Chi siamo realmente?

Serie: Amore o Sesso


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Capire chi siamo realmente è già complicato. Ma cercare di farsi aiutare potrebbe complicare ulteriormente le cose?

Quei giorni riflettei molto su quel weekend tanto intenso e sul nostro rapporto. Non c’era molto da dirsi, ma io amai immensamente il tempo passato con lei.

Riguardai le foto tutto il tempo, chiedendomi cosa ci fosse dietro quell’animo così freddo.

Ci guardavo nelle foto, io bionda, capelli ondulati e curve generose, lei castana, capelli lisci fino alle spalle, lineamenti duri e con curve appena accennate. Io animo dolce, affettuoso e gentile, lei animo freddo e schivo.

Non avevo mai pensato ad una ragazza come pensavo a lei, era parte del mio quotidiano, la sentivo e vivevo come una presenza di cui non potevo fare a meno.

Anche lei mi cercava spesso, era quasi un rapporto compulsivo, non so come spiegarlo, era esclusivo, quasi maniacale.

Lara era come se fosse la mia migliore amica, mia sorella e la mia amante. Stavamo sempre perennemente insieme, ovunque andavamo lei era con me e io con lei. Se era bel tempo ogni weekend era un’avventura da qualche parte, se era brutto o faceva freddo eravamo a casa a chiacchierare e spettegolare come due ragazzine.

In lei però ci vedevo qualcosa di speciale, qualcosa che con altre mie amiche non avevo mai notato, visto, sentito o percepito. Non so se perché non ci fosse o se perché in lei era più accentuato.

Tutto questo caos nel nostro rapporto, ci portò a creare una specie di relazione a tre con un ragazzo con cui all’epoca mi vedevo un po’ per amicizia e successivamente anche un po’ per sesso. Non fu una cosa premeditata o cercata, successe e basta.

Era simpatico, colto, ben piazzato e un po’ maschilista, un po’ tanto direi; ma ci stava e io con lui e le sue teorie mi divertivo un mondo.

Il suo secondo nome è Maria e tutti lo chiamavano così, come se fosse iniziato come un gioco e diventato nel tempo il suo primo nome. Ma io non ce la facevo, mi faceva troppo strano chiamarlo così e allora lo chiamavo semplicemente Robi.

Con lui parlavo tantissimo, riuscivo a raccontargli i miei pensieri più assurdi, i miei desideri proibiti e con Robi confrontarmi era bello, perché aveva sempre la risposta pronta. Sapeva spiegarmi tutto con un modo affascinante da professore, sembrava di leggere un libro parlando con lui.

Robi era un libro aperto, sia per come parlava e sia per quello che diceva. Lui una donna per la vita non la voleva minimamente, lui figli non ne avrebbe mai avuti. Lui con un immenso ego e maschilista fino al midollo, andava solo in cerca di donne su siti di incontri e ogni match era una storia da condividere con il suo grande pubblico. Faceva un po’ il comico e un po’ il professore, dava qualche dritta online su come comportarsi con una donna e nelle serate di stand up comedy le raccontava in chiave simpatica.

Non saprei replicarlo, ma davvero a me faceva ridere da matti, anche se spesso mi ritrovavo a discuterci pesante.

Lo conobbi in palestra anche lui, si presentava con una maglia attillata e dei pantaloni stile aladino di colori improbabili. Mi fece arrivare il suo numero tramite un mio collega. Dopo averlo scritto su un bigliettino, il mio collega me lo passò nel bel mezzo di una consulenza con un cliente, vidi la faccia di Robi sbiancare e tirare un sospiro di disapprovazione e quasi della delusione trasparì dal suo sguardo. Non nego che poco dopo lo sentii cazziare il mio collega.

Veniva quasi tutti i giorni, si fermava al bancone e rimaneva a chiacchierare finché poteva, poi andava ad allenarsi e all’uscita se trovava troppa gente, la mia responsabile o il capo nei paraggi, mi faceva cenno che ci saremmo sentiti più tardi e così succedeva ogni sera.

