
Chi era?
Serie: Il sacrestano
- Episodio 1: Il referto
- Episodio 2: Musica e silenzio
- Episodio 3: La marcia nuziale
- Episodio 4: Chi era?
- Episodio 5: Passeggiata al lago
- Episodio 6: Juuso
- Episodio 7: Mökki
- Episodio 8: Discorsi da sauna
- Episodio 9: Näkki maalle, minä veteen!
- Episodio 10: Si torna a casa
STAGIONE 1
Alle diciotto, quando anche il secondo matrimonio fu celebrato, la chiesa tornò ad essere completamente vuota.
Matti, dopo aver riposto le candele in sacrestia, si assicurò che tutto fosse in ordine per l’indomani: i tappeti erano di nuovo sporchi, così decise di fare un altro giro con l’aspirapolvere. In realtà non gli dispiaceva ascoltare quel rumore bianco, specialmente quando non aveva fretta e poteva abbandonarsi ai suoi pensieri, mentre i sassolini venivano aspirati, uno dopo l’altro. Era un gesto automatico, che non richiedeva la sua attenzione. Così, mentre spingeva quel manico, troppo basso per lui, notò che fuori era di nuovo buio. Le giornate, comunque, si stavano allungando e questo era un bene. Pensò a cosa avrebbe mangiato per cena: gli sembrò quasi di sentire il profumo del pollo che Sari, non essendo di turno quella sera, avrebbe messo in forno mezz’ora prima del suo arrivo. Il suo stomaco iniziò a brontolare. Per oggi può bastare, si disse. Mise in carica l’aspirapolvere, chiuse le porte principali della chiesa e iniziò a spegnere tutte le luci.
Quel luogo, al buio, acquisiva un fascino incredibile. Si guardò intorno un’ultima volta, poi si voltò e andò verso la sacrestia, per prendere le sue cose ed uscire. Fece solo due passi, poi si bloccò di colpo, quando sentì una voce femminile provenire dall’altare: «Matti»
Un brivido attraversò il suo corpo e rimase immobile. Nella sua mente, una valanga di pensieri: chi poteva essere? Non c’era più nessuno da ore, ormai. E le porte erano già state chiuse.
Si fece coraggio e si voltò lentamente. Osservò ogni angolo intorno a lui, mentre con la mano sinistra cercò di raggiungere l’interruttore della luce.
«Chi c’è? Anna, sei tu?»
Nessuna risposta.
Matti sapeva che le luci avrebbero impiegato un po’ ad accendersi, ma in quella situazione sembrò un’eternità. Trattenne il respiro finché la chiesa fu di nuovo illuminata. Camminò lentamente verso l’altare; il cuore iniziò a battere così forte da fargli temere un infarto.
«Anna?»
Silenzio. Non c’era nessuno. Eppure quella voce proveniva proprio da lì.
Sull’altare, un manufatto ligneo che ritraeva Gesù crocifisso nella tipica posizione a braccia aperte, presentava i chiodi sulle mani e sui piedi, ma non la croce. Così, quel gesto somigliava più ad un abbraccio, che ad una crocifissione. Matti lo osservò senza dire una parola, i suoi occhi invece invocavano aiuto.
Lentamente, tornò in sé: non correva alcun pericolo, era stato stupido a spaventarsi in quel modo. Sospirò e gli scappò un sorriso.
Spense le luci, stavolta definitivamente, prese le sue cose ed uscì dalla chiesa.
Solo entrando in auto e guardando l’orario sul quadro illuminato, si accorse che il tempo era volato. Erano le diciotto e trenta quando stava per andare via, poco prima di sentire quella voce. Adesso l’orologio indicava le ventuno. Quasi tre ore, pensò, com’è possibile?
Sari, ovviamente preoccupata, quando lo vide entrare in casa gli urlò contro: «Che ti è successo? Ho provato a chiamarti mille volte, ma avevi il telefono spento. Ti ho chiamato anche in sacrestia, ma non rispondeva nessuno! Stavo per venire a cercarti. Si può sapere dove diavolo eri?»
«Hai ragione, mi dispiace. Ma è successa una cosa stranissima, non so nemmeno come spiegarla»
«Provaci. Sai che la cena era già pronta due ore fa?»
«Stavo per chiudere la chiesa, quando ho sentito una voce che somigliava a quella di Anna. A proposito, ti saluta!»
«La voce di Anna? Era ancora lì?»
«No, appunto. Era andata via ore prima, perciò mi sono spaventato. Ma quando ho controllato, non c’era nessuno. Ecco, penso che a causa dello spavento io abbia perso la cognizione del tempo»
«Adesso mi preoccupi. In effetti, il neurologo ci aveva avvisati, ricordi? Una dose eccessiva di Levodopa avrebbe potuto avere effetti collaterali, anche allucinazioni. Forse dovremmo prendere un appuntamento per parlare della terapia»
«Prendo solo tre compresse al giorno e questa dose va benissimo per me, non voglio cambiare terapia. Sono stato meglio in questi ultimi mesi, vorrei continuare così. E per quanto riguarda quella voce, sai che davanti alla chiesa c’è una strada molto trafficata: qualcuno avrà chiamato un altro Matti e io, data la stanchezza, mi sono confuso. Può capitare a chiunque. Basta con questa storia adesso. Mangiamo, muoio di fame»
Seduti sul divano, consumando la cena guardando un film, come facevano sempre, Sari meditava di contattare ugualmente il neurologo, iniziando a dubitare di suo marito, della sua sanità mentale e temendo per il loro futuro. Matti, dal canto suo, non poteva non riflettere sul dialogo avuto con lei poco prima. Sapeva di averle mentito: quella voce proveniva davvero dall’altare, ne aveva la certezza. Ma una cosa non riusciva a spiegarsi: perché non si era accorto che fossero trascorse quasi tre ore? E perché non aveva sentito squillare il telefono della sacrestia nemmeno una volta?
