Carta

Serie: Sentimentalista per una vita


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Questo è l'inizio di questa nuova serie. Dove racconterò di me, delle mie avventure giornaliere ma sopratutto dei miei sentimenti. Spero vi piaccia, Clear.

l nostro corpo è come un foglio di carta. Se vuoi che l’inchiostro rimanga nel tempo, lo devi conservare bene.

Dobbiamo prenderci cura di noi stessi: non solo del fisico, ma anche nell’anima. Perché se è vero che la nostra mente comanda, a volte viene sovrastata dal cuore. Quell’organo che al minuto fa dalle sessanta alle cento pulsazioni. I sentimenti lo fanno andare ancora più veloce, questo comporta una lotta interna con il cervello che vorrebbe rallentarlo.

E poi.. DRIN DRIN DRIN THE WINNER IS? Il cuore! Mentre pompa il sangue, sospinge anche noi a fare le cose d’istinto, valutando pro e contro ma con una lente differente.

Mi arriva un messaggio, uno di quelli che si aspetta con un misto di ansia ed eccitazione. Fremo a tal punto da girare per tutta casa, con il gatto sul davanzale che mi guarda stranito.

Messaggio: “Sto arrivando da te!”

Sono passati anni dall’ultima volta che io e Alessandro ci siamo visti. Le nostre strade si sono divise quando ho ricevuto una promozione, per la quale avrei però dovuto trasferirmi in un altro continente.

Non potevo rinunciare a quell’offerta e lui non se la sentiva di rinunciare al lavoro, alla sua carriera. Eravamo arrabbiati per la situazione, perché nessuno di noi due aveva previsto di dover lasciare il proprio cammino lavorativo. Consapevoli del fatto che non avremmo resistito neanche un mese senza vederci, abbiamo deciso di lasciarci. La scelta migliore, visto che sarei stata via tre anni e il mio cuore non avrebbe retto la sua mancanza. Non che così non l’abbia sentita, ma la paura che potesse conoscere qualcun’altra mentre ero lontana mi avrebbe uccisa. Preferivo la rassegnazione di una fine.

Messaggio: “Sono qui, mi apri?”

Mi avvicino alla porta e chiudo gli occhi. Sento le farfalle nello stomaco: un bel respiro e..

“Ciao Ale, entra pure”

Mi bacia sulla guancia, sorridendo con uno di quei sorrisi che non si dimenticano così facilmente, pieno di calore e serenità.

“Ciao Amelia, come stai?”

A quella domanda dovrei rispondere: ‘Non sarei mai dovuta partire, il lavoro è andato bene ma io non mi sono mai sentita davvero soddisfatta. Mi è sempre mancato qualcosa. Anche se ho fatto nuove amicizie e ho trovato un ragazzo fantastico, non era te. Non poteva finire bene. Spesso controllavo il tuo profilo e mi sembravi felice… le foto, ciò che scrivevi. Allora non ho potuto fare altro che rinunciare.’

Invece mi limito a un:” Bene, direi che va tutto a gonfie e vele. E tu?”

“Passano gli anni ma non sai ancora mentire! Sto bene, anche se dopo di te è stato difficile andare avanti, pensavo di aver preso la strada giusta inseguendo la carriera.”

Si blocca per un istante, poi continua:

“Amelia no, non pensavo che lo avrei ammesso, ma quando hai aperto la porta e ti ho rivista è stato come svegliarsi dalla notte più buia per trovarsi di fronte al Sole: la tua luce ha riempito ogni spazio. Sono riaffiorati quei sentimenti che mi ero illuso di aver cancellato, al solo scopo di andare avanti dopo che te ne sei andata. Quando ho conosciuto un’altra credevo ne sarei finalmente uscito. Ma è stato tutto inutile. E il giorno che finalmente ho ritrovato il coraggio e la dignità di tornare da solo… mi crederesti? Ho sentito alla radio la nostra canzone.”

Dio quella canzone! Sorrido.

“I coud stay awake just to hear you breathing. Ho sempre amato quel pezzo degli Aerosmith. Ti ricordi la prima volta che l’abbiamo ascoltato?”

Mi sono innamorata di lui con quella canzone, proprio come dicono i suoi versi:

‘Vederti sorridere mentre dormi

Mentre sei lontana e stai sognando

Potrei trascorrere la mia vita in questa dolce resa

Potrei rimanere perso in questo momento per sempre

Ogni attimo trascorso con te è un momento di cui faccio tesoro’

Allora lui si avvicina a me. Sentito il calore invadere il mio corpo intero, dalla punta dei piedi al naso. Le guance vanno a fuoco. Abbasso lo sguardo per non farglielo notare.

