Cosa fanno le stelle

Serie: Lascia che passi la notte


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Annalisa si trova a cena con Andrew e il padre di lui. Quando la tensione è troppa, con la scusa di voler chiamare suo marito, si rifugia in giardino.

Annalisa non aveva voglia di rientrare.

Nella semioscurità del giardino, tra la sagoma scura di un albero e la facciata della casa, scorse un dondolo. Un ottimo posto per starsene per conto suo o, come le avrebbe detto sua madre, per continuare a comportarsi da maleducata.

Con una sigaretta in mano, si sedette e avvertì il freddo del metallo attraverso i pantaloni.

Il sapore familiare del tabacco le accarezzò la gola, si concentrò sul suono del suo respiro.

Guardò su, le stelle luccicavano come minuscoli diamanti. Da bambina provava a contarle e unirle come puntini, immaginando fossero portali di un altro mondo, o una finestra sull’universo del passato. Una volta, suo padre le aveva spiegato che la luce che vedevano dalla Terra, in realtà, risaliva all’epoca dei dinosauri e aveva impiegato milioni di anni per raggiungere loro. Non era magia quella? Una delle poche rimasta intatta dalla sua infanzia.

Avvertì una porta aprirsi e lo scricchiolio di passi in avvicinamento, ma non si mosse.

“Già finita la chiamata?”

La risposta scivolò fuori insieme al fumo, lo sguardo ancora in su. “Sto guardando le stelle.”

Avvertì in Andrew un’esitazione insolita. “Posso farlo con te?”

“Puoi.”

Il dondolo oscillò sotto il nuovo peso accompagnato da un leggero cigolio. Lui si era seduto all’estremità opposta, percepì che quella distanza non fosse casuale e l’apprezzò.

Inclinò ancora di più la testa e allungò le gambe.

“Le sai riconoscere?” Alle parole di Andrew seguì lo scatto dell’accendino.

“No.” Alex aveva provato a insegnarle come individuare la Stella Polare e trovare le costellazioni, ma lei, alla volta successiva, si era già dimenticata. “Però mi aiuta pensare a cosa fanno le stelle.”

Lui soffiò piano via il fumo. “Cosa intendi?”

Chissà se, ascoltandola, l’avrebbe presa per matta. Annalisa si concentrò su un puntino rosso, forse Marte. “Bruciano ad altissime temperature fino a consumarsi ed esplodere, ma a noi appaiono minuscole, calme e irraggiungibili. Non siamo consapevoli delle loro dimensioni o del loro ciclo vitale, ci prendiamo solo la loro bellezza.” Appena una piccola porzione del volto di Andrew era illuminata dalla luce dorata della finestra, non abbastanza per leggere la sua espressione.

“Vorrei esserne capace anche io” mormorò lei.

“Di essere bellissima e irraggiungibile?”

“Di bruciare dentro in silenzio e buttare fuori solo luce.”

Dalla strada dietro di loro arrivarono una frase incomprensibile e una risata femminile.

“Non è quello che già fai? Bruciare e fingere di non consumarti?”

Annalisa sentì il suo sguardo addosso e le sembrò di essere accarezzata e graffiata insieme.

Lui proseguì. “Mi chiedi di Mineko, vuoi capire cosa sia stata per me, ma tu non parli mai di Alex. Non lo fai con nessuno, neanche con tuo marito, non è vero?”

Uno schiaffo l’avrebbe trovata più preparata. Smise di guardare le stelle, il fumo le uscì dalla bocca con un tremolio e mettere insieme qualche parola le costò fatica. “Almeno quel dolore posso risparmiarglielo.”

Andrew sbuffò dal naso. “E a cosa serve se nei tuoi pensieri c’è ancora un altro?”

La rabbia le risalì alle labbra. “Che diritto hai di criticarmi; condividiamo dei trascorsi simili e allora? Neppure tu hai superato la perdita della tua migliore amica, che cosa vuoi insegnarmi?” Non gli diede il tempo di ribattere, la gola e il volto che andavano in fiamme. “Che cosa cambia parlarne, serve solo a ricordarmi che non tornerà e che in parte è colpa mia, che se non fossi stata gelosa di lui e di Lorenza, di un bacio senza senso, non avremmo litigato, se gli avessi creduto quel giorno saremmo stati insieme.” La voce le si spezzò. Non voleva piangere, non era il momento e con la persona giusta. Tirò su con il naso e cercò di ritrovare un respiro regolare, di sciogliere il grumo che le era risalito in gola. Sperò che Andrew la piantasse lì, finalmente esasperato e offeso. Di uomini che resistevano a oltranza ne aveva già sposato uno.

