Come l’amore creò i panda
Serie: Storie per bambini
- Episodio 1: Il corpo parla
- Episodio 2: Il pigiamino spaventato
- Episodio 3: Come l’amore creò i panda
- Episodio 4: La stella Tarass
- Episodio 5: Il salto della ghianda
- Episodio 6: I mangia nebbia
- Episodio 7: Fier Galoppo
- Episodio 8: Il mago Pirolino
STAGIONE 1

Nel mondo animale ci sono creature che non sono solo bianche o solo nere, ma di entrambi questi colori. A strisce, a pallini e a macchie. Ti sei mai chiesto perché? Io sì e mi piace pensare che quei colori se li sono meritati. Immaginiamo che la natura abbia premiato quelle creature perché hanno compiuto gesta eroiche.
Tutto è iniziato da un’orsa, tanto, tantissimo tempo fa. L’orsa era mamma di due cuccioli belli come lei. Infatti, nel bosco, era conosciuta per essere la più attraente.
– Merito del colore della sua pelliccia – dicevano i gufi. A loro piaceva molto chiacchiere sotto il cielo stellato, appollaiati sui rami degli alberi.
– È color cioccolato! A chi non piace il cioccolato?! –
Le volpi del bosco, che ogni notte ascoltavano battibeccare sull’argomento, rimanevano in disparte, ma non erano d’accordo. Loro sostenevano infatti, che non era il colore a rendere così pregevole la pelliccia dell’orsa, ma piuttosto la sua morbidezza. E loro di pellicce, ne sapevano certo di più dei pennuti chiacchierini!
Un giorno, uno dei cuccioli di mamma orsa si ammalò di una brutta tosse. Era così brutta che l’orsetto non riusciva a mangiare e a dormire. Allora mamma orsa decise di andare a chiedere consiglio alla vecchia lumaca saggia, che viveva nel tronco di un albero, poco lontano dalla loro tana. Non c’era malanno che quella vecchia lumaca non sapesse curare.
– È una brutta tosse – confermò questa, non appena sentì l’orsetto tossire.
La mamma preoccupata pregò la lumaca di indicarle un rimedio.
– Questa tosse può curarla solo il miele fatato. Ma quel miele non è affatto facile da trovare – decretò, con tutta la sua saggezza, la vecchia lumaca.
L’orsetto tossí, poi di nuovo tossí, e di nuovo ancora. Mamma orsa fu determinata quando disse:
– Parola mia, troverò quel miele! –
La lumaca, con la codina rugosa, gli indicò la via.
– Cerca la roccia più alta e più appuntita del bosco. Lì ci vive il cinghiale burbero. Sono sicuro che ha una scorta di miele nella sua tana. –
– Troverò quella roccia e chiederò al cinghiale burbero un po’ del suo miele fatato – disse l’orsa. E così fece.
Dopo aver affidato gli orsetti all’amica tasso, si incamminò. Finché raggiunse il luogo dove abitava il cinghiale burbero, quando ancora il sole era alto nel cielo. Infatti trovò il cinghiale che dormiva sotto l’ombra di un cespuglio di more.
– Per favore, cinghiale, dammi un po’ del tuo miele fatato, così che io possa curare mio figlio. –
Le ciglia cespugliose del cinghiale si unirono strette strette. Il suo lungo muso suino sbuffò.
– Perché dovrei? Il miele fatato è mio! – esclamò con voce grossa. – Non mi piace condividere le cose che mi appartengono. –
Mamma orsa non si fece demoralizzare dal rifiuto.
– Io vorrei vedere i miei figli sempre felici e in salute. E tu, caro cinghiale, cosa vorresti? – Gli chiese.
Il cinghiale ci pensò. Poi borbottò e sbuffò. Sbuffò e borbottò:
– Io ho fame! Mangiare le more mi ha annoiato. Vorrei tanto delle mele selvatiche, dolci e succose -.
L’ orsa si arrampicò su un melo che cresceva lì vicino e prese tantissime mele per il cinghiale. A lui si rivolse, di nuovo.
– Io vorrei vedere i miei figli sempre felici e in salute. E tu, caro cinghiale, cosa vorresti? –
Il cinghiale, con la pancia piena, ci pensò. Sbuffò e poi si lamentò:
– Ho sete! Ma sono stanco della solita acqua fangosa della fonte. Vorrei bere acqua pulita, una volta tanto -.
Mamma orsa andò alla fonte, nuotò fin dove l’acqua era più profonda e riempì un cesto di foglie con acqua limpida per il cinghiale.
– Io vorrei vedere i miei figli sempre felici e in salute. E tu, caro cinghiale, cosa vorresti? –
Il cinghiale, rinfrancato, ci pensò.
– Il sole tra qualche ora scenderà e la notte è così fredda qui! Vorrei qualcosa che mi riscaldi nella mia tana. –
L’ orsa prese delle ragnatele e dei ciuffi di peli dalla sua pelliccia. Con quelli confezionò una coperta morbida e calda per il cinghiale, così che non dovesse più soffrire il freddo. Di fronte a quel gesto, il malumore non poté più resistere e fuggì via dal cinghiale.
