
Corre come un matto
Serie: Gran Premio
- Episodio 1: Bisognava parlarne
- Episodio 2: Corre come un matto
- Episodio 3: Scelta
- Episodio 4: Tenebre
STAGIONE 1
Il pub era avvolto nella penombra; la poca luce che penetrava dalle vetrate tappezzate di adesivi e poster faceva luccicare il vetro delle bottiglie dietro al bancone. Rosso, oro, verde, scintillanti colori del piacere.
“Buongiorno” disse il barman, accennando un sorriso da manuale.
“Salve.”
“Cosa posso servirle?”
“Boulevardier. Due, grazie.”
“Fanno venticinque dollari.”
Herbert estrasse un biglietto da venti e uno da dieci. “Il resto è mancia.”
“Molto gentile.”
Restò a osservare i movimenti rapidi e disinvolti del barman. Ghiaccio, goccioline di condensa, tintinnio del cucchiaino contro lo shaker. La saliva gli stava inondando la bocca.
Finalmente, il barman posò le fettine d’arancia sul bordo di ciascun bicchiere. Andò a servire un tavolo all’angolo del bar. Due signore con la puzza sotto il naso si stavano lamentando per il troppo ghiaccio; un classico.
Afferrò una delle coppe alla base. Il vetro era freddo al contatto con le dita. L’aroma di agrumi si mescolava con quello pungente del whiskey. Appoggiò le labbra al bordo della coppetta, e i taglietti che si era procurato mordendosi le labbra bruciarono. Poi, la mistura ghiacciata andò giù, in un sorso, prima rinfrescandogli e subito dopo infuocandogli la gola. Strinse gli occhi e inspirò a fondo. Respinse per qualche istante l’impulso di vomitare. Quando lo stomaco gli diede l’ok, buttò giù anche l’altro.
Erano passati poco più di dieci minuti da quando era entrato in quel bar, e i pensieri erano già fuggiti, lontani, spaventati dalla mistura magica. Però, stava ancora pensando. Altri due.
“Altri due.”
Le due megere, dall’angolo del bar, lo guardavano disgustate. “Sono solo le dieci del mattino, Margareth!” Si voltarono quando Herbert le guardò con sguardo vacuo.
“Certo, signore. Fanno vent…”non dovette continuare la frase. Herbert gli porse cinquanta dollari.
“Le do il resto…”
“Mancia.”
“Lei è troppo gentile, signore.”
“Herbert.”
“Molto gentile, Signor Herbert.”
Ingoiò gli altri due drink, e poi una birra in bottiglia, dato che aveva esaurito i contanti.
Altrimenti sarei restato qui fino alla chiusura.
Era di nuovo in strada. Il caldo lo colpì come una mazzata sul capo, facendogli saltare i nervi. Imprecò. Guardò a destra e a sinistra, mettendo a fuoco ogni sagoma di automobile per trovare la sua. Eccola, la Chevrolet del ’92.
Si incamminò verso il bordo del marciapiede. In lontananza, ma in avvicinamento, il rombo del motore di una Ferrari.
Corre come un matto.
Quando fu sull’asfalto, una vampata di calore lo stordì. Condusse barcollando i primi passi attraverso la strada, quasi senza perdere l’equilibrio.
Maledetto caldo. Non cadere.
L’urlo del motore era vicinissimo. Il suo ultimo pensiero, poco prima che le gomme iniziarono a stridere sull’asfalto, fu:
Sono al gran premio di Formula Uno.
Serie: Gran Premio
- Episodio 1: Bisognava parlarne
- Episodio 2: Corre come un matto
- Episodio 3: Scelta
- Episodio 4: Tenebre
Molto bello questo racconto.
Onestamente, credo tu abbia fatto la scelta più giusta facendolo terminare così, come un corto cinematografico, perché in questo modo riesce a catturare tutta l’essenza cupa e malinconica che gli hai dato.
Grazie Giuseppe, per aver letto e apprezzato !
Un flash! E adesso? Bellissimo, complimenti
Ti ringrazio, mi fa molto piacere che ti sia piaciuto il racconto. In teoria, in base alla mia idea originaria, il racconto sarebbe finito!
E’ qualcosa di straziante ma terribilmente veloce…
Il mio ‘e adesso?’ Cercavo proprio questa conferma. L’avevo intuito… Veramente efficace e tremendo allo stesso tempo. Bravissimo
Un racconto così tanto inteso da far vivere e provare le stesse sensazioni e pensieri del protagonista. Mi ha fatto molto piacere leggerlo e anche il finale è stato abbastanza inaspettato, un po’ amaro ma leggendo la mente del protagonista era una fine abbastanza segnata. Complimenti ottimo racconto!
Grazie 🩷
<3
Corto, ma capace di farci vedere quanto è complicata la situazione del protagonista. A me sta piacendo, aspetto il seguito.
Questo episodio è molto corto perché, in realtà, sarebbe unito alla prima parte; ho dovuto separarli per il limite al numero di 1500 caratteri.
Purtroppo devo deluderti: è un racconto breve, che si conclude con la morte di Herbert 🙁
Grazie ancora per la lettura!
No. Ma come? Mi sono lasciato trasportare dalle sfumature tipiche americane del genere Hard boiled che la tua scrittura emana, complice anche il fatto che ne sono fan. Un consiglio spassionato: tieni in conto di scrivere qualcosa su questo genere parecchio di nicchia, secondo me saresti portato.
Sicuramente tornerò sul genere: mi reputo soddisfatto del racconto e proverò a scrivere qualcos’altro 😉