Cenni
Serie: FULL
- Episodio 1: Cenni
- Episodio 2: Forse va bene così
- Episodio 3: Forse va bene così VS Giulia
STAGIONE 1
Ormai non ne potevamo più di mattinate calde come quella, senza vento. Il sole crepava l’asfalto.
Il camion della nettezza urbana passò sbuffando dagli stantuffi, lasciandosi dietro rumore di vetri infranti e il tanfo di immondizia.
Me ne stavo in giardino, sulla sdraio, una birra in mano il giornale sul tavolino.
Erano le dieci passate quando sentii i primi rumori dalla casa accanto. Non era la prima volta. Achille aveva una voce che attraversava i muri, oltre alla sua voce un suono rotto: un tonfo senza eco.
Poi un rumore più forte, come di un mobile spostato di colpo o un vaso caduto.
Rimasi a fissare la siepe che divideva i due giardini, trattenendo il respiro, cercando di capire.
Forse stavano solo spostando qualcosa, mi dissi. In effetti poteva trattarsi di qualsiasi cosa.
Subito dopo un tonfo secco e poi un debole gemito. O almeno così mi sembrò, non ne ero sicuro.
I suoni si mescolano nella testa e tutto questo caldo non aiuta certo a far chiarezza, non si può essere lucidi.
Guardai verso la cucina e Giulia era alla finestra. Mi fissava, braccia conserte, fronte corrugata; era come se mi chiedesse se stessi sentendo anche io. Voleva sapere se stavo capendo qualcosa.
Ci fu un altro rumore forte, un botto, poi il silenzio.
Mi accorsi che stavo stringendo il collo della bottiglia con troppa forza, le dita avevano cominciato a diventare blu. Un brivido lungo la schiena.
Cosa stava succedendo dall’altra parte? Forse niente, mi dissi, non c’era motivo di pensare al peggio.
Mi alzai e mi avvicinai alla siepe. C’era un varco tra i rami, abbastanza largo da vedere l’ingresso della cucina dei vicini. Lei era lì, distesa sul pavimento come un oggetto abbandonato. Le gambe erano piegate innaturalmente, come disarticolate. I lunghi capelli scuri sparsi attorno a lei, creavano una corona nera sul marmo bianco del pavimento. Gli occhi erano chiusi, le palpebre pesanti, serrate, come a nascondere una verità che non avrei dovuto vedere.
Achille la guardava immobile dall’alto, il petto che andava su e giù come se avesse corso una maratona. Immobile come se stesse aspettando una reazione della moglie.
Lui la fissava ed io fissavo lui, in un silenzio denso che sembrava non finire. Poi Achille alzò lo sguardo, si girò e mi vide. Restammo così, a guardarci, io da dietro la siepe e lui sulla soglia della cucina. Nei suoi occhi c’era il vuoto a mascherare forse quella che era paura? Rassegnazione? Stava chiedendo aiuto? Un vuoto così profondo da non poterlo riempire con niente.
Fece un leggero cenno con la testa, come a dire qualcosa. Io rimasi fermo. Le gambe pesanti, il corpo bloccato. Si era creata una muta intesa che non volevo assolutamente, ma ormai era li, nel buco della rete, nel poco spazio che ci separava, nel silenzio.
Achille abbassò lo sguardo, fece un passo indietro e scomparve nel buio della casa.
Tornai sulla sedia sdraio. Guardai di nuovo verso la finestra. Giulia era ancora lì, dietro i vetri. Mi fissava come prima, immobile. Aveva gli occhi lucidi, la bocca serrata.
Istintivamente feci un cenno, appena un movimento con la testa. Lei chiuse gli occhi, le spalle le tremavano. Rimase così per qualche secondo, poi li riaprì e li abbassò.
La vidi allontanarsi dalla finestra, le braccia lungo i fianchi, lenta e instabile, come una foglia che cade.
Sentivo il cuore battermi nelle orecchie.
La birra era ormai calda e sapeva di metallo. Non c’erano più rumori da fuori.
Solo il silenzio e un leggero vento che aveva portato via il fetore d’immondizia, nient’altro.
Serie: FULL
- Episodio 1: Cenni
- Episodio 2: Forse va bene così
- Episodio 3: Forse va bene così VS Giulia
Interessante la scelta di una narrazione lenta e ripetitiva che dà al lettore la perfetta sensazione di attesa, curiosità e poi stupore e rassegnazione.
L’abbandono della scena da parte del protagonista e della moglie certamente sconcerta, ma diventa un escamotage per lo scrittore per prepararci al finale a dir poco agghiacciante.
Una bizzarra situazione, ben costruita, con un finale disarmante. Come dire: non è successo niente, a posto così. Grazie per la lettura
Teso e visivo: il caldo che opprime, il fetore, il varco nella siepe e gli sguardi con Giulia tengono il fiato sospeso fino al silenzio finale, che pesa addosso.