Buona educazione

Serie: Radio Alto Volo

Uno dei due fratelli francesi si avvicinò a passo lento e misurato verso la porta di legno d’ingresso, il fucile spianato, dalla sua posizione Carl riusciva a scorgere solo questo, i due ospiti avrebbero voluto prendere le pistole ma Louis le aveva riposte in un cassetto chiuso a chiave.

“Chi sarà secondo voi?” domandò Philippe mentre cercava di percepire qualcosa che non fosse il battito accelerato del proprio cuore.

“Potrebbero essere dei compagni dei nostri ospiti qui, magari era tutto un trucco per tenerci occupati mentre gli altri fuori studiavano un modo per entrar dentro e fotterci come i primi coglioni capitati sottomano” rispose Louis puntando l’arma contro i due.

“Fermati, cerchiamo di vedere prima di giungere a conclusioni sbagliate” cercò di mettere una buona parola Carl tenendo a freno l’uomo, l’espressione che aveva sul volto indicava che sarebbe stato molto complesso: era al limite della sopportazione.

Senza il minimo preavviso quattro o cinque botte decise sulle assi di legno della cucina riportarono l’attenzione sul problema principale: chi era l’intruso?

“Credi davvero che esseri senzienti avrebbero provato un approccio del genere? SI tratta di cadaveri ambulanti, mi pare del tutto evidente a questo punto” disse l’ospite che si era avvicinato all’americano cercandone lo sguardo, come se lui fosse quello in grado di salvarlo dalla pessima situazione nella quale si trovava.

“Hai ragione, lo penso anche io, ora cerchiamo di capirci qualcosa. Le finestre al piano superiore sono tutte sbarrate?”

“No, abbiamo inchiodato delle assi nella parte superiore e nella parte inferiore in modo da permetterci di guardare fuori senza che ci fosse pericolo di trovarsi qualche bastardo in casa.”

Senza spiegare il perché, tanto era evidente, Carl guadagnò in fretta le scale di legno che conducevano al piano successivo, una volta arrivato si fermò un momento per riprendere fiato, a causa dell’agitazione si sentiva terribilmente affannato. Si trovava all’interno di un ampio corridoio che, sia a sinistra che a destra, ospitava diverse porte, voltandosi verso destra notò che una in particolare era socchiusa e da quella filtrava la luce blu della notte, mischiata a quella argentea della Luna; corse con la pistola spianata, quasi che ad attenderlo lì dentro potesse trovarsi un nemico, si accostò all’uscio e sbirciò con gli occhi mentre con le orecchie cercava di capire se lì dentro potesse esserci nascosto qualcuno. Quando si decise a spalancare la porta di legno leggero si trovò in quella che doveva essere stata la camera da letto di qualcuno ma, oramai, non rimaneva che un materasso per terra e un armadio sulla sinistra, la carta da parati era quasi del tutto staccata, solo pochi punti la tenevano insieme, l’odore pungente di muffa pervadeva le narici, forte come quello dei cadaveri in decomposizione che si aggiravano per quelle lande ormai desolate. Sporse la testa passando tra le assi piccole che costituivano la protezione, a dire il vero molto blanda, contro gli assalti dei morti. Gli occhi impiegarono qualche istante per scorgere qualcosa, le lanterne che i fratelli lasciavano accese in giro per gli ambienti della casa erano molto utili quanto anche pericolose in situazioni complicate come quella perché acciecavano al confronto con la debole luce della notte che rendeva tutto più omogeneo. Quando riuscì a notare i movimenti capì che quella che aveva di fronte era una vera e propria orda di non morti intenzionati ad attaccare la casa, forse attirati dai fari del camion che aveva portato i due idioti dentro casa, magari anche dal tono delle voci che poco aveva mascherato la presenza di qualcuno lì. Subito nella sua testa si mossero gli ingranaggi che lo spingevano a trovare una soluzione a quel problema, poiché era ovvio che non disponessero di sufficiente potenza di fuoco, l’uccisione di tutte le minacce era da escludere totalmente. Allora cosa si poteva fare? La testa girava a destra e a sinistra in cerca di vie di fuga, vie d’uscita, che non si palesavano affatto vista la quantità abnorme di cadaveri disposti a mangiarli come carne al ristorante, i suoi pensieri furono interrotti da rumori forti al piano di sotto, parevano suoni di colluttazione e che si fosse trattato di una rissa all’interno della casa o di un combattimento contro i morti non si trattava in ogni caso di una buona cosa.

