
Daltonismo generazionale
Sono giorni che confondo il blu con il verde.
Alle volte ho creduto di essere daltonica, confondevo i colori delle verdure, la carta da parati delle stanze, i tappeti della signora Rosa e le borse nell’armadio.
Il referto medico confermava: “nessun tipo di daltonismo” ,ma il problema persisteva : blu e verde, verde e blu, blu, verde, verde, blu.
Stamattina mi sono svegliata con calma, ho fatto la doccia, mangiato in fretta una fetta di pane con la marmellata. Verso le undici ho spolverato sopra tutti gli scaffali dello studio, e con la vestaglia un po’ sgualcita e le ciabatte verdi sono uscita per dare l’acqua ai fiori.
Ho lasciato cadere rumorosamente l’annaffiatoio per terra. Guardo in alto, guardo in basso. Non è possibile.
Stamattina mi sono svegliata e ho trovato il cielo capovolto. Inizialmente ho pensato che, certamente, dipendeva da questo vizio che avevo ultimamente di confondere il blu con il verde.
Dovevo aver visto il prato blu come il cielo e il cielo verde come il prato, aver confuso le cose.
E invece no, stamattina ho davvero trovato il cielo capovolto.
Ma che roba è questa? e dove sono finite le mie piante? tre anni per far crescere quei bellissimi gerani e adesso nemmeno l’ombra.
Sopra di me una lunga distesa di terriccio, marrone, scuro, non proveniva più luce.
Sotto i miei piedi invece il sole che mi accecava, il cielo terso e immobile.
Mi sembra fosse sempre stato lì sotto, le nuvole erano lontane, come se a dividermi da loro ci fosse una lastra di vetro impercettibile. Che follia.
Nel giardino accanto vedo Fedor in un angoletto, a dondolare su e giù. Non capisco. La sua reazione sarà legata a questa stranezza atmosferica o alla scomparsa delle quercia, che ogni mattina intravedeva dalla finestra?
“Fedor”, grido io, “che cosa ti turba?”. Fedor si ritrae ancora di più nel suo angoletto ed inizia ad urlare fortissimo: “ Il senso è decaduto. Nulla ha più senso! Non potremo più guardare in alto, da oggi dovremo iniziare ad abbassare lo sguardo alla ricerca del cielo. Il futuro ci ingobbisce, mi sentite? mi sente qualcuno? Smetteremo anche di guardarci in faccia e saremo sempre alla ricerca di qualcosa che è sotto i nostri piedi. Oggi è il giorno in cui il senso è decaduto.”
Ora piange, è disperato. Io sorrido tra me e me.
Rientro dentro casa e cerco qualche vestito pulito. Mi vesto, mi trucco, “speriamo che il fioraio non abbia finito i gerani” penso e chiudo la porta dietro di me.
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