– Tuo figlio è molto malato – disse, – io ti darò tutto il mio miele fatato, così potrai vedere i tuoi figli sempre felici e in salute. –
Che sollievo furono per mamma orsa, quelle parole! Salutò il cinghiale e tornò subito dai suoi cuccioli, portando con sé il miele fatato. Tutti gli abitanti del bosco furono sorpresi quando la rividero. Non era più l’orsa affascinante che conoscevano. La sua pelliccia era diventata ruvida, sporca e sfoltita. Ma l’orsa era felice, perché suo figlio era guarito dalla tosse. Nei giorni che vennero, accadde il miracolo. Mamma orsa fu premiata dalla natura: la sua pelliccia tornò come nuova, ma colorata di bianco e di nero. Perché tutti potessero ammirare quanto il suo animo fosse puro e profondo il suo altruismo. Fu proprio così che vennero creati i panda.
Serie: Storie per bambini
- Episodio 1: Il corpo parla
- Episodio 2: Il pigiamino spaventato
- Episodio 3: Come l’amore creò i panda
- Episodio 4: La stella Tarass
- Episodio 5: Il salto della ghianda
- Episodio 6: I mangia nebbia
- Episodio 7: Fier Galoppo
- Episodio 8: Il mago Pirolino
Quante verita` in questa bella favola. Le mamme per i loro cuccioli sono disposte a compiere tanti sacrifici e i “tipacci” con la scorza piu` dura, possono talvolta ammorbidirsi, usando semplicemente la gentilezza e i buoni gesti.
Sì Luisa, la mia intenzione era quella di mostrare al lettore (che sia giovane o meno giovane) che l’empatia e la gentilezza sono spesso la chiave. Doti rare di questi tempi. Grazie.
Sono bellissime e dolci le tue storie, scritte per noi bambini adulti. Equilibrate e istruttive. Una narrativa semplice, come deve essere, che è quasi una carezza 😊
Ho imparato con l’esperienza come parlare ai bambini. Loro guardano l’essenziale, perciò bisogna essere diretti, semplici, delicati. Ho letto i tuoi lavori Cristiana e penso che avere il tuo apprezzamento è già un grande traguardo. Grazie.
Hai scritto una bellissima storia, Rita, un invito a cercare il bianco ed il nero all’interno di noi stessi e delle altre persone. Il bianco ed il nero, che non diventano grigio.
Ti ringrazio Nyam. Ho cercato di rendere il messaggio chiaro ai più piccini.
grazie, hai carezzato una parte di me che credevo soppressa
Giulia, mi fa molto piacere sapere di averti suscitato tali sentimenti.
Mentre leggevo le tue storie, queste bellissime favole, mi sembrava di sentire il suono di un campanello che mi avvisava di cambiare pagina e avevo la voce di una bravissima narratrice che mi illustrava con trasporto ogni fiaba. Mi hai fatto tornare bambino. Un mangianastri sgangherato accanto, i fascicoli de I Raccontastorie sparsi sul letto e un sacco di mondi da scoprire.
Questa è magia.
Che gioia leggere di aver suscitato tante belle emozioni, Emiliano. Le tue parole mi rendono molto felice. Mi sono impegnata per realizzare questo lavoro… Grazie.
Che meraviglia. Una favola stupenda, significativa: emozionante, toccante.
Ma non solo, rinnovo i complimenti per una scrittura magistralmente perfetta, curata in ogni dettaglio. Cosa c’è di più bello per un lettore che proseguire senza intoppi, senza strappi, quasi scivolare su un sentiero coperto di miele.
Qui c’è tanta ma tanta bravura. Ancor più perché non ostentata.
Che fortunati quei cuccioli di panda.
E tu, Robért, sei magistralmente bravo nelle lusinghe. Anche nel recensire, trasformi le parole in carezze. Grazie.
Emozionante! Che poi il panda è l’animale nazionale cinese e in questo periodo sto scrivendo della Cina
Ti leggerò molto volentieri allora, Kenji.
Lo ying e yang di questo racconto è un piacevole balsamo che a me da lettore fa capire che c’è del bianco nel nero e viceversa. Splendida la cornice magica che crei, un sogno sospeso dove la bellezza degli animali arricchisce ogni calore, cordialità e ospitalità
Cordialità e ospitalità è proprio ciò che spero di trasmettere ai bambini. Grazie per aver colto questa sfumatura David.
Ciao ❣️
Che bellooooo
Mamma orsa fa un sacrificio per il suo orsetto malato e causa di questo la sua pelliccia si rovina, ma lei è felice lo stesso. È nella natura delle madri fare sacrifici per i propri figli … in qst racconto mamma orsa viene premiata e credo che anche nella vita di tutti i giorni le mamme dovrebbero avere un premio per tutto quello che fanno ❣️
Ciao Lola. Da mamma ti posso confermare che l’esperienza va vissuta per essere davvero compresa, fino in fondo. Apprezzare il lavoro che compie silenziosamente ogni mamma, lavoratrice o no, è il primo passo per una società migliore.