Carl si precipitò giù per le scale saltando gli scalini quattro per volta senza curarsi del rischio concreto di cadere per i gradini facendosi molto male, ormai era questione di tempo prima che la merda abbattesse le assi inchiodate alle finestre trascinandoli in un vortice dal quale era difficile uscire. Quando arrivò nel corridoio, nel punto che si incrociava con il salone e la cucina vide che tutto stava andando peggio di quanto avesse sperato all’inizio: Louis stava utilizzando il fucile da caccia come un bastone particolarmente lungo e pesante, mentre la barricata che proteggeva la finestra era già stata forzata dai cadaveri, le mani che volteggiavano all’interno a caccia di prede.

“Merda, merda” disse tra sé e sé, a bassa voce.

“Dove sono le nostre armi?” domandò la donna rivolta all’americano.

“Venite con me.”

Sul lato destro della stanza si trovava un ripostiglio piccolo nel quale uno dei francesi aveva nascosto le armi degli ospiti dalle intenzioni ignote, una volta all’interno Carl afferrò la chiave che si trovava sul mobile alla sua sinistra ed aprì il cassetto subito a portata di mano nel quale riposavano due pistole.

“Prendetele ma evitate di usarle, per quanto possibile, più rumore facciamo e più c’è possibilità che quelle bestie del cazzo vengano attirate qui. Ce ne sono centinaia lì fuori, non so come sia possibile e credo di non averne mai viste così tante ma ora dobbiamo trovare un modo di scappare.” 

Carl si sentiva tutt’altro che al sicuro dando degli strumenti di offesa a sconosciuti che avrebbero potuto usarli per ucciderli tutti, ma si sentiva ancor più in ansia pensando alla morte che avrebbero dovuto affrontare se i cadaveri avessero sfondato.

“Aiuto! Aiuto!” era la voce di Philippe che richiamava l’attenzione sull’ingresso, Louis era talmente occupato a sfracellare crani che non ebbe proprio alcuna reazione.

Quando il militare americano si voltò vide il francese a terra con il fucile utilizzato come scudo contro le manate dei tre cadaveri che si stavano avventando su di lui, parevano quasi affamati che avevano la possibilità di mangiare dopo settimane di digiuno. La porta era stata distrutta dalla massa e dietro i primi aggressori si intravedeva una marea di carne pronta a passare avanti.

“Per Dio, forza, respingiamoli!” fu tutto quello che riuscì a comunicare agli altri che si buttarono in avanti insieme a lui con le armi spianate.

“Levate quelle cazzo di pistole, ve l’ho già detto: più rumore facciamo e più ne attiriamo, meno possibilità ci sono di uscire vivi da questa merda.”

Si avventarono sulle teste con le bocche aperte sferrando calci ben calibrati che li spinsero per qualche istante all’indietro, uno dei tre cadde a terra seduto e fu sopraffatto da un altro della sua specie pronto a sostituirlo. Carl si affrettò a sfruttare la situazione afferrando per le ascelle Philippe, ansimante e stralunato, allontanandolo il più possibile dall’azione vera e propria.

“Ehi, tutto bene? Ti hanno ferito?” domandò controllando la camicia strappata in più punti.

“No, niente più di qualche graffio, per fortuna siete arrivati in tempo.”

“Riprenditi qualche istante e poi torna da noi, dobbiamo portare via tuo fratello e poi siamo pronti a tagliare la corda.”

“Tagliare la corda?”

Serie: Radio Alto Volo
  • Episodio 1: Echi lontani
  • Episodio 2: Uno strano carico
  • Episodio 3: Alto mare
  • Episodio 4: L’acqua non spegne le fiamme
  • Episodio 5: Buio
  • Episodio 6: Imprecisioni di una bussola
  • Episodio 7: Se ci sei batti un colpo
  • Episodio 8: Buona educazione
  • Episodio 9: Questione di sopravvivenza
  • Episodio 10: Niente è come sembra
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    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Alessandro, che dire, mi hai fatto vivere una vera esperienza survival horror, e io sono un patito del genere. Sembrava una scena di un film quel confronto impari, davvero emozionante. Mi chiedo cosa ha in mente Carl… Non mi resta che attendere il prossimo episodio😁!