Buona Pasqua

Serie: Cronache di quarantena


Esco. Non c’è nessuno in giro.

Scendo le scale della strada dei tè e faccio un salto nel passato ricordandola affollata di gente. Mi sorprendo a scoprire delle lanterne meravigliose di stile gradino, che sono sempre state lì sopra la mia testa, occupata altrimenti a guardare i negozi e i ristoranti attorno a me, oggi tutti chiusi. Resta solo che osservare il mio riflesso sulle vetrine oscure, e alzare lo sguardo e..quante belle case ci sono! Chi può, si affaccia al balcone per parlare al telefono, fumarsi una sigaretta, si siede a prendere il sole, sorseggia un caffè, o semplicemente osserva i pochi che camminano, a volte chiacchiera con qualche conoscente da una casa all’altra, o che passa per strada, ma io spio le sale, le cucine che hanno dietro di loro, vedo i bei lampadari, gli scaffali. Quelle case hanno sempre avuto la finestra chiusa a causa dei troppi turisti, rumori, inquinamento giornaliero, e probabilmente per la prima volta stanno usando quel balcone.

Mi perdo per il centro storico deserto e credo che la signora del primo piano che sempre chiamava la polizia quando suonavamo per strada, dovrà essere in silenziosa vacanza.

Come è bella Granada, senza distrazioni visuali, sonore, olfattive, questo silenzio enfatizza la sua magia.

Ad alcune facciate sono appesi gli stendardi della “semana santa”, e sono le uniche testimonianze di una Pasqua di una epoca passata. Attraverso Puerta Real e ci sono fiori e decorazioni sui lampioni e si materializza nella mia mente la processione del silenzio dell’anno precedente, una delle più famose della città, piena di gente, commovente, che avevo visto assieme ai miei genitori.

Anche quest’anno mi sono persa quella degli zingari del Sacromonte, che nel 2019 non è uscita per la pioggia, quest’anno perchè no…per il coronavirus.

Non sono religiosa ma amo la settimana santa andaluza, è potente, grandiosa, emozionante, maestosa e mi manca, vero, ma ciò che riesce ancor più a commuovermi adesso è la vecchietta che annaffia le piante sul suo balcone nella piazza della cattedrale deserta, è una scena surreale, o forse normale in questa realtà futuristica surreale.

C’è molta spiritualità in questo silenzio. C’è un grande desiderio di risorgimento e rinascita.

È una Pasqua diversa, ma più toccante e riflessiva di altre.

Il virus è ingiusto ma non aggressivo: ci sta portando via tanti affetti cari innocenti ma si diffonde silenziosamente, invisibilmente dentro del mondicino piccolo e strabordante umano.

L’uomo non è ingiusto, in tutti questi secoli, anni, giorni ha premeditatamente distrutto la Terra, lui è aggressivo, e ora il silenzio, la pace, la calma di queste strade deserte, urlano quanto sia stata grande la sua violenza.

Serie: Cronache di quarantena


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