
Buon Natale
Sarò assente qualche giorno quindi vi anticipo i miei auguri per delle felicissime festività!
Entrare in EO e conoscere tanti amici è stato un grande dono.
Vi ringrazio!!!
Allego un raccontino scritto anni fa. L’originale è in dialetto, la versione tradotta è a seguire
Nadal, qualche an fa
L’è la vigilia de Nadal, el bocia l’è en la so camera ch’el zuga coi soldatini, el gà el rafredor e do linee de fever, nient en tut ma so mama no la sente resom: “No te vai for de casa, vot malarte propi a Nadal? Va a zugar en la to camera che ho tacà el riscaldamento o tote en libro e stà vizim ala fornela!!! Dai da bravo che g’ho abastanza da far senza doverte star drio!” Lu el varda zo dala finestra e el li vede i so amizi, tuti enfagotai, i è zo che i se tira bale de nef, che i ride e i se core drio e ghe vem da pianzer e da pestar i pei perchè no i lo lasa eser li con lori. El varda el ciel, l’è tut quert e lu el prega che fioca che senza nef no l’è gnanca Nadal, el ghe lo dis al Signor: “Fa ch’el fioca, fa che poda star chi a vardar, drio ai vedri, tut che deventa bianc che quela che ghè zà la è vecia e sporca e per la matina de Nadal saria bel averghe en mondo net, bianc, silenzios.”
Vem sera e lu l’è mez endromenz ma nol vol molar, el vol veder i primi fiochi prima che vegna matina e el continua a pregar che fioca, che fioca tant, che el querta tut e che le machine no le poda moverse che così la strada deventa na pista per le slite, che l’è la roba pu bela del mondo slitarse, corer, tirarse la nef, rider si tant che no te senti gnanca i diaolini che te morde i dei dei pei e dele mam… pò el se endromenza e l’è subit matina.
La matina pù bela de tut l’an! El salta for dal let come en levro famà, che de solit per tirarlo fora per nar a scola bisogna alzar la voze en par de volte, el va subit ala finestra e fora fioca che l’è en piazer! El core en la stube per veder subit se Gesù Bambino, come tuti i ani, l’è vegnù anca se no l’ha fat polito. Tacà al presepi gh’è tanti pacheti colorati e qualchedum l’è per lù. La mama la se lo varda, forse la pensa ai soi de Nadai, pu poreti, men colorati, men luminosi ma anca quei pieni de amor e de calor, la ride a vederlo scartar, a veder le face che el fà: ghe par ch’el sia el popo pù content del mondo e anca ela l’è contenta: l’ha fat salti mortai ma en zugatol, en par de scarpe, na bereta e qualche dolzet l’è riusida a comprarli e a regalarghe anca per st’an quela magia che per i popi l’è el Nadal!!!
Me auguro che en migol de magia la sia restada nei nosi cori. Volerse bem l’è l’unica roba che pol salvarne tuti!
Bom Nadal!!!
Natale, qualche anno fa
È la Vigilia di Natale, il bambino è nella sua camera che gioca con i soldatini, ha il raffreddore e due linee di febbre, niente in tutto ma sua mamma non sente ragioni:
«Non vai fuori di casa! Vuoi ammalarti proprio la Vigilia di Natale? Vai a giocare nella tua camera che ho acceso il riscaldamento oppure prenditi un libro e stai vicino alla stufa. Dai, fai il bravo che ho abbastanza da fare senza dover badare a te!»
Lui guarda dalla finestra e vede i suoi amici, tutti infagottati, si tirano palle di neve, ridono e si rincorrono. Gli viene da piangere e da pestare i piedi perché non gli è permesso di stare lì con loro.
Guarda il cielo che è tutto coperto e prega che nevichi che senza neve non è neanche Natale e lo dice al Signore:
«Fa che nevichi, fa che possa stare qui, dietro i vetri, a guardare tutto che diventa bianco che la neve che c’è già è vecchia e sporca e, per la mattina di Natale sarebbe bello avere un mondo pulito, bianco, silenzioso.
Viene sera e lui è mezzo addormentato ma non vuol cedere, vuole vedere i primi fiocchi prima che venga mattina e continua a pregare che nevichi, che nevichi molto, che tutto sia coperto e che le automobili non possano muoversi così che la strada diventi una pista per le slitte che è la cosa più bella del mondo slittare, correre, tirarsi la neve e ridere così tanto da non sentire i geloni che ti mordono le dita dei piedi e delle mani… poi si addormenta ed è subito mattina.
La mattina più bella dell’anno! Salta fuori dal letto come una lepre affamata che di solito, per farlo uscire dal letto per andare a scuola, bisogna alzare la voce un paio di volte. Va subito alla finestra e fuori nevica che è un piacere! Corre alla stube per vedere subito se Gesù Bambino, come tutti gli anni, sia passato da lui anche se non ha fatto proprio il bravo. Vicino al presepe ci sono tanti pacchetti colorati e qualcuno è per lui.
La mamma se lo guarda forse pensando ai suoi Natali, più poveri, meno colorati, meno luminosi ma anche quelli pieni di amore e di calore. Ride, guardandolo aprire i pacchetti, nel vedere le facce che fa, sembra il bambino più felice del mondo e anche lei è contenta: ha fatto salti mortali ma un giocattolo, un paio di scarpe, una berretta e qualche dolcetto è riuscita a comprarli e a regalargli, anche per quest’anno, quella magia che per i bimbi è il Natale!
Mi auguro che un po’ di magia sia rimasta nei nostri cuori.
Volersi bene è l’unica cosa che può salvarci tutti! Buon Natale!!!
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Arrivo un po in ritardo, ma davvero bellissimo questo racconto!
Grazie Giuseppe!
Mi hai fatto uscire una lacrimuccia, grazie per questo racconto semplice che va dritto al cuore. Tanti auguri di buon Natale!
Un dolce balsamo per il cuore, e una carezza per l’anima….
Grazie Giuseppe per questo dono….dolce Natale.
Bello! Grazie Giuseppe per questo racconto-dono di Natale. Tanti auguri e un forte abbraccio.🎄
… un po’ di magia nei nostri cuori… Sì!
Buon Natale, Giuseppe. Buon Natale a tutti!
La versione italiana non la leggo. Ho assaporato l’originale. Buon Natale Giuseppe 🫂
Ma che bell’augurio. Grazie Giuseppe, spero davvero che anche per le famiglie di tutti noi sia un Natale caldo e affettuoso. Auguri e passa dei giorni bellissimi.