Compendio di Diritto Fallimentare e Pulizia del Karma (di Giulia Samaras, Edizioni Liminali)
Serie: OLOTIPI DELL'IMMAGINARIO
- Episodio 1: Zafiristan (di Learco Bissoli, illustratore, cartotecnico)
- Episodio 2: Songs for Broken Hands (di Peggy “Fingerless” Ford, arpista, Folkways Records)
- Episodio 3: Escaping Downtown / To the River Valley (di Muddy Gennet & the Terminal Ensemble, Sick Town Tapes, Bruxelles 1999)
- Episodio 4: Come restare incinta durante una gravidanza (di Elena Marini, scrittrice, Torino)
- Episodio 5: Milwaukee (di Jacob Frances Butler, detto “Eclipse-Jack”, drammaturgo, internato, Milwaukee 1875 – Londra 1922)
- Episodio 6: Milwaukee – Dettaglio (di Jacob F. Butler, detto “Eclipse-Jack”, drammaturgo, internato, Milwaukee 1875 – Londra 1922)
- Episodio 7: L’altra me (firmato Alba / Alceo Ferretti, Fiorani Edizioni)
- Episodio 8: L’altra me – Dettaglio (firmato Alba / Alceo Ferretti, Fiorani Edizioni)
- Episodio 9: Guida al respiro subacqueo (di Marco J. Balestri, istruttore di apnea, Fiorani Edizioni)
- Episodio 10: Guida al respiro subacqueo – Dettaglio (di Marco J. Balestri, istruttore di apnea, Fiorani Edizioni)
- Episodio 1: Enciclopedia Panteistica delle Imprecazioni (di Lorenzo Vesperi, Edizioni Oblique)
- Episodio 2: Previeni la calvizie con la tricotillomania (di Gabriele Neri, Fiorani Edizioni)
- Episodio 3: Compendio di Diritto Fallimentare e Pulizia del Karma (di Giulia Samaras, Edizioni Liminali)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Per ventidue anni, Giulia Samaras aveva fatto il mestiere più freddo che il diritto commerciale possa offrire: curatrice fallimentare, la persona che il tribunale nomina per smontare, voce di bilancio dopo voce di bilancio, ciò che resta di un’impresa quando smette di potersi sostenere da sola.
Era brava, e lo sapeva con la stessa precisione con cui sapeva leggere uno stato patrimoniale: fredda in aula, spietata sulle scadenze, capace di liquidare un’azienda di famiglia senza che la voce le tremasse mai. I colleghi la chiamavano, con un misto di rispetto e disagio, il bisturi. Nessuno, guardandola muoversi tra fascicoli di insolvenza, avrebbe previsto che sarebbe diventata l’autrice dell’unico manuale al mondo capace di trattare un concordato preventivo come una forma di preghiera laica.
Il cambiamento arrivò quando toccò a lei sedersi dall’altra parte del tavolo: lo studio legale che aveva fondato con l’ex marito non sopravvisse al loro divorzio, e Giulia si ritrovò, ormai cinquantatreenne, a dover applicare a se stessa le esatte procedure che per due decenni aveva applicato agli altri con distacco professionale – fu così che scoprì, con una sorpresa che la disorientò, di non riuscire a viverle con lo stesso distacco quando il nome sul fascicolo era il proprio.
Un’amica, intanto, preoccupata per quello che chiamava “il suo silenzio troppo ordinato”, la portò con sé a un primo ritiro di meditazione sul lago d’Orta. Giulia ci andò per compiacerla, convinta che sarebbe durato un weekend: ci restò per i tre anni successivi, alternando le ultime pratiche da curatrice rimaste in carico a corsi di guarigione energetica, letture di filosofia orientale e convegni di “pulizia karmica” tenuti in cascine ristrutturate dell’Appennino.
Fu durante uno di questi ritiri, mentre un’insegnante parlava di karma come di un bilancio che l’anima si porta dietro da un’esistenza all’altra, che a Giulia si accese quella che avrebbe poi descritto, senza un filo di ironia, come “l’unica vera intuizione professionale della sua vita”: il concordato preventivo – la procedura con cui un debitore propone ai creditori una soddisfazione parziale per evitare la liquidazione totale – non era poi così diverso, strutturalmente, da un atto di riconciliazione karmica. Entrambi presupponevano il riconoscimento pubblico di un debito. Entrambi richiedevano una proposta credibile per essere accolti. Entrambi, se andavano a buon fine, permettevano di ripartire senza il peso di ciò che restava insoluto. Da questa equivalenza, che a chiunque altro sarebbe parsa un azzardo concettuale, nacque il progetto di un manuale che tenesse insieme, capitolo per capitolo, il codice della crisi d’impresa e la letteratura sulla purificazione energetica.
