
Ciò che non si vede.
Il piccolo gnomo, o folletto, o omino di minuscole dimensioni, sbucò dalla carta colorata con uno sbuffo simile a un fischio. Le piccole ali frullarono veloci spandendo tutt’attorno briciole di cacao. Uscire da quell’uovo era stato faticosissimo. Ma era una cosa che andava assolutamente fatta prima della mezzanotte. L’indomani i mortali avrebbero aperto le loro uova trovandovi un piccolo buchino, ma niente di preoccupante… Non vi avrebbero fatto caso. L’importante era sostituire la sorpresa vera, con qualcosa che quei tipi alti, avrebbero trovato divertente o utile. Cianfrusaglie. Ninnoli di poco conto.
No, no. Non erano pronti alle vere sorprese , quel popolo di… Cosi giganti. Sarebbero potuti impazzire.
Una volta sola era successo che una bambina aprisse un uovo di cioccolato e vi trovasse al suo interno la Meraviglia.
Questa subito dopo aveva preso a fare i discorsi più insensati, si si! Insensati, strambi, coloratissimi, stravaganti, eccentrici discorsi. Parlava con gli animali, raccontava di posti che nessuno aveva mai visto, giurava di aver provato cibi che nessuno aveva mai mangiato e alla fine… Era stata rinchiusa. Puff. Avevano cercato di nasconderla.
Un casermone immenso, tutto bianco, dentro e fuori l’aveva accolta e tenuta con sé, la teneva tutt’ora con sé. Per Pikli era molto triste vederla rinchiusa lì , ma Marlene gli diceva di non prendersela quando lui l’andava a trovare e lo faceva spesso, almeno una volta a settimana.
– Non lo farete nemmeno quest’anno…? Avete di nuovo sostituito le vere sorprese, con quelle scemenze inutili? –
Marlene era arrabbiata, i capelli bianchi ondulati e vaporosi, erano scombussolati da quel suo malumore. Pikli, grande quanto un’unghia e vestito con un completo viola molto elegante, la fissava aggrappato ad un grande fiore, un regalo di qualche nipote alla sua vecchia amica e dopo aver trovato posto su una grossa foglia, si limitò a stringersi nelle spalle. Gesticolando le disse che gli ordini erano ordini e la ormai anziana Marlene si corrucciò talmente tanto a quelle parole, che le rughe sul suo viso sembrarono formare una fitta ragnatela. Alzandosi in piedi, si avvicinò al suo comodino e dopo aver aperto il cassetto sfilò una scatola di legno molto bella, decorata con intarsi e perline. Quando l’aprí da questa scaturí un fascio di luce che colpendole il volto sembrò dissipare le rughe, come se queste non fossero mai esiste. Era un’illusione, ma era molto reale e a lei tanto bastava. Sfilò un uovo dalla scatola, un capolavoro composto da chissà quale lega, un folletto e un coniglio decoravano l’uovo ed era proprio da questo che proveniva la strana luce; scolpite tutt’attorno vi erano particolari ed indimenticabili parole, un sorriso le incurvò le labbra mentre queste pronunciavano piano, tra sé e sé : “Non cercare ciò che puoi vedere, scosta il velo che copre il mondo e cerca ciò che non puoi vedere.”
Pikli sorrise sognante e batté le manine pieno d’euforia; Marlene era stata tuttavia fortunata a ricevere il suo dono. Non le importava d’esser ritenuta pazza. Vedeva. E poteva vedere in ogni luogo, non vi erano barriere, limiti o imposizioni.
Il velo era calato davanti ai suoi occhi e Pikli sperava che un giorno altri come lei, potessero godere di tale magia. Ah, che fortuna avrebbero avuto!
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Grande! Mi ha ricordato tanto la favola della caverna di Platone. Ben scritta!
Ciao Dario, è una favola che non conosco o.o m’informerò! Sono contenta che questo tuffo nella fantasia ti sia piaciuto, grazie di avermi letto ?
Racconto perfetto. Felice di averti scoperto e letto, amo le favole ed i fantasy.
