In paradiso

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: ... bisogna crederci.

Mariasole seguì Luca in silenzio di tomba in tomba.

La zona nuova del cimitero, man mano che avanzavano, lasciò il posto alla zona vecchia.

Mariasole non era molto pratica di quel luogo e ancor meno di quella zona, ma ipotizzò che si trovassero lì a causa dell’estetica delle cappelle che iniziarono ad entrare nel suo campo visivo e in seguito ne ebbe la certezza per via delle date ivi riportate.

Il passo di Luca non rallentò mai, avanzò come un cavallo a briglie sciolte tant’è che a Mariasole iniziò a far male la milza, poi finalmente si fermò davanti ad una parete colma di loculi, iniziò a costeggiarla lentamente e infine si fermò davanti ad uno di essi che si trovava a tre file dal pavimento.

Quando Mariasole lo raggiunse e vide il loculo che Luca stava fissando, per un istante si paralizzò.

L’effigie mostrava un uomo sulla trentina dai capelli biondi e i ricci strettissimi, ma non fu questo ciò che la fece trasecolare bensì i suoi occhi. Aveva due gemme verdi al posto delle iridi, le stesse di Luca e Martina e le medesime che aveva sognato poche notti prima.

L’impatto di quegli occhi fu talmente grande che inizialmente Mariasole non vide né il nome, né le date di nascita e morte dell’uomo a cui quelle iridi appartenevano.

Antonio Crismi

17-01- 1927           31-10-1962

– Ciao nonno – la voce di Luca era rotta e la sua fronte era corrucciata.

– Tuo nonno ti assomigliava molto – Mariasole gli mise una mano sulla spalla e la mosse su e giù, poi si appoggiò contro di lui.

– Si – Luca rise piano – nonna lo diceva sempre, mi parlava spesso di lui … mi dispiace solo che non siamo riusciti a farla riposare qui … era quello che voleva.

– Non capisco.

– La mia famiglia non se l’è passata bene … ora è tutto diverso ovvio, abbiamo una buona posizione … beh l’avevamo prima della faccenda dello zio … però molti decenni fa nessuno avrebbe scommesso nulla sui Crismi, mio nonno morì presto e nonna crebbe due figli sola, i sacrifici furono tanti, quindi non riuscì a comprarsi un loculo accanto a lui e quando finalmente ci fu la possibilità, non c’era più posto … ma lei avrebbe voluto stare qui con il nonno, non dall’altra parte del cimitero … e in famiglia lo sappiamo tutti.

– Sono sicura che ora sono insieme – disse Mariasole continuando ad accarezzare Luca – sono insieme in paradiso, conta solo questo … non ciò che è qui – concluse indicando il loculo di Antonio Crismi.

– Lo pensi davvero?

– Cosa?

– Che esiste un posto dove andiamo dopo la morte.

– Si – rispose Mariasole immediatamente – ovvio.

– Io non credo molto in questo – Luca abbassò gli occhi – secondo me finisce tutto qui … quindi dovremmo fare il possibile per non avere rimpianti – alzò lo sguardo e lo incastrò in quello di Mariasole facendola avvampare.

– Beh … io … cioè non credo che tu pensi che di là non ci sia nulla.

– Perché? – Luca iniziò ad avvicinarsi piano a Mariasole con lo sguardo fisso nei suoi occhi, ma quando i loro nasi si toccarono lei si scostò completante rossa in viso.

– Perché … perché ecco vedi tu … tu hai salutato tuo nonno prima, non l’avresti fatto se pensassi che di lui non c’è più niente.

– Questo non significa nulla – lo sguardo di Luca era duro, totalmente ermetico dopo il rifiuto di Mariasole, scostò la mano della ragazza, che era ancora intenta a dargli conforto e si incamminò verso l’uscita del cimitero senza dire una parola.

Quella notte Mariasole non dormì bene.

Sognò Viviana Coletti che si dondolava in avanti e indietro, con gli occhi spiratati, nel giardino di Maurizio Crismi e poi sognò Luca.

Ripercorse nei suoi sogni quel pomeriggio e la scintilla che aveva acceso i suoi occhi mentre si avvicinava per baciarla, però in sogno lei non si scostò, bensì abbassò le palpebre e si lasciò trasportare dall’emozione che quel contatto provocava in lei.

Forse restarono minuti persi in quell’emozione, o forse ore o giorni, Mariasole non poteva saperlo con certezza, poi finalmente si separarono, ma quando aprì gli occhi un brivido d’orrore le percorse la spina dorsale, perché si rese conto di non aver baciato Luca, ma un altro ragazzo dagli occhi verdi: Marco.

Lanciò un urlo muto in cielo e in quell’istante si risvegliò.

Era sudata, aveva il respiro affannato, la gola secchissima e il cuore che le galoppava in petto.

Si alzò dal letto scombussolata e poi andò in bagno.

Si sciacquò la faccia ancora tremante e rimase stordita nel vedere la sua stessa immagine.

Fino a quel momento la sua caratteristica principale era stata l’acne, ma guardandosi si rese conto che essa era stata sostituita dalle ombre violacee sotto ai suoi occhi.

Le sue occhiaie erano come due lividi freschi e il suo volto appariva stanco e spossato, come se un qualcosa stesse risucchiando da lei la vita.

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Lola. Come dicevo già ad altri autori, l’ultimo periodo mi ha costretta a stare un po’ lontana dalla piattaforma. Mi riprometto questo fine settimana di leggermi la tua serie e lo farò con grande piacere ☺️

    1. Grazie ❣️
      Anche io l’ultima settimana sono stata latitante sulla piattaforma … 😪 e non ho tempo di recuperare tutto ciò che ho perso 😪😪😪 speriamo di avere un minuto domenica.

      Grazie mille ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️

  2. “Luca non rallento` mai, avanzo` come un cavallo a briglie sciolte”, tu invece, Lola, procedi adagio, raccontando con passi ben ponderati e seminando indizi e sospetti. Vuoi tenerci ancora in attesa di scoprire cosa sia accaduto e quali oscuri segreti nasconda la famiglia di Luca. La tua tecnica funziona nel saper destare interesse e curiosita`. Brava😘