovevano attorno a me con benevolenza: da lassù mi parevano buffe, impacciate. A volte un po’ sfacciate. Si arrampicavano su sentieri fatti di corda, camminatoi sospesi nell’aria. Giudicavo le loro vite gioiose, senza scopo se non il gioco.

Ero un Re, fino a quando giunse la tempesta. Spazzò ogni cosa. Spezzò rami e radici. Spezzò il verde Mondo dove ero nato. Caddi, senza la possibilità di alzarmi. Di me non rimanevano che amputati frammenti. Pensavo fosse giunta la fine.

Ecco che, invece, venni sollevato da mani gentili. Affrontai un lungo viaggio assieme a molte altre parti di me e di altri fratelli, fino a giungere in un luogo lontano e sconosciuto.

Lì, altre mani mi accolsero carezzevoli.

Ricordo il calore delle braci che scolpivano la mia fibra scavandola secondo una volontà di forme che già era dentro di me. La terra bagnata accompagnava la preghiera dei tizzoni; dita sottili controllavano il processo. Questa mia seconda vita è un dono inatteso.

Brucio d’Amore : questo or sono. E di amore, qui, ce n’è molto.

L’eternità risiede nella trasformazione: non credevo che quelle piccole creature ne fossero a conoscenza. Che fossero in grado di fare miracoli. Da lassù, mi parevano tanto sciocche.

Sono stato condotto in un luogo magico. Attorno a me si levano magnifiche fragranze, di cui ho appreso il nome e l’utilizzo: camomilla, caffè verde, calendula, malva, menta… e mille altre.

Con il tempo ho imparato la lingua delle creaturine. È diversa da quella degli uccelli, ma la voce della mia creatrice e quella di Lisa sono altrettanto piacevoli.

Le persone che le visitano hanno la loro predisposizione: amano ciò che è in comunione con la natura. Hanno rispetto per la trasformazione.

Oramai sono parte del Mondo di RiMani. Molti di noi, come me, hanno ricevuto una seconda vita: fiaccole ospitate in vecchie bottiglie, gioielli intrecciati con cavi elettrici abbandonati. Altri sono il frutto dell’amore paziente per i frutti della natura. Composte, sciroppi, nettare e sali aromatizzati attendono di nutrire spirito e corpo.

Coloro che varcano le porte di questo Mondo cercano assonanza; chi con una barra di sapone naturale, chi con un gioiello d’ottone, chi grazie ad alimenti biologici in grado di portare equilibrio. Quando sarà il momento giusto, verrò scelto anch’io.

Chissà dove mi condurrà il destino? Ora me lo chiedo con curiosità e gioia.

Nota: Questa storia nasce dalle atmosfere offerte da una piccola bottega: i prodotti offerti sono frutto d’arte artigiana e dell’amore per la natura. Brucio d’Amore è il nome dato ad una serie di fruttiere di cipresso, ricavate dal legno stagionato degli alberi sradicati dalla tempesta Vaia nel parco avventura Woodpark di Itri (LT), situato alle pendici dei Monti Aurunci.

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Avete messo Mi Piace9 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Nel rinascere a nuova forma, il legno dell’albero defunto, mi ha fatto pensare al mito di Osiride. La dedizione, la cura, e l’amore nel dar nuova vita al ceppo l’ho percepita affine alla ricerca dei pezzi di Iside nei confronti dell’amato. Mi piace come trasmetti le emozioni. Pensa che ho scelto di creare l’account qui perché avevo scorto i tuoi racconti

    1. Ciao Laura, piacere di fare la tua conoscenza. Sono felice che tu sia approdata in Edizioni Open e ti confesso che la tua dichiarazione mi ha dato una stretta di cuore. Gli umori alterni la fanno da padrona, penso sia cosa comune a molte persone che amano scrivere, e a volte prende il sopravvento la tristezza e l’indecisione se proseguire lungo il cammino. Poi arrivano conferme come la tua, un “la tua storia mi è piaciuta” autentico, e cambia tutto. Sono felice che il mio racconto abbia saputo trasmetterti queste emozioni.

  2. L’idea di dare voce al legno sradicato è potente: non è solo un oggetto che rinasce, ma una coscienza che attraversa la perdita, la caduta, la trasformazione. Il passaggio da “Ero un Re” a “Brucio d’Amore” è semplice ma simbolicamente forte, e funziona proprio perché non è spiegato: lo si sente, è una dichiarazione d’amore alla materia, al riuso, alla seconda possibilità. E questo arriva.

    1. Ciao Lino, perdonami se rispondo al tuo commento solo ora. La piccola bottega protagonista del mio racconto esiste davvero; quando mi capita di curiosare sugli scaffali, non riesco a non pensare come tutto, trattato con rispetto, possa essere parte di un ciclo infinito di trasformazione. Non solo gli esseri umani (credo nella reincarnazione). I bello è che le “seconde possibilità” si affacciano anche nel corso di una sola vita: basta solo allungare la mano per afferrarle. Anche se, a volte è difficilissimo farlo.

  3. Cara Micol. Ci hai regalato un testo che unisce poesia e sensibilità ecologica in modo molto naturale. Mi ha colpito la scelta della voce narrante, che dà parola al legno stesso, rendendolo un protagonista vivo e consapevole. L’uso del linguaggio figurato, ricco di immagini sensoriali e metafore, trasmette dolcemente l’idea della rinascita attraverso la trasformazione.
    Il tono che hai utilizzato è quello cui ci hai abituati leggendoti: lirico ma accessibile a tutti e, soprattutto, da gustare parola dopo parola. La struttura del racconto accompagna con equilibrio il passaggio dalla distruzione alla nuova vita.
    Il tuo testo mi ha emozionata e, allo stesso tempo, mi invita a riflettere sul legame profondo tra arte, natura e memoria. Bravissima come sempre.

