Codice giallo

Le flashbang abbagliarono i terroristi. Furono araldi di morte, le flashbang.

Un momento dopo, via radio, il comandante disse: «Fuoco, fate fuoco!».

Ordine di fuoco: quattro-due-uno-tre.

In quell’ordine i terroristi morirono, le teste esplose come palloni da spiaggia al contatto di un riccio di mare.

Gli uomini corsero come una falange, ma le sarisse erano degli MP5SD6. Marcus amava gli MP5SD6, gli MP5A5 li disprezzava, figurarsi gli MP5K! Ma gli MP5KPDW invece… Quando era stato nell’aeronautica, li aveva apprezzati in delle occasioni che era stato abbattuto dietro le linee nemiche come in Bosnia, in Iraq… Ora però quella città non era la Bosnia né l’Iraq, era una città e, come in un curioso film fantastico, il grattacielo era stato teletrasportato in una zona di guerra. Se poco lontano c’era il giardino pubblico con i giochi per i bambini, bastava superare l’ingresso che sui muri erano stampate meduse di sangue; l’odore di fumo, cordite, sangue ed escrementi era dappertutto e gli ostaggi urlavano, i terroristi gli sparavano alla nuca o alla schiena e poi loro venivano crivellati di colpi.

Anche se erano munizioni da pistola, i nove millimetri Parabellum non perdonavano.

Gli uomini calarono incontro ai terroristi: li uccisero quasi tutti. Quei pochi rimasti in vita, reagirono. Gli AK74M avevano il calcio rigido, erano ottime mazze. Tentarono di spezzare loro le ossa, ma gli uomini in nero furono più veloci: pugnalate allo stomaco e fu come se dei serpenti li avessero morsi e non volessero mollare la presa. Marcus sapeva cosa si provava: in Afghanistan una pugnalata l’aveva sorpreso all’addome; due settimane di ospedale e tre operazioni chirurgiche. Era tornato nei ranghi dopo tre mesi con tanta voglia di uccidere i Taliban.

Ma adesso…

Adesso?

I fumi si dispersero, rimasero le urla dei feriti e la carneficina era fatta.

Il comandante arrivò che applaudiva. «Ottima prova».

«Questi sono morti». Marcus indicò i terroristi, gli ostaggi…

«Ne troveremo di altri per questo tipo di prove. Gente che per pochi dollari si fa ammazzare c’è sempre. Stupidi illusi». Diede un calcio al cranio di un terrorista.

Gli sfuggì un bulbo oculare.

Marcus lo schiacciò con l’anfibio: un suono gelatinoso. Era pronto alla missione-esercitazione dopo, anche se loro erano del codice giallo di semiterrorismo.

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

    1. L’idea del racconto mi è venuto perché un ragazzo che giocava con me a soft air parlava spesso del codice giallo di semiterrorismo, così ecco il testo. Grazie per essere passata!