Così, mentre le scene di quel film scorrevano davanti ai loro occhi, entrambi finsero di vederle, ignorandole completamente.
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- Episodio 3: La marcia nuziale
- Episodio 4: Chi era?
- Episodio 5: Passeggiata al lago
- Episodio 6: Juuso
- Episodio 7: Mökki
- Episodio 8: Discorsi da sauna
- Episodio 9: Näkki maalle, minä veteen!
- Episodio 10: Si torna a casa
Ciao Arianna! Bello e misterioso questo episodio. Terribile la situazione di Matti. Credo che il racconto dell’evoluzione di una malattia spaventosa come questa sia il più terrificante degli horror. Terrificante perché reale. In questo caso, poi, si sommano suggestioni e paure del povero protagonista che cerca di mantenere la dignitosa compostezza che il suo ruolo gli impone.
Ciao Nicholas, grazie di essere passato a leggere anche questo episodio 🙂 Sì, in effetti il Parkinson è terrificante proprio perché reale, anche se fortunatamente oggi esistono delle terapie per affrontarlo meglio. (Ciò che davvero somiglia a un horror è l’Alzheimer 🤦🏻♀️ avevo scritto un racconto tempo fa, ma credo che affronterò nuovamente il tema).
“Così, mentre le scene di quel film scorrevano davanti ai loro occhi, entrambi finsero di vederle, ignorandole completamente.”
Un colpo di scena… devo passare per forza al prossimo episodio👏 😂
Grazie di essere passata ❤️
Intuivo che qualcosa di inquietante fosse sul punto di accadere… la voce – forse di Anna? – l’hai messa lì il tanto che basta per avvertire il lettore, ma allo stesso tempo resta il dubbio se non sia invece tutto causa delle compresse.
Brava!
🙂🙏
E qui invece abbiamo quasi una vena soprannaturale, ma staremo a vedere se sarà davvero così. In ogni caso l’alone di mistero si sente tutto, e l’ambientazione della chiesa deserta, di sera inoltrata, con quell’immagine di Gesù, be… è tutto intriso di un fascino davvero unico.
Sai, sto provando a descrivere una chiesa che ho frequentato davvero 🙂 E sì, la sera era incredibilmente suggestiva quando non c’era nessuno e le luci erano spente.
Immaginavo si trattasse di qualcosa legato all’esperienza personale 😁 a me però purtroppo non è ancora capitato
Bello e prosegue con sospresa. Certo, Matti poteva avere avuto delle allucinazioni, una dissociazione, ma non credo affatto. Gli mancano tre ore! Vedremo.
Grazie, Nino 🙂
Interessante questo episodio, la scena di dissociazione cognitiva mi ha colpita…hai introdotto un elemento interessante, e l’attenzione si alza…brava!
Grazie, mi fa piacere 😊❤️
“Così, quel gesto somigliava più ad un abbraccio, che ad una crocifissione.”
In questa frase ho trovato molta più fede che religione, e mi è piaciuta tantissimo!!! 👏 👏 👏
Grazie Alberto 🙂
Ciao Arianna! Scrivi davvero bene! Semplice e scorrevole! Riesci a non appesantire la lettura e lasciare il lettore concentrato sulla storia! E la storia è davvero credibile e interessante! In attesa del prossimo episodio!
Ciao Piergiorgio, grazie mille 🙂
Mi unisco ai commenti già scritti da altri: chissà se è un’allucinazione o altro. Interessante e molto bello leggerti come sempre, bravissima!!!
Grazie Alfredo 🙂
Bella l’idea del “buco temporale”, che aggiunge pathos alla situazione!
PS: mi hai fatto ricordare che devo andare a sistemare l’orologio del campanile del mio paese che è 5 minuti indietro!
😅 Corri allora! Hai lasciato il paese 5 minuti indietro
Interrogativi aperti…interessante, mette curiosità di leggere ancora. Peccato il vincolo di 1000 parole 🫡
Grazie Nicola 🙂
Sempre più interessante. Stai proseguendo davvero bene.
Grazie mille 😊
Brava, Arianna! Chissà se era la malattia di Matti o il luogo a provocare questi fenomeni?
Chissà 😊 Grazie Concetta🌸
Bello, mi piace come stai facendo evolvere la storia.
Grazie Rocco 🙂
Ma quanto è bello leggerti? Scrivi con scioltezza riuscendo a rendere partecipi i lettori. La storia si fa interessante con questo dubbio di possibile allucinazione o di qualcos’altro che sapremo in seguito. Brava Arianna
Ciao Giuseppe, grazie mille 😊
Ciao Arianna, un bel mistero. L’ ambientazione all’ interno della chiesa continua a piacermi, così come lo stile limpido della tua scrittura. Aspetto il prossimo episodio con curiosità.
Ciao M.Luisa, grazie mille 🌸
Povero Matti😔Era davvero un allucinazione?
Sempre più interessante questa serie, brava Arianna!
Buongiorno Melania, grazie❤️