Carlina

Serie: Carmilla


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: I nostri carismatici protagonisti cercano di recuperare tutti gli ingredienti necessari per replicare l’evocazione di Asmodeo e liberare Carmilla dal suo eccentrico ospite

Yuvraj conobbe Carlina in una giornata autunnale, la scighera ricopriva la città come un manto.

Era uscito presto quella mattina, voleva sbrigare tutte le faccende prima dell’inaugurazione della nuova guglia del Duomo. Oggi avrebbero anche collocato la statuina della Madonna in oro. Desiderava posizionarsi in prima fila per lo spettacolo.

Di ritorno dal mercato si soffermò a guardare la piazza ancora deserta. Una piccola figura, nascosta in un manto nero, lo fissava dalle scale del Duomo. Proprio davanti all’ingresso.

Yuvraj le sorrise avvicinandosi. La figura non si mosse. Sembrava incorporea, forse per effetto della nebbietta. Salì il primo gradino e riuscì a metterla a fuoco. Era una donna, con l’incarnato così pallido da sembrare parente del Suo Signore. Forse lo era, qualcosa di strano aleggiava intorno a lei. Poteva sentirne il profumo.

No.

Non era come il Suo amato Signore. Non era di quella stirpe.

«Bon dì, madama» Yuvraj abbassò leggermente il capo.

La donna scoppiò a ridere «Lassa stà de cuntà su di ball, mi son una Strìa e ti un meneghin servitor del sior du Sang»

[smettila di raccontare bugie (balle), io sono una strega e tu un meneghino servitore del signore del Sangue]

†

Milano non si sveglia più ricoperta da una coltre di nebbia, e si sente sempre meno parlare dialetto per le vie. Yuvraj è abituato ai cambiamenti. Da quando, lui e il Suo Signore, si sono trasferiti la camaleontica città ha mutato colore e aspetto molte volte, ma il suo cuore sbarazzino resta immutato. Un senzatetto si affretta ad attraversare la piazza deserta. I negozi sono ancora tutti chiusi. Mentre la frenetica metropoli brulica di pendolari, ossessionati dal raggiungimento degli obiettivi prefissati dai loro datori sadici, il Duomo resta avvolto nel silenzio.

Sale velocemente gli scalini che portano al grande portone. Nota con stupore che son stati rimossi i drappeggi dei lavori. Il bassorilievo del drago Tarantasio è stato restaurato. Si ferma a sfiorarlo con le dita. Sorride ricordando quei tempi meravigliosi di terrore e paura. Il cucciolo del demone Pazuzu aveva imperversato per anni in quelle terre prima che il suo padrone riuscisse a riacchiapparlo.

«Sei un gran nostalgico, Yuyu.» una voce femminile lo ridesta dai suoi pensieri.

«Era un gran bel cucciolone, non lo puoi negare» sorride alla sua cara amica. Anche lei, come il Suo Signore, non è invecchiata negli anni. Pazuzu resta il miglior estetista di tutto l’inferno, con un’anima in dono può fare miracoli. Yuvraj è convinto che anche Asmodeo sia del suo stesso parere.

Carlina annuisce muovendo leggermente il capo. Indossa un paio di jeans e un cappottino color castagna. I vestiti moderni le stanno d’incanto.

«Ho visto una tua foto su Instagram» Yuvraj le porge il braccio, si incamminano verso un bar per far colazione.

«L’ultimo matrimonio celebrato in Duomo? Oh! Sì, trovo divertente questa leggenda che mi hanno affibbiato. Quindi perché non incoraggiare i miei fan?» la risata di Carlina riecheggia nella galleria vittorio Emanuele.

«Hai trovato il libro che stavo cercando?» chiede a bruciapelo Yuvraj dopo aver ordinato due caffè.

«Certo. “Riti e magie della corte”. Una curiosità, a che ti serve? Gli incantesimi, e i sigilli, descritti non hanno alcun valore»

«Devo ricreare una certa situazione»

«Ah! Fammi indovinare! Asmodeo! All’inferno non parlano d’altro. Il mio adorabile demonFidanzato mi ha raccontato tutto! Che incresciosa situazione. Ma… non è Papino il vampiro ospitante, vero?»

Yuvraj scuote la testa.

«Oh! No! È il piccolo fiore carminio? La cocca di papà? Immagino come sia agitato il tuo Signore. Povero caro. Senti…» Carlina appoggia la tazzina sul bancone «Ti serve per caso un Evocatore? Uno dei miei studenti potrebbe fare a caso vostro»

«Insegni ancora magia nera?» Yuvraj lascia le monete sul bancone e si affretta a seguire la sua amica all’esterno del locale.

«Sì, mi piace troppo plasmare giovani menti. Tengo un corso alla libreria Ecumenica, qui dietro, in Missori. Tutti i giovedì dopo le 20. Se vi interessa potete venire a trovarmi»

«Informerò il Mio Signore. Intanto ti ringrazio per il libro»

«Oh! Yuyu, per te questo ed altro» Carlina sfiora le guance di Yuvraj con due baci appena accennati prima di salutarlo.

♡

scighera → è la nebbia

Meneghino → è un personaggio del teatro milanese (commedie scritte da Carlo Maria Maggi tra il 1965-1969), rappresenta un servitore onesto e fedele. Successivamente il termine meneghino venne utilizzato per identificare i cittadini milanesi. La caratterizzazione del personaggio muta con gli anni fino a diventare una delle maschere del Carnevale.

La popolare statua della Madonnina è stata collocata, in cima alla guglia maggiore del Duomo, nel 1774. Questo è un periodo storico particolare per Milano, fu protagonista di una forte rinascita culturale ed economica (siamo a cavallo tra la fine del regno di Maria Teresa d’Austria e il Regno d’Italia napoleonico).

Carlina di Schignano è il fantasma che infesta il Duomo (veniva citata nelle visite al Duomo, non so se ancora oggi sia così).

La ragazza avrebbe dovuto sposarsi col suo fidanzato Renzo, ma il giorno delle nozze precipitò dalle guglie del Duomo e il suo corpo non fu mai più ritrovato. Leggenda vuole che fosse incinta di un altro uomo e che si sia suicidata, oppure uccisa dal fidanzato.

Tarantasio è un drago leggendario che aveva dimora nel lago Gerundo (oggi prosciugato). L’Eni avrebbe preso spunto da Tarantasio per disegnare il cane a sei zampe (anche se non gli assomiglia per niente).

Continua...

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