Ma lui, sollevandomi adagio il viso, sussurra accostandosi: “Non posso dimenticare quando ti ho baciato per la prima volta, fermi al semaforo mentre suonava quella canzone in sottofondo. É stato un momento magico.”

In quel preciso istante, avvicino le sue labbra alle mie. Dopo cinque lunghissimi anni, le nostre bocche si toccano ancora.

Il vincitore è il cuore, che ha sconfitto la mente per l’ennesima volta. Eravamo giovani e pensavamo che lasciarci sarebbe stata la scelta giusta. Invece è stata una sofferenza, una limitazione per entrambi. Al cuore non si comanda, certe emozioni sopravvivono.

Perché l’inchiostro incide: forse alcune parole sbiadiscono ma non scompaiono e, se sai guardare in controluce, puoi riconoscerle per sempre. 

Serie: Sentimentalista per una vita


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Discussioni

  1. Cara Clear, continua a scrivere i tuo diari. Belli, giovani, spontanei: non smettere! Nelle tue righe leggo parole che non si vedono più in giro. La “consapevolezza” un giorno arriverà: la tua, non quella di altri. E se il tuo cuore avesse ragione? Non tarparti le ali… finchè puoi, vola.

    Qualche giorno fa ho letto “Lettera al mio amante lontano” di @Gelato123BSC. Ecco che dire, sono rimasto stupito, un pò come quando leggo te. C’è sicuramente una grande affinità di indole e sentimenti con voi che scrivete così e si va oltre, ben oltre il “giusto e sbagliato”, superando perfino le differenze di età.

    Perdonami il tono confidenziale che utilizzo, Clear, ma la collaborazione nella precedente serie, che non cito solo per non fare propaganda (“Vieni a prendermi”) mi concede, spero, questa confidenza appena più marcata.

    Con il tempo e l’esperienza affinerai anche lo stile, su questo ci siamo passati tutti. Ma la strada è lunga, te lo confesso. Anzi, a dire il vero non finisce mai.

    Un abbraccio.

  2. Bello e romantico. Ma nella vita contano i fatti. Se il tipo non è rimasto con la protagonista tanti saluti. Il vincitore non è il cuore ma la consapevolezza di sé. Riguardo lo stile, è un diario non narrativa. Ma ognuno fa della scrittura quello che vuole. Un abbraccio

    1. Buongiorno Clara, beh i fatti sono conseguenze di quello che si prova. Molte persone non riescono a fare i fatti perché la loro mente non glielo permette perché ha il controllo. E’ una cosa che va oltre..
      Grazie per il commento.

  3. Purtroppo nella nostra società il detto “al cuore non si comanda” è spesso un falso, tra la carriera e i sentimenti viene prima, ingiustamente, la carriera. I due protagonisti della storia sembrano aver capito che questa scelta comune a tanti è, in fondo, un errore. Sono cose che magari si comprendono dopo.

    A volte la necessità di essere stringati nello scrivere i racconti da pubblicare è un peccato. Se ci fosse stato lo spazio per un lungo dialogo sulle loro vite passate in assenza l’uno dell’altra avremmo probabilmente letto più considerazioni sull’argomento.

    1. Ciao Francesco, esattamente ci troviamo in una società che non guarda più molto queste cose ed è brutto perché lavorare per vivere non si può sentire.. Chissà se arriverà anche la loro storia. questa è solo una serie non potevo dilungarmi più di tanto perché secondo me si sarebbe perso il senso, sarebbe diventata la loro storia e non la serie che voglio. Ma grazie mille per questo commento, sicuramente arriverà una storia come la loro.

  4. Ciao Clear, bello l’inizio, molto bello il finale, entrambi forti ed incisivi. La parte centrale mi convince di meno, l’ho sentita un po’ troppo ‘fotoromanzo’, ma è questione di gusti personali e sono certa che altre ed altri qui saranno di opinioni diverse, questo è il bello dello scrivere ed essere lette! Mi convince davvero molto questo inizio nel quale parli della necessità di conservare l’inchiostro, e questa fine nella quale dici che l’inchiostro incide, lascia tracce. Continuo a leggerti con piacere.

    1. Ciao Nyam, grazie mille per questo commento e che mi continui a seguire. Lo so che può sembrare troppo fotoromanzo ma è ho voluto evidenziare come certe ose anche se passano gli anni non cambiano, anzi si fortificano. L’inizio è stato un proseguimento dell’altro capitolo. un piccolo filo conduttore. Grazie mille ancora.