Dall’altra parte
Serie: La bicicletta
- Episodio 1: Il cane nero
- Episodio 2: Dall’altra parte
- Episodio 3: Colpo mortale
- Episodio 4: Onoranze funebri
STAGIONE 1
Mentre guardava ancora indietro, tutto a un tratto il portale svanì e, con esso, ogni possibilità di ritorno in città. Rallentò la pedalata, tornando a guardare avanti, fino a fermarsi del tutto. Il suo respiro era affannoso, con boccate d’aria brevi e velocissime; il cuore le martellava ancora nel petto. Cercava di capire dove fosse e cosa fare adesso, mentre il respiro lentamente, ma con continuità si normalizzava e anche il cuore.
Ora che il pericolo era cessato, anche l’adrenalina in circolo scemava. La prima cosa che fece, quando fu più calma, fu tirare un sospiro di sollievo e portarsi una mano al petto istintivamente. ” Ok, adesso l’imperativo è prima di tutto capire dove sono,” si disse volgendo lo sguardo d’intorno. La preoccupava anche il fatto che, se la permanenza lì doveva essere lunga, lei non aveva né viveri né acqua e non le era dato sapere, almeno non al momento, se avrebbe trovato nei paraggi altri esseri umani che potessero aiutarla.
La prima cosa che la colpì fu un maestoso albero di ciliegio, doveva essere secolare, che dominava una collina proprio di fronte a lei. Era in piena fioritura. Alla sua destra c’era un bosco molto fitto; non avrebbe saputo dire di che specie fossero gli alberi che lo componevano, mentre alla sua sinistra c’era quello che, all’inizio, le sembrò un normale canneto, ma guardandolo meglio, si rese conto che era una piantagione di bambù. ” Allora sono finita in Cina o in Giappone,” si disse; ormai lo stupore iniziale stava scemando, accettava la cosa con stoicismo, come fosse perfettamente naturale.
Volgendo poi lo sguardo verso l’alto, cosa a cui la distrazione data da un uccello in volo la indusse, notò un cielo più limpido di come l’avesse mai visto in vita sua. Lei si trovava su un sentiero in terra battuta. A mano a mano che si calmava, oltre a regolarizzare il respiro e il battito, le sue percezioni sensoriali si facevano più acute. Infatti, se all’inizio aveva percepito quanto la circondava solo attraverso la vista, adesso tutti gli altri sensi erano completamente all’opera.
Percepì in bocca, mentre respirava, il sapore di un’aria purissima e carica di buone essenze. Alle sue orecchie giungeva un’armonia di versi d’uccelli e altri animali. Al suo olfatto non giunsero solo i naturali profumi di un bosco, ma frammisti ad essi il suo stesso sudore, una puzza che ora si faceva leggermente nauseabonda, e l’odore di legno bruciato, questo però come un’eco lontana, come se qualcuno avesse acceso un falò. Al suo tatto, infine, giungeva la sensazione del suo corpo interamente sudato, soprattutto le mani, nonché la sua fedele bicicletta Daytona e le sue scarpe.
All’improvviso, qualcosa cambiò. Alle sue orecchie giunse il rumore del cozzare di spade, o qualcosa di molto simile, e parole in una lingua che non riusciva a comprendere. Fu solo a questo punto che ebbe un’epifania, rendendosi conto esattamente di dove, soprattutto quando, realmente si trovava, certo non per caso. ” Come ho fatto a non capirlo subito,” si rimproverò. Riprese a pedalare con molta più foga di quanto avesse mai fatto, persino durante l’inseguimento, e, quando giunse in cima alla collina del ciliegio secolare, ebbe la conferma definitiva di quello che in fondo già sapeva.
Si trovava nell’antico Giappone, proprio nel giorno in cui Shintaru era morto, ancora in tempo per impedirlo. Lì in cima alla collina, dovette fermarsi per riprendere fiato; vide Shintaru e Koichi, anche loro videro lei, ma non erano soli. Proprio come nelle ultime pagine del suo caro manga, stavano combattendo, schiena contro schiena per guardarsi le spalle a vicenda, contro un gruppo di pericolosi malviventi che aveva teso loro un’imboscata poco prima, approfittando del perfetto nascondiglio offerto dal bosco.
I due samurai combattevano coraggiosamente contro i malviventi, in un virtuoso susseguirsi di fendenti, parate, affondi, e altri colpi. La loro maestria, nell’uso delle katane, era ammirevole, e persino il clangore del metallo contro metallo era gradevole. Sguardi fieri. Il sudore imperlava i loro visi e i loro corpi. Quando sollevate, per colpire nuovamente, le katane facevano cadere una pioggia di sangue. Lentamente, ma inesorabilmente, stavano avendo ragione dei nemici, uno dopo l’altro. Sembrava quasi che le katane danzassero, piuttosto che combattere, e il vento fosse il loro zufolo.
Quello che Shintaru non sapeva era che da tempo Koichi cercava l’occasione buona per mettere in atto il suo segreto proposito omicida: certo non l’avrebbe ucciso subito, non mentre erano vivi tutti quei nemici, con il rischio poi di rimetterci la pelle anche lui, solo contro tanti, ma con l’occasione propizia, aspettava solo il momento in cui, ucciso l’ultimo nemico e sempre stando schiena contro schiena, avrebbe potuto voltarsi di scatto, contro l’amico ignaro che ancora gli avrebbe dato le spalle, e conficcargli la katana nel corpo a tradimento: con ciò disonorando doppiamente sé stesso, perché è sia un disonore colpire alle spalle, sia uccidere un amico.
Marta non sapeva parlare giapponese, se non poche parole, quindi era perfettamente consapevole che gridare per cercare di avvertire Shintaru sarebbe stato del tutto inutile; anzi, c’era addirittura il rischio di distrarlo! Ci rifletté bene, in un lasso di tempo brevissimo, perché i pensieri sono velocissimi, e concluse che l’unica opzione realistica, se davvero voleva salvarlo a tutti i costi, era frapporsi fisicamente, prendendo lei il colpo destinato al suo amato e quindi morendo per lui.
Serie: La bicicletta
- Episodio 1: Il cane nero
- Episodio 2: Dall’altra parte
- Episodio 3: Colpo mortale
- Episodio 4: Onoranze funebri
Bello. La protagonista che si ritrova di colpo chissà dove e senza cibo (bella l’attenzione ai profumi e ai suoni!). La rivelazione che è finita nell’antico Giappone, proprio dentro il suo manga, è una svolta geniale che ti fa schizzare subito l’adrenalina alle stelle
Lo ripeto: il tuo racconto è molto originale. Brava, Teresa!??