
Concorso barzelletta
Serie: Cancello automatizzato
- Episodio 1: Fido e il Maresciallo
- Episodio 2: L’ingegnere
- Episodio 3: Un Maggiolino tutto matto
- Episodio 4: NO! NON LÌ!
- Episodio 5: Primo incontro ravvicinato
- Episodio 6: Concorso barzelletta
- Episodio 7: Take Five
- Episodio 8: Porco uomo!
- Episodio 9: ENAC LA ITNETTA
- Episodio 10: La soluzione finale
STAGIONE 1
NELLA PUNTATA PRECEDENTE: L'ingegnere scopre che Fortunato è un ex Maresciallo della Guardia di Finanza. I due, tre con Fido, si ritrovano sul Maggiolino per una strana ma spiegabile coincidenza. Dopo una folle corsa la Posta Centrale è li ad attenderli.
“CHIUSO PER SCIOPERO” era lo scarno comunicato scritto a mano su di un foglio A4 da una mano incerta con un pennarello nero, appeso alla grande porta in ferro battuto della Sede Centrale della Posta capitolina.
«Abbiamo rischiato la vita per niente!» esclamò il Maresciallo visibilmente adirato. «Caro ingegnere ha corso come un folle inutilmente.»
«Vuol dire che la sua raccomandata non era da farsi» ribattè l’ingegnere.
«E farsi gli affari suoi?»
«Non se la prenda, per fortuna siamo in Italia e non in Iran, lì avrebbe trovato le porte aperte però le raccomandate le accettano solo in farsi, non in italiano.»
«Ribadisco, e farsi gli affari suoi? Ma di cosa si è fatto questa mattina? Le sue battute non fanno ridere, vero Fido?»
Fido chiamato in causa non si scompose, non era per niente interessato a quel battibecco tra umani, d’altronde, per ironia della sorte, i cani non comprendono l’ironia. Abbaiò d’istinto, forse voleva dire quello che i cani non dicono e che gli uomini non capiscono.
«Le racconto una barzelletta su di una raccomandata, così per tirarla su di morale» era l’ingegnere in vena d’ironia. «Ascolti, è la storia di una signora alla ricerca di un posto di lavoro, Assunta, questo è il nome che le avevano dato i suoi genitori, forse perché a quel tempo disoccupati. Assunta è seduta difronte all’esaminatrice e sta ascoltando con attenzione le sue parole:
«Lei ha superato con un ottimo punteggio la prova scritta del concorso indetto dalle Poste Italiane per un posto di postina. Mi scusi sig.ra Assunta! Volevo dire portalettere. L’abbiamo convocata oggi per la prova orale. Per iniziare le farò un quesito semplice semplice, mi sa dire cos’è una raccomandata?»
«Una stronza come lei, assunta senza concorso!»
«Divertente no? Di sicuro Assunta non sarà stata assunta.»
Il Maresciallo accennò un sorriso: «Si vede che la mia raccomandata non è raccomandata».
I due boomers risero di gusto, quel muro di ghiaccio che li divideva si stava lentamente sciogliendo, e non per il riscaldamento climatico.
«E ora che si fa?» si chiese il Maresciallo continuando:
«Per oggi è andata com’è andata, domani…»
«Domani è un altro giorno, si vedrà» la risposta ironica alla Rossella O’Hara dell’ingegnere.
I due si guardarono stupiti, al che il Maresciallo:
«Vedo che ha sempre la battuta pronta.»
«Sinner docet.»
Ace e game. (La nota marca di varechina ringrazia per l’involontaria pubblicità.)
Lo scambio di battute si concluse con un punteggio tennistico: 45-0 per l’ingegnere.
«Lei è stato così gentile da darmi un passaggio, posso offrirle un caffè per sdebitarmi?»
Dopo un attimo di esitazione l’ingegnere acconsentì. «D’accordo, entriamo in quel bar all’angolo, alla mia età certe esigenze idrauliche non sono rimandabili, lei mi capisce vero.»
«Eccome! Ne approfitterò anch’io, a volte invidio Fido, lui non si pone mai il problema del dove, la fa e basta.»
«Come tutte le bestie» ribattè l’ingegnere seccamente.
«Per me Fido non è una bestia, si comporta semplicemente come la natura lo ha creato» la risposta risentita di Fortunato in difesa del suo amico a quattro zampe. «Gli umani invece sono delle bestie, non saprei come definire diversamente chi dotato di intelletto si macchia dei peggiori crimini, lo testimoniano le atrocità che riescono a compiere e che riempiono le cronache di tutti i giorni, per non parlare dei conflitti in corso. Lei, che come me vive da solo, non ha mai pensato di riempire la sua casa con la presenza di un animale? La gioia che mi dà Fido ogni giorno è impagabile, nessuna tecnologia potrà mai sostituire il suo affetto.»
