Conformità
“Buon fine settimana Dottore” sibilò la signora Lucia con tono insolitamente aspro e cipiglio quasi ammonente, ostentando un atteggiamento differente rispetto al cinguettante amabile tono emotivo a cui aveva abituato tutti in azienda. Le sue dardeggianti occhiate trasudavano livoroso risentimento.
“Che diamine vuole questa?” si domandò tra se il commendatore Notario, amministratore unico e socio di maggioranza della società, nonché diretto superiore gerarchico della signora Lucia.
“Va tutto bene Lucia?” domandò confuso il commendatore.
“Certamente si” rispose con il medesimo tono aspro e risentito la signora Lucia.
Notario la osservò spaesato. La signora Lucia era un’ottima segretaria, efficiente e disinvolta. Notario non riusciva a comprendere questa improvvisa impennata. Preferì non indagare.
“Va bene. Buon fine settimana a lei” si limitò a replicare.
“Ancora buonasera” concluse Lucia, lanciandogli un ultimo livoroso sguardo prima di congedarsi.
Non appena Lucia se ne fu andata, Notario chiamò all’interfono Luigi, responsabile delle risorse umane, chiedendo di raggiungerlo nel suo ufficio. Luigi si palesò in modo pressoché istantaneo. Luigi aveva un fisico asciutto ed occhiali da nerd a coprire un volto spigoloso ed occhi penetranti.
“Mi dica dottore” esordì.
“Luigi, la signora Lucia mi è sembrata strana. Che lei sappia, va tutto bene?”
Luigi osservò Notario con quella perplessità che sottintende la domanda implicita “Me lo stati domandando veramente?!”
Notario si irrigidì ulteriormente, continuando a non comprendere.
“E’ una candid camera per caso?” domandò con malcelato fastidio.
Luigi sorrise.
“Dottore, io non ho certezze. Però immagino che il comportamento di Lucia dipenda dall’assunzione del dottor Voltola”
Notario sgranò gli occhi per la sorpresa. Il dottor Voltola era stato assunto la settimana precedente con il ruolo di responsabile del settore marketing. Il dottor Voltola era il figlio dell’ingegner Voltola ma soprattutto era il rampollo di una delle famiglie più potenti della regione.
“Non capisco il nesso” commentò Notario perplesso.
Luigi allargò le braccia.
“Mi spieghi quindi” lo esortò Notario.
“Vede dottore, la signora Lucia è la zia della dottoressa Guerra”
“Guerra …” balbettò Notario evidentemente impreparato.
“Si la dottoressa Guerra, ovvero colei che è stata scartata al momento dell’assunzione a favore del dottor Voltola. La signora Lucia, e non solo” disse Luigi calcando volutamente quest’ultima parola “si sarebbe atteso un esito diverso, tenuto peraltro conto dello scandalo in cui il Voltola è stato recentemente coinvolto e delle competenze oggettivamente superiori della nipote” ammiccò Luigi, evidentemente riferendosi al processo per maltrattamenti nei confronti della moglie subito dal dottor Voltola conclusosi, solo grazie alle numerose amicizie del potentissimo padre, con l’estinzione per intervenuta prescrizione del reato ed una vantaggiosa transazione in sede civile. In azienda tutti si sarebbero attesi che come immagine relazionale della società sarebbe stata scelta una plurilaureata come la Guerra, in luogo di un figlio di papà saturo di cocaina fino alla punta dei capelli, privo di meriti e pregi se non quello di essere ricchissimo ed ammanicato ovunque, il quale doveva ogni sua fortuna esclusivamente al possesso di un cognome prestigioso. Peraltro la Guerra aveva disperata necessità del lavoro, essendo rimasta vedova con tre figli, mentre il Voltola era uno scapolo arrogante che viveva di rendita nella lussuosa villa dei genitori e si presentava saltuariamente al lavoro quando non era saturo di alcol e droghe.
“Il Voltola ha dimostrato di possedere risorse che a questa azienda possono risultare particolarmente utili” tagliò corto Notorio.
“Ovvero? Conoscenze ed agganci?”
Notario sorrise sardonicamente.
“Per favore Luigi, eviti di recitare la parte della verginella pudica con me. Sappiamo bene entrambi che non esiste patrimonio più inestimabile”
“Superiore alle competenze?”
“Di chi scusi?”
“Di un’esperta di marketing” rispose asciutto Luigi
Notario scosse il capo sorridendo.
“Che competenze può avere un discotecaro arrestato a più riprese per rissa e spaccio di stupefacenti il quale ha comprato, con i soldi di papà, una laurea in economia aziendale on line, mi scusi?” incalzò Luigi.
“Forse non ci siamo capiti. A me non interessano le competenze di Voltola ma le conoscenze sue e della sua famiglia. Ha un’idea di quali porte può aprirmi suo padre?”
Luigi scosse il capo.
“La dottoressa Guerra ha due lauree e tre specializzazioni”
Notario piantò i suoi occhi in quelli di Luigi.
“La dottoressa Guerra? Stiamo parlando della dottoressa Guerra??” esclamò quasi divertito.
Luigi annuì spaesato.
“Quella con tre figli ancora minorenni??” urlò Notario producendosi in una risata sguaiata “Quali porte può aprirmi la dottoressa Guerra, mi scusi?! Quelle di un asilo nido?!”
Luigi avrebbe voluto replicare ma le parole gli morirono in bocca; ricordò che anche lui a casa aveva un figlio da mantenere e che quello era l’uomo che gli faceva pervenire mensilmente il bonifico necessario a sopravvivere. Si accomiatò con quell’inestinguibile amarezza che solo una sensazione di profonda ingiustizia può lasciare in bocca. In quel momento la porta dell’ufficio di Notario si spalancò. Davanti ad essa si ergeva, visibilmente ubriaco, il Voltola, con la camicia fuori dai pantaloni ed un magnum di champagne aperto in mano.
“Ehi Noti” urlò sguaiatamente il Voltola “quando hai finito con lo sgherro” esclamò alludendo evidentemente a Luigi “ti porto a conoscere Ferdi” riferendosi al magnate del settore fotovoltaico “Ci aspetta al club!”
Notario osservò Luigi ed infine esclamò causticamente:
“Mi scusi Luigi, può chiudere la porta uscendo? io e il dottor Voltola” disse sottolineando volutamente il termine dottore “dobbiamo lavorare”
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Così va il mondo: vario e avariato. Sul piatto della bilancia degli affari i meriti pesano poco rispetto ai profitti. E una donna con figli piccoli parte spesso svantaggiata, rispetto a uno scapolo (o divorziato?).
Un racconto che amareggia, nonostante il finale quasi comico.
Amareggia non poco in quanto, purtroppo, di iniquità di questo genere ne vediamo a fiumi