
Carne da cannone e il Bestione
Superò in un salto il fossato che celava le fiamme, atterrò sulla pedana, corse in direzione della vittoria.
O la morte.
Carne da Cannone era istruito su tutto, anche sui rischi che correva, ma lo faceva soltanto per impedire che lui e la sua famiglia fossero gettati per strada. Lo sfratto sarebbe stato esecutivo il giorno dopo, il frigo era vuoto da mesi, la società elettrica gli aveva staccato la luce da tempo. Carne da Cannone doveva fare qualcosa.
Maledetto mondo!
Corse lungo la pedana che via via che avanzava diventava sempre più scivolosa, non cadde anche perché più in basso c’erano degli spuntoni. Non desiderava morire in quella maniera, agonizzando tra i resti dei passati concorrenti.
Mandò al diavolo il presentatore, viscido personaggio che dai programmi notturni per adulti era passato a condurre il gioco della televisione più visto in tutta Morteuropa.
«Oh no!» si lasciò andare. La pedana stava scendendo fino a una vasca piena di acido.
Fece forza sui talloni e saltò su un piedistallo metallico che si rivelò rovente.
Ignorando le scottature alle mani si issò in cima. Salì la scaletta finché non gli si parò davanti l’antagonista.
Bestione.
Volto brutale, muscoli ipertrofici, sguainò dalla schiena due machete. «Ti ammazzo».
Carne da Cannone si ricordò che lui si chiamava Luigi e non era una vittima sacrificale in quello snuff-programma televisivo. «Ti ammazzo io». Lo caricò a sua volta.
Fu un miracolo che evitò di essere affettato dai machete e colpì con una testata allo stomaco Bestione.
Bestione svuotò i polmoni dell’aria, una lama tintinnò a terra, l’altra la brandì preparandola a un fendente dall’alto verso il basso.
Carne da Cannone diede un calcio rotante che bastò a colpire il campione avversario al pube coperto a stento da un cingilombi da attore pornografico.
Bestione gemette, ma il machete calò mozzando la mano sinistra a Carne di Cannone, il quale impazzì per la sofferenza e spruzzò il sangue in faccia all’altro.
Bestione rise, si confuse, scivolò nella vasca dell’acido. Rimase lo scheletro che iniziò a sgretolarsi con vampate di vapore tossico.
«Ho vinto» esultò Carne da Cannone. «Adesso medicatemi e… Voglio la cifra in palio».
Udì una risata: da uno specchio era sbucato un clone di Bestione.
Tutto da rifare da capo, ma Carne da Cannone si era già detto che la vittoria non sarebbe stata facile.
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Sci-Fi
Good take. La fantascienza ti riesce bene, lo sappiamo. Qui mi ricorda un po’ “The running man” con Schwarzenegger. Ma se vogliamo, anche la decima vittima di Sheckley.
Complimenti, molto efficace.
Infatti mi sono ispirato al film ispirato al libro di Stephen King (il libro non l’ho letto, il film l’ho visto e ho saputo che stanno preparando un film a riguardo – non ricordo se remake o sequel). “La decima vittima” non so se sia un film o un libro, mi ricorda solo un albo di Dylan Dog.
Ti ringrazio del commento!
La decima vittima è un racconto, da cui nel sessantaqualcosa hanno tratto un film italiano molto quotato. Prego, è un piacere!