Compendio di Diritto Fallimentare e Pulizia del Karma si presenta diviso in due parti perfettamente speculari – la prima dedicata al diritto fallimentare, la seconda alla pulizia del karma –, con una sezione conclusiva di casi pratici in cui le due materie confluiscono senza soluzione di continuità. Il paragrafo sul concordato preventivo, forse il più citato del libro, afferma che la proposta di concordato rappresenta, nell’ordinamento giuridico, uno strumento di composizione della crisi mediante il quale il debitore propone ai creditori una soddisfazione parziale e che, in ambito karmico, essa corrisponde al momento in cui l’anima, riconoscendo le proprie passività, offre all’Universo un’intenzione chiara di riequilibrio; conclude, con la stessa cadenza in entrambe le metà della frase, che ogni proposta è una preghiera laica, ogni accordo un passo verso la guarigione. Il capitolo sull’omologazione del tribunale – l’atto con cui il giudice sancisce la validità dell’accordo raggiunto – viene tradotto, senza mai un accenno di distanza ironica, come il momento in cui non basta più voler cambiare, ma occorre essere visti, da sé e dal cosmo, come degni di una nuova possibilità: solo ciò che viene accettato può essere trasformato, solo ciò che è onorato può essere liberato.
Giulia, che aveva passato una carriera a scrivere relazioni tecniche impeccabili, applicò alla materia spirituale lo stesso rigore quasi notarile con cui un tempo redigeva un piano di riparto, ottenendo un testo che non scherzava mai, in nessuna delle sue trecento pagine, e che per questo risultava tanto più assurdo quanto più veniva letto con la serietà con cui era stato scritto.
Il manoscritto arrivò a Edizioni Liminali – piccola casa editrice specializzata proprio in testi di confine tra discipline che normalmente non si parlano – nel pieno di una seconda crisi di Giulia, più economica che esistenziale: lo sfratto dallo studio in cui viveva da un anno, l’ultima tappa di un dissesto che nemmeno la pulizia del karma era riuscita a fermare.
L’autrice consegnò la seconda metà del libro scritta di getto, in poche settimane, senza più la pazienza per rileggerla con ordine; l’indice, composto per ultimo e mai più sistemato, finì incollato per errore proprio a metà del volume, e la numerazione delle pagine, saltando e ripetendosi in più punti, restò quella del file consegnato così com’era. L’editore, che aveva già accettato il libro proprio per la sua natura ibrida e spiazzante, decise di stamparlo senza intervenire, convinto – o forse solo felice di poterlo credere – che quella disorganizzazione fosse una scelta compositiva coerente col tema della “liquidazione dei beni e distacco dalle illusioni” del capitolo quarto, e non quello che era davvero: la fotografia esatta del caos in cui si trovava la Samaras nel momento in cui finì di scriverlo.
Il libro non fece scandalo, non vendette quasi nulla, e non ebbe mai una seconda edizione che qualcuno si prendesse la briga di correggere. Giulia lasciò scadere l’iscrizione all’albo dei curatori fallimentari poco dopo la pubblicazione, senza rinnovarla e senza spiegazioni ai pochi colleghi che gliele chiesero: continuò a offrire, gratuitamente e senza più alcuna cornice professionale, consulenze informali a chiunque si presentasse – a suo dire – “sovraindebitato, dentro o fuori”.
Di un secondo libro non parlò mai più: diceva di aver già chiuso l’unico concordato che le importasse davvero, quello con se stessa, e di non vedere alcuna ragione per riaprire una pratica che considerava, karmicamente e giuridicamente, già omologata.
Serie: OLOTIPI DELL'IMMAGINARIO
- Episodio 1: Enciclopedia Panteistica delle Imprecazioni (di Lorenzo Vesperi, Edizioni Oblique)
- Episodio 2: Previeni la calvizie con la tricotillomania (di Gabriele Neri, Fiorani Edizioni)
- Episodio 3: Compendio di Diritto Fallimentare e Pulizia del Karma (di Giulia Samaras, Edizioni Liminali)
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