Come ho cercato di aiutare Mirella
Vivevo in questa città di medie dimensioni dell’europa occidentale, ok? In un piccolo appartamento pieno di roba dell’inquilino precedente, che se l’era data a gambe mollando tutte le sue cose perchè aveva paura di una qualche riscossione debiti che gli gravitava addosso, o almeno così mi era stato riferito dai vicini del terzo piano.
Comunque.
Nella piazzetta sotto casa c’era sempre un bel po’ di gente a fumare, bere, suonare, le cose che fanno i giovani (c’erano sporadicamente dei vecchi, spesso persone di mezz’età) di un certo tipo insomma, giovani schierati politicamente a sinistra direbbe qualcuno, io non ne ho idea, comunque non si vestivano come straccioni, vigeva più uno stile camicie con fantasie strambe e molti colori, jeans, gonne, roba casual se si dice ancora così, qualcuno potrebbe dire leggermente eccentrici ma non io.
In questa piazzetta mi metto quindi a passarci del tempo, e va a finire – com’è normale – che conosco della gente che pure inizia a conoscermi e ci stiamo reciprocamente simpatici, almeno cosí mi pare.
Quindi conosco ragazzi e ragazze, metti anche donne e uomini, e una ragazza di queste si chiama Ada, e poco a poco entriamo in confidenza e sempre più mi racconta i cazzi suoi, che è una a cui chiacchierare piace parecchio.
Diventiamo amici, o almeno buoni conoscenti, credo questo valga per lei quanto per me.
Com’è come non è questa Ada (davvero simpatica) stava da un po’, diciamo un paio di mesi, con un ragazzo alto e bello con gli occhi azzurri che aveva una sorella dall’occhio azzurro pure lei.
Tiro in ballo questa sorella perchè la mia amica cominciava ad avere certe paranoie riguardo a una certa gelosia che questa sorella (Mirella) manifesta nei loro confronti nel senso di coppia da cui si sente esclusa.
Questa gelosia mi pare strana e, in quanto curioso per natura – spero sempre nei limiti dell’educazione e non dell’impiccione, ma non devo essere io a dirlo – mi viene voglia di saperne di più e interrogo Ada a riguardo. Lei mi dice che questa Mirella chiama il fratello in continuazione e lo raggiunge ovunque egli sia, anche nella stanza di Ada, che si sente un po’ stranita all’inizio da questa cosa di essere nella propria stanza magari a sbaciucchiarsi col suo Antonio che di colpo le dice: sta passando qui mia sorella. Lo capisco, credo succedesse a me mi farebbe ben bene girare i coglioni, non ne sono certo perchè non mi sono mai trovato in una situazione del genere, ma posso immaginarmelo.
Lo sbalordimento iniziale di Ada si trasforma poi gradualmente (così dice lei) in leggero e poi sempre più acuto fastidio. A un certo punto, dati certi atteggiamenti discutibili di Mirella (atteggiamenti di cui non ricordo la natura esatta, e devo ammettere che forse mi ero distratto mentre Ada me ne parlava) sorgono addirittura preoccupazioni su una possibile origine – quasi certamente inconscia se proprio dovessi esprimere la mia opinione – incestuosa di questo atteggiamento.
Chiede quindi Ada, sempre con educazione, spiegazione di questo comportamento al suo ragazzo (o al suo uomo?), perchè non le pare il caso di interrogare direttamente Mirella, che è sì una sua buona conoscente ma non al punto di trattare con lei la questione direttamente. Se non c’è confidenza ci si scopre timidi, qualcuno addirittura codardo.
Si viene così a sapere che la Mirella non ha praticamente amici, e ha sempre avuto problemi a instaurare rapporti (aveva però un gatto con cui – parole sue – andava perfettamente d’accordo), insomma è piena di difficoltà relazionali di questo tipo, e si tuffa sul fratello che è abituatissimo ad avere a che fare con lei da sempre, la conosce perfettamente e l’accetta insomma, ed è anche un po’ preoccupato per lei per questo fatto di non avere amici propri eccetera, ma nemmeno lui se la sente di affrontare questo discorso per paura di ferire la Mirella, perchè a quanto pare è sempre stata fragile e in questo periodo lo è formidabilmente.
Ada, dice, digerisce le nuove informazioni, anche se in sostanza non sa bene cosa farsene, perchè la Mirella continua ad invitarsi ovunque alberghi il fratello, incurante delle occhiatacce che inevitabilmente (parole di Ada) Ada le lancia in tralice.
Com’è come non è mi sono intristito per questa sorella che non aveva amici, quindi ho pensato di scriverle, in questo specifico caso mi sono servito di Messenger che altrimenti non uso mai.
La mia intenzione era diventare io stesso un buon conoscente di Mirella per lenire almeno parzialmente le sue sofferenze, se non addirittura aiutarla a sbocciare come una farfalla nella migliore delle ipotesi. Un po’ un pensiero da principe azzurro del cazzo ma senza gli orpelli romantici.
L’ho quindi propriamente invitata in un bar dove risiedevo, la classica birra di fine pomeriggio, e lei ha accettato, mi sentirei sicuro di dire senza subodorare le mie intenzioni.
Si è presentata in questo bar, io ero già seduto nel dehor quando è arrivata, ed effettivamente l’ho vista sorridere molto in quel frangente, abbiamo fumato sigarette, bevuto le birre che ci andava di bere, chiacchierato del più e del meno e mi è parsa tranquilla come una persona normalmente equilibrata.
Io ho gli occhi castani che d’estate, con un certo riflesso del sole, possono sembrare tendenti al verde.
Un paio di giorni dopo mi ha scritto lei per sapere cosa facevo, se mi andava una birretta verso le 18, il che mi ha fatto piacere sempre in quest’ottica di diventare amici/conoscenti a seconda dei casi, nel frattempo però mi ero preso un’influenza pesantissima che mi aveva schiantato a letto creando enormi laghi di sudore durante la notte, quindi le ho risposto su Messenger: appena mi riprendo ti scrivo.
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Ciao Jek, ho molto apprezzato questo stile “parlato”, che mi ha ricordato Salinger ne “Il giovane Holden”. Se può farti piacere ti giro un’articolo che parla dello Skaz, uno stile letterario in cui potresti riconoscerti: https://edizioniopen.it/lo-skaz-detto-anche-monologo-gergale/
Un saluto e a presto
Ciao Tiziano, grazie. Leggerò volentieri l’articolo!