Ma lui rimase. “Non puoi modificare il passato, Ann e neanche rimanerci intrappolata per sempre.” Il peso sul dondolo cambiò e Andrew si tirò su. “Non basterà il tempo, l’amore di tuo marito o quello di un altro, non servirà neppure questo viaggio se non sarai disposta a trasformare qualcosa dentro.”

Avrebbe dovuto apprezzare quel discorso, o almeno l’intenzione che c’era dietro, ma era stanca. Non voleva più stare male, né scusarsi per quello che provava. Rimase seduta, con i gomiti puntati sulle gambe e il busto inclinato in avanti. “Perché fai così? Mi riempi di belle parole, mi porti in giro, ti apri con me…Cos’è, stai cercando una sorta di redenzione o è un modo distorto per alimentare il tuo ego?”

Andrew accennò una risata. Non che si fosse aspettata di ferirlo o di offenderlo, ma deriderla le sembrò un po’ troppo.

“Sono contenta di farti divertire.”

“Cosa ti serve trovare una spiegazione a tutto, Ann? Non siamo al lavoro dove devi raccogliere i dati e analizzarli. Sei tu la prima ad essere incoerente.”

Annalisa aspirò con eccessiva foga l’ultima boccata di fumo. “Cioè?”

Andrew entrò nel riquadro di luce della finestra. “Metti di continuo in chiaro di essere sposata e fedele, ma esci con me e menti a tuo marito.” Alzò entrambe le braccia per prevenire la sua protesta. “Sì è per proteggerlo, lo so.”

“Non ti riguarda” sibilò lei.

“Però ti riguardano le mie intenzioni. Ok, vediamo cosa posso dirti, Ann.”

Il disagio di Annalisa aumentò di colpo. Non era sicura di voler continuare il discorso, Andrew adorava provocarla, bastava pensare all’episodio di prima in camera. Anzi, era meglio non pensarci per niente.

“Ti ho portata qui per dimostrare a mio padre che non sono rimasto bloccato alla morte di Mineko, che sto andando avanti. O l’ho fatto per provare a ripagare un debito proprio con Mineko, per provare a darti una mano come lei c’è riuscita con me.”

Sussultò. Questo non se lo aspettava. Gli aveva vomitato addosso delle cattiverie, concentrandosi solo sul suo dolore, come l’egoista insensibile che era. “Mi dispiace, ho esagerato.”

Lui sembrò sorridere e proseguì, la voce trasformata in un sussurro roco. “O magari, è solo un modo per farti cedere e portarti a letto. Non dovrebbe mancare molto.”

Continua...

Serie: Lascia che passi la notte


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni

  1. Mi hai tenuto incollato per una cosa molto semplice: il dondolo e le stelle ti abbassano le difese, poi arrivano le frasi che fanno male “senza sangue”. Annalisa è viva perché non è “simpatica”: si difende, graffia, si vergogna. Andrew invece è pericoloso nel modo giusto: alterna cura e controllo, sembra capirti e un attimo dopo ti sposta il terreno sotto i piedi.

  2. Ma lui rimase. “Non puoi modificare il passato, Ann e neanche rimanerci intrappolata per sempre.” Il peso sul dondolo cambiò e Andrew si tirò su. “Non basterà il tempo, l’amore di tuo marito o quello di un altro, non servirà neppure questo viaggio se non sarai disposta a trasformare qualcosa dentro.”… Ma quanto è bella questa frase!! Da brivido👏👏

  3. ““O magari, è solo un modo per farti cedere e portarti a letto. Non dovrebbe mancare molto.””
    Non si smentisce mai questo tizio, ma forse non tutti i mali vengono per nuocere. Sono certa che anche la presunzione di Anrew potrebbe avere un senso, a beneficio di Anna.

  4. Ho apprezzato molto la riflessione sulle stelle, che affascinano tantissimo anche me. E niente, questi due ci stanno tenendo col fiato sospeso, nell’attesa del primo bacio😅❤️