Non sono mai stata una santa, sia chiaro e la palestra ha sempre proliferato di bei ragazzi, ma quelli che davvero mi hanno conquistato il cuore si contano sulle dita di una mano con indice e medio, ma questa è un’altra storia.

A Robi raccontai di come Lara mi avesse presa dentro, nel profondo, da farmi impazzire fino a non capire più niente di me.

“Ameliè, non è impossibile che tu possa provare un’attrazione per un’altra donna”.

“Ma dai che dici, magari emotivamente ma fisicamente non credo proprio”.

“Facciamo così, tu fammela conoscere e dopo un po’ ti darò la mia opinione”.

Feci così, preparai meticolosamente Lara per questo incontro, anche se non ci volle molto per convincerla quanto farle capire che tipo era Robi. Lara è sempre stata diffidente con i ragazzi, ci prova, ci sta, ci va, ma dopo una lunga relazione le viene difficile lasciarsi andare a nuove conoscenze anche in amicizia.

Organizzammo una serata a casa di Robi, Lara non era per niente a suo agio anche se faceva finta di esserlo, ma lui riuscì subito a placare la tensione, con qualche battuta da latin lover e la conquistò subito.

“Lara allora, come vanno le tue relazioni amorose?” le chiese con un accenno di sorriso.

“Ma se cambiamo discorso forse è meglio” disse Lara quasi indispettita.

“Ma no dai dimmi, siamo tra amici non credo ci sia niente di assurdo da raccontare per non parlarne”.

“E va bene, diciamo un po’ un disastro. Mi sono lasciata dopo 10 anni di relazione da un po’ di mesi, ora ogni tanto mi vedo con un ragazzo che mi piace, ma secondo me non è granché pronto a una relazione. Quindi boh, niente di speciale da raccontare come avrai notato.”

“Mai provato con donne?” la stuzzicò subito Robi, lanciandomi un’occhiata maliziosa.

“Ma no! Che dici, ti sembro il tipo che va con una donna? Proprio no grazie!” rispose lei con aria di superiorità.

Robi mi guardò con sguardo rassicurante, mentre dentro di me si creò un vuoto a cui mi resi conto di dare importanza ma che non comprendevo appieno.

“Che dire Lara, non ti resta che provare nuove esperienze. Dopo dieci anni con lo stesso ragazzo avrai bisogno di altro nella vita”.

“Mah, non credo faccia per me provare altro”.

“Mai dire mai, per me penso che ci sarà una prima volta anche per questo, qualche esperienza l’ho fatta, ma questa proprio mi manca. Perché non provare dico io” le dissi.

“No Ami, tu sei tutta matta” mi disse ridendo.

Io alzai le spalle, Robi cambiò argomento e la nostra serata si concluse tranquilla. Lei mi riportò a casa, le chiesi se voleva salire e restare a dormire da me.

“No Ami, figurati non mi son portata niente”.

“Vabbè dai, ti presto qualcosa io. Ti andrà un po’ largo ma poco male”.

“E va bene, non avevo voglia di tornare a casa con i miei, almeno qui sono sicura che mi lascerai dormire fino a tardi” disse con un sogghigno.

“Non contarci bellezza, alle 8 massimo in piedi”.

“Tu sei matta!” Disse scendendo dalla macchina.

Serie: Amore o Sesso


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Erotico

Discussioni

  1. Si parte in salita, con un triangolo in cui le donne non sanno di desiderarti. L’unico che sembra avere le idee chiare è Robi, che già si sfrega le mani pregustando un piatto appetitoso

  2. “Robi mi guardò con sguardo rassicurante, mentre dentro di me si creò un vuoto a cui mi resi conto di dare importanza ma che non comprendevo appieno.”
    Questo passaggio mi è piaciuto

  3. Brava Annalisa, scorrevole nella lettura, come tuffarsi all’interno delle situazioni. La storia continua a essere interesante e tu sai rallentare molto bene la narrazione, così da creare aspettativa in chi ti legge