Cari armati
Bob era a bordo della sua city car, una vecchia Volvo 740 station wagon; il pick-up Ford F-Series era per la moglie. L’utilizzava per il breve tragitto quotidiano: casa-ufficio-McDonald’s-ufficio-Burger King- chiesa e ritorno casa. Era un copione che si ripeteva sempre uguale, quella routine, giorno dopo giorno, lo stava uccidendo. La routine non è la sola ad uccidere, negli States uccidono anche delinquenti, cecchini, invasati religiosi, suprematisti, folli, poliziotti, quelli dell’ICE, ma anche semplici vicini. Sei sempre sotto tiro, per strada, nei college, in banca, negli stadi.
Preoccupato per la brutta piega che stava prendendo la sua vita guidava come un automa.
Era venerdì. In quel giorno che prelude al weekend segnato dal numero 16bis, un po’ di scaramanzia non guasta, mancò pochissimo che un gatto nero finisse sotto le ruote della Volvo.
«Fuck black cat! Non ti ho schiacciato per un pelo!» Evidentemente quel gatto, come tutti i gatti, aveva sette vite e anche il pelo corto.
Ma fatti i cazzi tuoi! pensò il gatto fissandolo con occhi felini. Anche se mi ammazzavi, di vite me ne restano ancora sei. Bob, ke nne dyci di calmarti? Non voglio morire come Bob. (I gatti ridono sotto i baffi quando scrivo così).
«La prossima volta, giuro, ti sparo con la mia amata Sig Sauer P320» esclamò un Bob furente.
Il gatto sgaiattolò come un fulmine riparando dentro un fitto cespuglio.
Il clima negli States è cambiato, non per i soliti devastanti uragani, bensì per una sensazione di costante insicurezza. Circolano legalmente troppe armi, il paese è nelle mani di una lobby potentissima. Più aumenta la criminalità e più gli americani si armano, più si armano i deliquenti e più le case degli americani diventano delle armerie, è un circolo vizioso difficile da spezzare. Poveri americani, non riescono a venirne fuori, salvo dritti, distesi, dopo una sparatoria sulla pubblica via o nella loro casa privata. La lobby delle armi ringrazia.
Una breve tappa nella chiesa del Reverendo Smith per ascoltare un lungo sermone, e la solita routine si conclude con il rientro a casa, una villetta sviluppata su di un piano solo: il piano zero. Bob abitava in periferia, nell’ultimo isolato, quello notoriamente molto isolato. Posteggiata l’utilitaria s’incammina verso la porta d’ingresso, un portoncino super blindato. Un foglio colorato sbuca dalla buca delle lettere. Inconsapevolmente, il foglio, attira la sua attenzione. Incuriosito, lui, non il foglio, lo prende in mano. SarĂ la solita pubblicitĂ di qualche cibo spazzatuta per obesi. Lo sta per strappare quando la scritta GRATIS a caratteri cubitali lo blocca. Negli States tutto è a pagamento, addirittura la sanitĂ , anche per i poveri ricchi come Bob, i poveri veri non possono pagarla, possono però crepare. Quella pubblicitĂ riguardava invece un ciclo di dieci sedute dallo psicologo, a soli novecento dollari, con la prima seduta gratis. Una buona idea, quasi quasi… Bob inizia a leggere il testo, rigo dopo rigo rimane via via piĂą sbalordito.
“Hi Bob! Sono Samantha, la tua assistente personale creata dall’IA. Io so tutto di te. So che non te la passi bene. Dai! Non dire di no, sono a conoscenza della tua depressione. Ti assicuro che già dopo le prime sedute ti sentirai meglio. So che ti preoccupano i tuoi cari perché vivono in questa casa isolata in un isolato anch’esso isolato. Io ti aiuterò a vivere con loro in serenità . Ti insegnerò come convivere con le armi senza provare sensi di colpa ed essere felice. Ti garantisco, caro Bob, che alla fine del ciclo non ti meraviglierai più se vedrai:
– tua figlia, Emma, di sette anni, amore di papà , tornare dal college privato con lo zainetto antiproiettile glitterato e firmato Kristi Noem;
– tuo suocero, Michael (leggasi Maicol), perennemente col fucile d’assalto in mano, il nuovo Heckler & Koch HK433, scomodamente sdraiato a terra dietro l’angolo del corridoio in posizione di tiro col dito pronto sul grilletto per sparare al minimo segnale di pericolo;
– tuo nonno, Kirk, con un vecchio Kalashnikov sulle ginocchia fregato ai sporchi rossi russi comunisti seduto sulla tazza del cesso;
– tuo figlio, Bill, che si trastulla beatamente l’uccello davanti a un video di You Porn con una Beretta 92FS;
– quel demente dello zio Fester in cantina mentre pulisce i muri dalle ragnatele con una affilata scimitarra modello Sandokan;
– i cugini Smith & Wesson spianare l’orto a bordo di due cingolati per consentire la sistemazione di una decina di cavalli di frisia in ferro dotati di lunghe punte di deterrenza;
– tua moglie, Kate, alla finestra discutere animatamente con l’odiata vicina, la Sig.ra Middleton, con in mano una pistola Walther PDP F-Series (progettata per mani femminili);
-L’amante nero di 6 piedi e 7 pollici, un Kunta Kinte di due metri, nascosto in mutande nell’armadio con il revolver vintage a canna corta – solo la canna – Colt Single Action Army, la pistola per eccellenza dello sceriffo.