Wow, ti ringrazio per le belle parole Fabiana, le apprezzo tantissimo. Mi sento molto a mio agio nel fantasy, mi da modo di esprimere tutto ciò che mi passa per la testa. Spero tornerai a leggermi ! 🙂
Ciao Vanessa, racconto breve ma intenso; adoro i fantasy e ho notato diverse caratteristiche proprie del genere. Purtroppo mi ha lasciato addosso tanti dubbi e mi piacerebbe da morire se diventasse una serie in modo da poter approfondire e chiudere tutto quello che hai buttato giù, perché ci vedo un potenziale enorme nei vari sbocchi narrativi che hai proposto. Ti faccio i miei complimenti, alla prossima!
Ma che belle parole! Grazie mille Carmine, per avermi letto ma anche per ciò che hai detto. In molti mi hanno richiesto una serie sul racconto LAB fatto prima di questo e chissà che non trovi modo d’inserire anche i personaggi di questo racconto, magari per un approfondimento o un cameo. Vedremo, vedremo… È tutto in forse per ora e tutto nella mia testolina. Grazie ancora ?
Cara Vanessa davvero tanti complimenti! Ho letto questa breve storia assaporando tutta la magia e la fantasia presente. Piacerebbe a tutti ricevere una sorpresa così nell’uovo di Pasqua, non essere rinchiusi ovviamente ? ma il poter veder oltre… Il vedere al dì là dei nostri confini… Perderci nel magico mondo della fantasia, dove tutto è più magico ? ancora bravissima!
Ti ringrazio Lara, sono felice di aver trasmesso un pizzico di magia e grazie per avermi letta! Lo apprezzo tanto ?
Racconto bellissimo una droga letteraria.Felice di averti scoperta.
Grazie per le bellissime parole, apprezzo tanto ?
Racconto molto carino, fluido e scorrevole.
Belle le immagini che crei nel lettore e che hanno la doppia funzione di incollarlo alla lettura e di trascinarlo nella storia.. Pikli sembra proprio di vederlo.
Brava.
Alla prossima lettura.
Grazie Raffaele, riuscire a mostrare a chi mi legge ciò che ho in testa è una sfida che ogni volta spero di portare a termine e se riesco nell’intento, mi fa un enorme piacere! Grazie per avermi letto e per i complimenti, a presto!!
Ciao Vanessa, se fa questo effetto Viva la cioccolata! Anche a me questa favola è piaciuta moltissimo, mi ha ricordato le atmosfere di “Alice nel paese delle meraviglie” ?
Ciao Micol! Si effettivamente Marlene potrebbe rappresentare in tutto e per tutto un’anziana Alice nel Paese delle meraviglie! Grazie per avermi letto, lo apprezzo tanto 🙂
Un racconto in cui aleggia la magia: ha il sapore di libertà, libertà dai vincoli, libertà di immaginazione. La fantasia domina e rende questa breve storia puro incanto. Molto interessante il richiamo al “velo”, una metafora riuscitissima. Complimenti davvero! 🙂
Puro incanto.. Sapere di aver trasmesso un po’ di magia, mi rende felice. Grazie Giuseppe, apprezzo tantissimo le tue parole e ti ringrazio per aver letto questo mio piccolo racconto! ?
Che carino. Scritto benissimo, un racconto molto simpatico. Brava.
Grazie Silvia mi fa piacere ti sia piaciuto!!
Vanessa, hai fatto davvero una magia degna del coniglio pasquale!!! E con questa frase “Non cercare ciò che puoi vedere, scosta il velo che copre il mondo e cerca ciò che non puoi vedere.” hai squarciato il velo di Maya di Schopenhauer e intravisto la vera realtà del mondo, una dimensione che noi, miseri mortali, ignoriamo. Eppure, con la fantasia, quella che tu hai rappresentato egregiamente, abbiamo qualche speranza di cogliere un lampo oltre il velo… complimenti!
Antonino che bel pensiero hai scritto ? grazie mille, apprezzo tantissimo queste tue parole! Questo racconto credo sia nato grazie a un’overdose di cioccolata… Una volta che l’ho finito di scrivere ho pensato ‘ma come mi è uscita ora questa storia..?!’ Grazie per esserti fermato a leggerla, mi fa tanto piacere! A presto ?