Cucciolo di drago

Serie: Cucciolo di drago

In questa Megalopoli le giornate scivolano sotto un cielo sempre carico di nubi. Spesso la pioggia e il freddo sono insistenti ed insopportabili, ma si va avanti.

Gooood morning Altaja

È l’alba. Esco di casa con l’ombrello sotto il braccio camminando lungo il porticato appena fuori dal portone. Mi alzo il bavero del giubbotto. Il freddo è insistente. Mi devo dirigere al negozio di cibo per animali. Un barbone zombie mi chiede qualche spicciolo: io passo dritto senza badare a lui. Pochi isolati e sono arrivato senza troppi intoppi. Entro nella rivendita: è la prima volta che vado in un posto del genere. Al bancone c’è una licantropa. Anche se non è trasformata la riconosco subito dagli occhi neri, i capelli increspati e i canini che rimangono sempre sporgenti. Sento il ringhio inconfondibile di un cerbero.

– La gabbia dove si trova il cane infernale è sicura?

– Non è in gabbia: lo tengo sciolto.

– Ahh

– Stai tranquillo! Non morde!

Col cazzo che sto sereno. Mi sale sulla spina dorsale un’agitazione da mille e una notte, ma non lo do a vedere.

– Devo comperare del cibo in scatola per un cucciolo di drago.

– Un cucciolo di drago! Sei sicuro?

– Bhe! Per tutti i diavoli dell’inferno! Certo che sono sicuro.

Sento il ringhio di quel fottutissimo cerbero molto vicino al mio corpo e percepisco il suo putrido alito.

– Non nominare mai la parola (scrive “Inferno” su un foglietto e me lo mostra). Mai e poi mai.

La donna licantropo si rivolge al cerbero e gli dice:

– Stai buono! Non t’agitare e vieni qui (gli mette il guinzaglio alla testa centrale).

– Appena esco fuori di qui mi faccio il segno della croce.

E nuovamente la bestia ricomincia a ringhiare.

– Allora te la vai a cercare. Briciola è un cagnolino tranquillo però la sua è una razza particolare! Fai così: qualsiasi cosa dici non usare parole religiose se non vuoi diventare il suo pranzo. E tu stai buono che mi spaventi i clienti.

Roba da matti.

– Ritorniamo a noi! Mi hai chiesto cibo per un cucciolo di drago?

– Esatto!

– I cuccioli di drago non possono essere allevati. La legge parla chiaro.

– Faccio una telefonata.

Prendo lo smartphone e compongo il numero.

– Pronto! Chi è!

– Sono Raf! Un amico di Micala. Puoi passarmela per favore?

– Attenda un attimo.

La licantropa inizia ad essere spazientita ed io mi riprometto di non entrare più in un posto del genere.

– Eccomi!

– Ciao! Sono al negozio che mi hai indicato e qui mi dicono che non hanno cibo per cuccioli di drago.

– Ultimamente sembri più rincretinito del solito. Non è un cucciolo di drago ma un draghetto piristicchio. Un drago in miniatura che sputa fumo.

– Ah! Ok! Draghetto parasticchio.

– PIRISTICCHIOOOOOO! Quando hai fatto ti ricordi che devi portare il cibo alla mia vicina di casa?

– E certo! (mentivo spudoratamente; l’avevo completamente dimenticato).

La licantropa ride.

– Mi ha detto che è un draghetto…

-Piristicchio! Aspetta qui che ti porto una confezione di scatole.

Briciola vai davanti alla porta e non far passare nessuno.

– Briciola non può venire con te?

– Tranquillo.

Appena la donna lupo si allontana la belva inizia a fissarmi con tutti e sei gli occhi. Mi sento osservato e non è una bella sensazione.

Serie: Cucciolo di drago
  • Episodio 1: Cucciolo di drago
  • Episodio 2: Cucciolo di drago
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    Commenti

    1. Tiziano Pitisci

      Ciao Raffaele, mi piacciono il ritmo e la scorrevolezza. Apprezzo anche la scelta (poco comune) del tempo narrativo al presente. La baraonda di figure fantastiche è leggera e il taglio è ironico, altro dettaglio poco frequente in questo genere. Proseguo la lettura!

    2. Antonino Trovato

      Ciao Raffaele, un inizio divertente, dall’ironia che definirei… mordente😂😂😂! Hai puntato molto sui dialoghi, una scelta che mi piace molto, e per il resto, tra barboni zombie, licantropi e cerberi indigesti alla religione, sono curioso di conoscere questo draghetto😁😁😁! Attendo il prossimo episodio😁!