Te lo ripeto, assistere a questo spettacolo per te sarà del tutto normale, in fin dei conti si stanno solo difendendo. Accettali così come sono, perché sono i tuoi cari armati.
Ascolta Samantha!
Dopo i trattamenti potrai dormire sonni tranquilli e passare tutti i weekend nel bunker di famiglia interrato dotato di ogni comfort. Tutto a casa tua, in santa pace e con la coscienza pulita.
Accedi al sito www.letsarmourselves@letsshoot.org, e con un comodo prestito della BangBangBank potrai acquistare nell’armeria Calibro45 le nuove armi letali di cui hai bisogno. La potenza di fuoco sarà devastante, la deterrenza massima. La tua sarà una famiglia a prova di commando terroristico. Fallo se non sei un pistola.”
Bob resta basito.
Dopo un breve attimo REM si precipita in casa.
Gli occhi sbarrati, la pistola col colpo in canna.
Poi spari, urla, sangue.
Silenzio.
~~~
Sabato 18, Kunta Kinte è col Washington Post aperto sulla pagina della cronaca nera, lo sguardo su di un breve trafiletto: Un’altra strage familiare in una tranquilla casa del sobborgo di Winchester, nove le vittime per una inaudita carneficina.
This is America.
~~~
Negli USA ogni famiglia che si rispetti rispetta il secondo emendamento, non lo fa per un gioco di parole, lo fa con ferma convinzione.
Il secondo emendamento, per chi ancora non lo sapesse, garantisce il diritto dei cittadini degli States di detenere e portare armi.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco
Mi è piaciuto perché fa ridere e subito dopo ti lascia un gelo addosso: parti dalla routine scema, inciampi nel volantino “Samantha” e capisci che stai andando dritto verso il disastro. La voce è bella cattiva, con trovate memorabili (il “GRATIS” che diventa esca, l’elenco delirante dei parenti armati, “This is America” come pietra finale). E funziona proprio perché non predichi: fai vedere l’assurdo finché diventa normale.
Una conica discesa di sola andata nell’epicentro di un disagio silenzioso e dilagante.
Ritmo serrato che conduce ad un epilogo inevitabile in modo quasi inevitabile
This is America, si sta uccidendo con le sue stesse mani; piĂą circolano le armi e piĂą le stragi diventano quotidianitĂ . Grazie Gabriele Donato.
Bellissima la sottile ironia attraverso la quale metti in risalto la dilagante violenza che si propaga non solo negli Usa( purtroppo).
Per un mio gusto personale avrei tolto qualcosa per renderlo ancora piĂą essenziale e diretto.
Grazie Marco per il commento, Avrei potuto togliere l’aspetto caricaturale e la scena del gatto nero, però mi piace inserire sempre la mia firma, quell’umorismo che mi caratterizza, tanto per non rientrare nella categoria degli scrittori seri al 100%.
è grottesco di sicuro il racconto ma anche “disturbante”.
l’ho trovato parecchio aspro nel senso che gli argomenti trattati mi inquietano molto per il semplice motivo che sono realistici. Se il tuo intento è “disturbare lo spirito”, “inquietare”, schiaffeggiare… ci sei riuscito (almeno con me)
grande Fabius
ciao
Grazie Pasquale, sono andato giù pesante, certi comportamenti degli americani mi disturbano. Dati che noi europei seguiamo a scoppio ritardato le mode degli americani, spero tanto che la moda di armarsi fino ai denti non sbarchi da noi, e che sia considerata per quello che è: kitsch.
Ciao Fabius, bel racconto, ben scritto, e sarcastico QB che mi ha ricordato tanto il film La notte del giudizio di James DeMonaco. Per non parlare di John Carpenter.
Non capisco, però, perché tu lo abbia pubblicato in Umoristico/Grottesco, è storia contemporanea, se non proprio cronaca; o forse è una ulteriore scelta ironica. Complimenti!
Ps grazie per aver risparmiato almeno il gatto. Un gattaro queste cose le apprezza.
Grazie Simone. I gatti sono animali furbi, sanno cavarsela. In effetti non so mai dove pubblicare i miei ultimi libriCK perchĂ© il mio è un genere ibrido, mi ispira molto l’attualitĂ romanzata che condisco d’ironia, battute e giochi di parole.
Sconcertante la tua abbietta abitudine di screditare quella fucina di democrazia che sono gli states. Sei riprovevole! Producono così tanta democrazia che si permettono di esportarla, alla faccia di voi comunisti invidiosi! Ciao Fabius, sempre “on fire” sui problemi, nostri, loro, ma anche essi, egli e così via.
Facciamo attenzione quando arrivano i nostri, forse è meglio scappare.
Terribilmente vero. Condivido in pieno la tua versione, solo apparentemente surreale della realtĂ americana, sempre piĂş tragica, per criminalitĂ e violenza armata.
Com’è triste Venezia, cantava Aznavour. Com’è triste Washington, canterebbe oggi se fosse ancora tra noi. Grazie M.Luisa.
Una giostra di emozioni, Fabius. Sorridevo e aggrottavo le ciglia, mi dava fastidio pensare ai fatti dicronaca a cui si riferisce il brano, però ridicolizzarli mi rallegrava. Poi il finale serio. Una ventata gelida che ha spazzato via il grottesco per lasciare posto a un’amara realtĂ . Dolceamaro. Come la vita. Grazie per questa bella lettura. E complimenti per come affronti queste tematiche.
Grazie Luigi per la lettura. Ridicolizzo quello che vedo. Quello che vedo è grottesco.