Covid-19 — 2020

Serie: Oltre il dipinto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il viaggio volge al termine, la Storia ha segnato la protagonista portandola a una riflessione sull'importanza del tempo.

Ormai la luce la conosceva alla perfezione. Jeans a vita alta, un maglioncino grigio e un paio di stivaletti beige, ritornarono gli anelli e gli orecchini. I suoi capelli cadevano mossi sulle sue spalle.

Si ritrovò nella sua stanza, con gli appunti sparsi su tutto il pavimento.

La finestra, ancora aperta, lasciava passare l’aria diventata ormai tiepida dai raggi del sole.

Il telefono vibrò sul letto, una sveglia stava indicando la fine della sessione di studio; la musica iniziò a suonare, andò in panico.

Era tornata al 2020

Si guardò attorno, alcune mascherine erano appoggiate al comodino di fianco al suo letto. Il suo Ipad si era acceso quando una notifica arrivò, lasciando che mostrasse lo sfondo. Lei da piccola.

Si sfregò gli occhi, aveva dormito per quasi due ore, un brivido le scosse la schiena; si era dimenticata di studiare e questa colpa l’avrebbe seguita per tutta la giornata come un’ombra scura.

Si rimboccò le maniche e sistemò i suoi appunti sulla scrivania, raccolse i vestiti sparsi per la stanza e prendendo una mascherina dall’armadio uscì da camera sua.

Avrebbe fatto i conti più tardi con la dimenticanza mattutina.

Scendendo le scale qualcosa tintinnava nella sua tasca, infilò la mano e ne estrasse un orologio da taschino. Lo rigirò nelle sue mani, confusa e convinta che non avesse mai posseduto un oggetto del genere.

L’orologio da taschino era caldo come fosse stato sotto il sole cocente, fermo, forse rotto e avrebbe segnato per sempre le sette meno dieci minuti.

Se lo rimise in tasca fermandosi all’entrata di casa per infilarsi il giubbotto e gli accessori necessari per combattere il freddo di una giornata invernale.

La berretta era rimasta incastrata in un fermaglio che teneva i suoi capelli a posto, si sfilò il fermaglio a forma di fiorellino e lo lasciò in uno scaffale in bagno.

Si infilò le cuffie e chiudendo a chiave la porta di casa iniziò a camminare per il paese, la luce del sole riscaldava un pochino l’ambiente, le mani affondate nelle tasche del giubbotto, il naso nascosto nella lunga sciarpa che circondava il suo collo. I suoi scarponcini risuonava sull’asfalto ghiacciato, ritmando il passo come se fosse una marica. Qualcosa attirò la sua attenzione, per terra giaceva una monetina, era consumata forse anche vecchia, il retro però era chiaro e visibile mostrava il profilo di Napoleone Bonaparte, che lei ricordasse nessuna moneta corrente aveva quella effigie sopra. Non poteva neanche essere una vecchia lira visto che la Francia aveva tutt’altra moneta.

Dopo aver camminato per quasi un’ora, cercando di spegnere il cervello e non lasciarlo vagare tra i sogni o i ricordi che aveva appena costruito, tornò a casa.

Sulla tavola era adagiato il suo libro arancione di storia, l’immagine di copertina mostrava Tank Man, il ragazzo davanti ai quattro carro armati in Cina durante la strage del 1989.

Prese il libro, recuperò il fermaglio, la monetina e l’orologio da taschino, li appoggiò per terra e si sedette davanti a loro contemplandoli.

Passaggio. E’ una parola molto potente ed altrettanto significativa. Racchiude una miriade di informazioni, dolori, rancori, esperienze e forse quella più importante: la libertà.

La libertà di conoscere, di sperimentare quello che una volta ci faceva paura.

Che fosse stato un sogno o un ricordo non ne era certa, quello che sapeva però è che le sarebbe piaciuto tornare lì, conoscere più persone e le loro storie, il loro passato. Vagare nei meandri della storia, nelle viuzze malfamate, nei borghi dimenticati e lasciarsi cullare dalla calma e dall’immobilità del passato.

Perché i quadri ritraggono una scena, ma c’è molto di più al di fuori di quello che è stato dipinto; il tempo in cui vivevano li ha definiti come soggetti storici, ma nessuno si è mai preso l’impegno di scavare a fondo in quelle vite, di sviscerare il minimo intoppo e di svelare i loro segreti.

Il tempo è irreversibile, conosci la storia prima che tu ne faccia parte.

Serie: Oltre il dipinto


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