L’ingegnere ingurgitò tutto d’un fiato il caffè ristretto che non aveva zuccherato come d’abitudine, le parole del Maresciallo lo avevano reso ancor più amaro. Non replicò, ripose la tazzina sul bancone rimanendo in silenzio, abbozzò poi una leggera smorfia di disappunto rimanendo pensieroso.
«Non ha niente da dire? Dov’è finito il suo umorismo?» lo incalzò il Maresciallo.
«Lei sa come la penso» la risposta lapidaria dell’ingegnere.
«Vedrà che cambierà idea. Io passo ogni mattina davanti alla sua villetta a schiera, se ha piacere e del tempo libero potremmo fare due passi assieme, ne sarei felice.»
«La ringrazio Sig. Felice—»
«Fortunato, mi chiamo Fortunato.»
«Mi perdoni, allora arrivederla Sig. Fortunato.»
«Ci stiamo salutando e, incredibile ma vero, non so ancora il suo nome.»
«Non mi dica che non lo ha letto sul campanello?»
«Ok, lo confesso Ing. Da Vinci, non mi dica che l’hanno battezzata Leonardo?»
«Spiritoso! Il mio nome è Michelangelo.»
«Michelangelo Da Vinci! Geniale!»
«Maresciallo vuole uno strappo fino casa?»
«No grazie, già che sono in centro ne approfitterò per delle commesse.» Era una menzogna, Fortunato non voleva provare un’altra volta le brezza di una gara di rally.
«Le commesse, specialmente quelle giovani e belle, sono luce per i nostri occhi, vero Maresciallo?»
Fortunato strizzò l’occhio destro in segno di approvazione.
I due pensionati si accomiatarono senza tanti salamelecchi: il Maresciallo accennò un saluto militare, l’ingegnere rispose con un cenno della mano, Fido, dopo aver girato più volte attorno ai suoi piedi, con un bauuu simile ad un latrato.
L’ingegnere rimase immobile non nascondendo una certa irritazione, Fido era pur sempre un cane, un essere inferiore da evitare in ogni modo. Sempre!
Posteggiato lì vicino Il Maggiolino aveva assistito la scenetta senza dire niente, la sua voce inconfondibile si sentì non appena l’ingegnere salì a bordo e il motore iniziò a girare con regolarità lasciando alle spalle una nuvola tossica zeppa di materiali pesanti dannosi alla salute, tollerata soltanto perché era un’automobile storica che aveva abbondantemente superato i trent’anni di onorato servizio.
Così il padrone di quel cane incontinente è un ex Maresciallo della Finanza, chi l’avrebbe mai detto, pensò l’ingegnere mentre il cancello automatizzato azionato a distanza stava aprendosi con estenuante lentezza. Aperto il box ripose il pacco che non era riuscito a spedire in un angolo del locale rimasto orfano del Maggiolino, al suo posto, su di un tavolo al centro, un misterioso oggetto non identificato coperto da un telo nero aveva trovato alloggio. L’ingegnere ne sollevò un lembo, tanto per dare una breve occhiata alla sua creatura. Ancora qualche dettaglio da sistemare e ENAC sarà pronto, non vedo l’ora di vederlo all’opera, pensò tra sé e sé, non nascondendo la soddisfazione per il risultato ottenuto. Il suo sogno stava per diventare realtà.
Serie: Cancello automatizzato
- Episodio 1: Fido e il Maresciallo
- Episodio 2: L’ingegnere
- Episodio 3: Un Maggiolino tutto matto
- Episodio 4: NO! NON LÌ!
- Episodio 5: Primo incontro ravvicinato
- Episodio 6: Concorso barzelletta
- Episodio 7: Take Five
- Episodio 8: Porco uomo!
- Episodio 9: ENAC LA ITNETTA
- Episodio 10: La soluzione finale
Sempre intrigante e giocoso Fabius, leggerti è confortante, rilassante ed educativo! Ti aspetto al varco. Presto.
Caro Giuseppe non ho parole per ringraziarti, però ho un motivetto sanremese di Willie Peyote: “Grazie ma no grazie”.
E’ tutto bellissimo!
Grazie Kenji, “È tutto bellissimo” è un commento da incorniciare.