    1. Grazie mille Cristiana, sono felice che questo racconto ti sia piaciuto. Quando ho cercato informazioni sul processo necessario per modellare il legno con le braci vive, ne sono rimasta affascinata. Certe forme d’arte si perdono nella notte dei tempi, quando tutto ancora era materia e forza della natura.

  4. Ciao Micol, è la prima volta che leggo qualcosa di tuo e mi pento di non averlo fatto prima.
    Non conoscevo la tempesta Vaia (sono andata a fare qualche ricerca) e ho trovato molto interessante leggere da dov’è arrivata l’ispirazione per questa serie.
    Hai un meraviglioso modo di raccontare, molto elegante e quasi mistico.
    Ti seguirò per tutta la serie. ?

    1. Grazie mille, Mary 😀 Questa è una serie un po’ strana: il progetto è nato come una specie di guida enogastronomica, ma ha preso una strada del tutto diversa. Mi sono lasciata vincere dal richiamo irresistibile della magia, così che i racconti hanno assunto una forma ibrida alquanto bizzarra. Spero continuino a piacerti.

  5. Il riciclo come rispetto di un corso naturale che vede tutto trasformarsi e rinnovarsi. Così per tutto, perché tutto ha un valore intrinseco e nulla si crea e nulla si distrugge: è una legge non creata dall’uomo e riscoprirla, rispettandola, dovrebbe rendere l’uomo più umile e integrato alla natura di cui fa parte. Grazie Micol. Un racconto impeccabile che apre a mille interpretazioni.

    1. Grazie mille Giuseppe, per essere passato. Credo che il tuo animo “montanaro” abbia sofferto particolarmente quella vicenda (la tempesta Vaia). La natura ci avvisa, purtroppo l’essere umano fa orecchie da mercante fino a quando non è troppo tardi.

  6. Beh, volevo solo mettere il “mi piace” senza commentare, anche perché sarebbe sciocco da parte mia il cercare di trovare delle parole adatte a rendere l’arcana atmosfera che il tuo racconto mi ha fatto respirare per tutto il tempo. Io ho sentito un misto di sapori diversi… Alcuni tratti hanno richiamato alla memoria un film che inizialmente avevo odiato, ma che poi ho finito per amare tantissimo: Cloud Atlas. Mi ha dato quella strana sensazione di un futuro post apocalittico, dove i RiMani non sono altro che un rimasuglio involuto della razza umana. Ma a parte le mie ipotesi strampalate, come al solito , il tuo stile è impeccabile e il tuo racconto super affascinante.

    1. Ma lo sai che è un’idea bellissima? Potrei rubartela per un prossimo racconto distopico. RiMani, in realtà, è il nome della bottega ma è un termine bellissimo con cui identificare questi oggetti che sono “rimasti” e rinati a nuova vita.

      1. Tu puoi fare quello che vuoi Micol! Lo sai, io ho un debbbole per te. Quando vuoi passare, io ti lascio la porta aperta e faccio finta di non vederti, ma tu mi devi promettere che vieni travestita da tipica ladra dei fumetti: mascherina sugli occhi, coppola nera e dolcevita anch’esso nero. Ti faccio trovare una bella tisana o un classico tè nero? I biscotti li faccio io.

  7. Un racconto delicato e poetico, che trasmette un profondo senso di rinascita e armonia con la natura. Il ritmo è lento ma avvolgente, e il messaggio finale — la bellezza della trasformazione e del nuovo inizio — lascia una sensazione di pace e meraviglia.

  8. Ciao Micol, che bel racconto: sembra una favola tra poesia in versi liberi e prosa, con un ritmo musicale che ho apprezzato davvero tanto. E ti ringrazio per la nota finale che consente al lettore di capire meglio e di apprezzare ancora di più l’ importanza e la bellezza di questo racconto.

    1. Ciao Maria Luisa 😀 Questa serie nasce da un’esperienza maturata nell’ultimo anno, ovvero la stesura di una raccolta di racconti fantasy ambientati in alcuni locali che si trovano a Venezia. Questo è uno di quelli che mi è più caro: probabilmente, perché, come il Re, sto attraversando un periodo in cui mi sto ridefinendo. Sapere che dopo la devastazione c’è sempre rinascita alleggerisce il cuore ed è uno sprono.

      1. Ciao Micol, credo di capire cosa intendi e penso che siamo un po’ sulla stessa barca (anche qui su Open) e un po’ nuotiamo distanti, in un mare più aperto, con la resilienza che ci appartiene, come donne e – diciamo – vissute. L’ “isola” in cui approdare sarà forse un miraggio, ma ciò che conta é soprattutto il viaggio.

  9. Racconto accattivante.
    Emerge la forza della creatività di un rimpasto teso a donare una seconda opportunità, inducendo a rivedere un’attività che assai spesso viene guardata con interessata alterigia dal consumismo capitalistico, quale il riciclo.

    1. Sono sempre stata una fan delle “seconde possibilità” e trovo straordinario la materia, così come l’uomo, possa rivivere mille e mille volte tenendo identico il proprio nucleo pur nella trasformazione.